Che c'entra con lo spanking? Assolutamente niente! Ma ho sempre adorato questo pezzo (anzi "barnum", com'è chiamato dall'autore, Alessandro Baricco!), tratto da Barnum 2!
Spero vi piaccia!
Va da sé che adoro Baricco, e consiglio a chiunque di leggere TUTTE le sue opere! Ma, dovendo sceglierne una, da cui cominciare... Oceanomare, direi!
Ciaociao!
[b:7axdw9wi]Piccole mezquite quotidiane[/b:7axdw9wi]
Mi rendo conto che è un po' come fare un Barnum sul¬la Torre di Pisa, ma il fatto è che ho visto la Mezquita di Cor¬dova. C'era intorno questa specie di Africa dolce che si chia¬ma Andalucia, e dappertutto feste postquaresimali, cioè im¬pazzamenti collettivi sui passi illeggibili del flamenco. C'e¬rano intorno tutte quelle case bianche che ti chiedi se le ri¬pittano tutte le domeniche, e un sacco di tivù accese con den¬tro la corrida, che è una cosa strana, un po' come vedere la messa la domenica mattina, con scritto in basso a sinistra rai uno. C'era quella e altra roba intorno ma poi ho pagato diecimila lire, sono entrato in una porta, e dopo ero dentro a una cosa pazzesca: e si chiama Mezquita di Cordova. Non è per il monumento in sé, non è mica la pagina del week¬end questa, è per quel che fa venir in mente: idee strane.
La Mezquita hanno incominciato a costruirla gli ara¬bi, e l'hanno fatto nel 780: era una moschea. Nei duecento anni dopo l'hanno ingrandita tre volte, per star dietro al gi¬gantismo di un città, Cordova, che le stava esplodendo in¬torno. Risultato: una cosa enorme, 180 metri per 130, aran¬ceto compreso, che era d'ordinanza (gente raffinata, quel¬la). Dentro, solo colonne, ma colonne a centinaia, semina¬te con la geometrica esattezza di un campo di girasoli (pre¬sente?), e le colonne tengono su un arco, poi continuano a salire e qualche metro più su ne tengono su un altro, si era¬no studiati gli acquedotti romani, avevano capito che c'e¬ra del genio lì dentro, e hanno rifatto tutto in piccolo (nel senso dell'altezza, di cui non gli fregava niente) e in gran¬de (nel senso della larghezza, che gli fregava sì, quella). Una foresta di colonne, come hanno più volte detto i poeti di passaggio.
Sarebbe già così una cosa da rimanere secchi, ma il bel¬lo deve ancora venire. Perché, a dimostrazione che non sem¬pre vince il migliore, nel 1200 i cristiani cacciarono gli ara¬bi da Cordova e, trovandosi quel popò di roba, si affretta¬rono a consacrarla come una chiesa delle loro. Per trecen¬to anni si limitarono a fare piccole modifiche, giusto per personalizzare un po' il locale. Poi, nel 1523, si concessero a un'idea geniale: costruire una cattedrale dentro alla mo¬schea, proprio in centro, con l'altar maggiore, il coro, l'or¬gano, tutto. Senza muri, però: come costruire l'interno di una chiesa in mezzo a una foresta di colonne. Ci misero tre¬cento anni a farsi venire un'idea così pazza: ce ne misero 243 a realizzarla. Chiusero il cantiere nel 1766: un millen¬nio dopo che quel posto era nato.
Allora bisogna immaginare: immaginare dove sei quan¬do sei lì dentro. Tutto in uno spazio unico, ritagliato via dal mondo. Mille anni di storia, due modi così lontani di avere un dio, quello dei cristiani che ha bisogno di squarciare il cielo in alto, quello degli arabi che ha bisogno solo del vuo¬to intorno, le geometrie ubriache del barocco e quelle scien¬tifiche delle colonne della moschea, voli gotici in alto, scac¬chiere per terra, santi dappertutto con facce e oggetti e sto¬rie, e pareti mute per i musulmani, solo ricamate da mo¬saici e splendide grafie sacre, marmo, legno, argilla, vetro, stucco, luce e ombra, croci e fiori, l'eco sontuosa sotto la cupola, l'eco limpidissima dentro la foresta di colonne, tut¬to e il contrario di tutto, e tutto in un solo luogo, in un so¬lo momento, e non è un oggetto, non è un'immagine, è uno spazio, è una cosa che non vedi tocchi senti, è un cosa in cui sei. Ed è una: non è il pastrocchio di un cumulo di dif¬ferenze: è una.
Allora ho pensato: è quella cosa lì che bisogna fare. La¬sciando perdere il postmoderno, che a confronto è un sou¬venir made in Taiwan. Quella cosa lì è il modello di un'e¬sperienza. E forse fare un film o un libro o una roba per un teatro, sempre dovrebbe mirare a quell'esperienza lì. Oggi, almeno: nel tempo che è il nostro. Fare piccole mezquite. Non ci può riuscire una prodezza come quella lì, e d'altra parte per far quella c'han messo mille anni, e d'altra parte mica lavoriam per dio, noi, abbiamo fruitori più modesti. Ma l'idea è quella. Uno spazio-esperienza che cristallizza mille tempi diversi, e mondi, e materiali, e colori, incubi, mestieri, idee, fantasie, aranceti, croci ed echi. Quando ci sei dentro sei da un sacco di parti, e per un istante, ma sgra¬nato su secoli.
Bisogna pur stare a coltivare qualche utopia, se no di¬venta tutto una questione di mercatino delle vanità, brico¬lage dell'anima, sfida sportiva su e giù per le classifiche, e cucina casalinga rilegata in corpo 11. Già avevo da parte quella mezza idea del pedalare davanti al treno e non die¬tro. t Adesso ci metto insieme questa qui delle piccole mez¬quite. Dev'essere una specie di hobby: collezionare illusio¬ni di cui non essere all'altezza.
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca