Eleonora entrò silenziosa in casa, un turbinio di pensieri nella testa.
La casa era quella del suo amato, da mesi anche la sua; del suo amato e dell’uomo al quale aveva concesso la sua sottomissione.
Una concessione impegnativa, per una donna fiera come lei, che nel sottomettersi metteva in gioco testa e cuore. Nel sottomettersi, nella voglia di farlo, nell’eccitazione che provava, nel coinvolgimento delle emozioni e dei sensi; nel sottomettersi, ma anche nel subire quell’esperienza, nel ribellarsene a volte, nel riluttarvi spesso.
Amava l’uomo, premuroso ed affettuoso, ma severo.
Aveva voglia di darsi a lui, di esprimergli rispetto, ma a volte le riuscivano difficili anche i gesti più semplici, come l’inginocchiarsi quando, al rientro in casa, lo salutava nella sua stanza.
E lui teneva molto a quel gesto, era attento ai simboli, e così, spesso, fioccavano le punizioni, anche severe, segni sulla carne, fatica del corpo, ma anche richiamo duro ed intenso alla volontà ed ai desideri oscillanti.
Allo stesso modo le sessioni ( i dialoghi del rispetto e del castigo, come lui li chiamava) la vedevano a volte partecipe attiva, obbediente ed insieme appassionata, a volte erano il luogo della sua incertezza, del suo dire e fare differente da quello dell’amato. Il luogo della collera di lui, del dispiacere di lei, la punizione, che pure sempre arrivava, veniva dopo.
Tutti questi pensieri attraversavano la mente di Eleonora, in quella sera primaverile, ma la giovane donna li rileggeva attraversata da un’energia positiva, una nuova vitalità.
Entrata in casa, lo vide nella sala e, d’impulso, s’inginocchio salutandolo gentile, ed aggiungendo :
“ Per Lei, oggi, il mio rispetto ed il mio omaggio”.
L’uomo si meravigliò, e la meraviglia vieppiù s’accrebbe quando Eleonora, levatasi la giacca leggera, si tolse in successione le scarpe, la camicetta di seta bianca ed il reggiseno di pizzo, offrendo allo sguardo una schiena splendida, un petto non debordante ma piacevole, ascelle lisce ed incavate, un profumo caldo e speziato. La gonna, abbastanza corta, fasciava natiche sode, cosce piene, gambe lunghe e robuste.
Eleonora aprì un cassetto della sala, prese due mollettine metalliche e, carezzati i capezzoli fino al turgore, ve li applicò : una smorfia, leggera, di dolore, poco più di un sospiro, attraversò il viso sereno e bello pur nei tratti irregolari
.Facevano male, ma erano dolore e sensazioni diverse da quando quelle mollettine abbastanza crudeli punivano la sua indisciplina.
Subito dopo, rialzata la gonna, s’inginocchiò ed alzò le braccia, dicendo all’uomo “ Questo per Lei, in devoto omaggio; sarà Lei a dirmi basta”.
Rimase a lungo in quella posizione, perfettamente immobile : doloravano i capezzoli, dolevano le ginocchia, le spalle, la schiena, ma il desiderio che la muoveva, insieme al suo orgoglio, la teneva lì, immobile, quasi inchiodata, silente.
Lo sforzo ed il dolore aumentavano man mano, ma non vi era disagio, e lei rimaneva immobile e silente, pur nella tensione e nella fatica.
Per trenta lunghi minuti l’uomo la guardò : con soddisfazione, con fierezza, con dolcezza, con eccitazione per quel corpo piacevole, profumato, così offerto.
Poi si alzò, le carezzò la schiena, la baciò, le tolse le mollettine con delicatezza e la ringraziò con un bacio, lasciando che il rispetto e l’amore divenissero passione comune.
Ciao lukas,
il racconto è ben scritto, evocativo di emozioni e immagini, nonostante la situazione descritta è lontana dalle mie fantasie.
ciao,
Keith
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca