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Nextlevel - Alchimia dell'Anima

Avviato da lo_speziale_mascarato il 31/10/2009 alle 23:05

Nextlevel - Alchimia dell'Anima

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

[url=http://g.imagehost.org/view/0242/Alchimista:39telt41][img:39telt41]http://g.imagehost.org/0242/Alchimista.jpg[/img:39telt41][/url:39telt41]

Il gargouille che raffigura l'alchimista sulla cattedrale di Notre Dame



"Se, spinti dalla curiosità, o per dare uno scopo piacevole alla passeggiata senza meta d'un giorno d'estate, salite la scala a chiocciola che porta alle parti alte dell'edificio, percorrete lentamente il paesaggio, scavato come un canale per lo smaltimento delle acque, sulla sommità della seconda galleria. Giunti vicino all'asse mediano del grande edificio, all'altezza dell'angolo rientrante della torre settentrionale, noterete, in mezzo ad un corteo di chimere, il sorprendente rilievo d'un grande vecchio di pietra. E' lui, è l'Alchimista di notre Dame.
Col capo coperto dal cappello Frigio, attributo dell'Adeptato, posato negligentemente sulla lunga capigliatura dai grandi riccioli, il saggio, avvolto nel leggero camice di laboratorio, s'appoggia con una mano alla balaustra, mentre, con l'altra, accarezza la propria barba, abbondante e serica. Egli non medita, osserva. L'occhio è fisso; lo sguardo possiede una straordinaria acutezza. Tutto, nell'atteggiamento del Filosofo, rivela una estrema emozione. La curvatura delle spalle, lo spostamento in avanti della testa e del busto tradiscono, infatti, una grande sorpresa. In verità, questa mano pietrificata sembra animarsi. E' forse un'illusione? Sembra di vederla tremare... Che splendida figura questa del vecchio Maestro che scruta, interroga, curioso ed attento, l'evoluzione della vita minerale, e poi, infine, abbagliato, contempla il prodigio che solo la propria fede gli faceva intravedere!
E come sembrano misere le moderne statue dei nostri scienziati - che siano colate in bronzo o scolpite nel marmo - in confronto a questa raffigurazione venerabile, dal realismo così potente nella sua semplicità!"

FULCANELLI, "Il Mistero delle Cattedrali".





[b:39telt41]Breve (ma pallosa) introduzione a Nextlevel.[/b:39telt41]



Chi ha visto il film "Highlander", ricorderà la scena in cui Conner McLeod, dopo avere scoperto attraverso Ramirez di essere praticamente immortale, chiede al suo nuovo Maestro il motivo di tanta differenza rispetto agli altri esseri umani.

Quest'ultimo gli risponde con un'altra domanda, apparentemente semplice, ma che, in realtà, sottintende il secondo dei suoi insegnamenti:
"[b:39telt41]Perché il Sole sorge e tramonta?...[/b:39telt41]"

Ed in effetti, il più delle volte, la Natura, ci dà l'impressione di farci avvicinare al Mistero delle sue Leggi, alla meraviglia dei suoi meccanismi e delle sue evoluzioni ... Ci fa accarezzare il suo vestito, ci permette di toccare la sua maschera ... Ma, nondimeno, ha cura di mantenerci, delicatamente ma implacabilmente, lontani una spanna dalla sua vera essenza e dal calore delle sue membra ... Insomma, si lascia "vedere", ma non si lascia "vivere"... Ed attende ... attende una nostra iniziativa, con tono divertito, quasi di sfida.

Sicché, se ci mancano la forza o la volontà di fare quel passo ulteriore, che lei mai ci suggerirà, finiremo solo per ... "vederla", con il freddo rigore degli scienziati ... Vederla ed analizzarla come se fosse sdraiata su di un tavolo operatorio, con l'illusione di averne il dominio... Un dominio che, invece, riguarderà solo un corpo morto, del quale rileveremo minuziosamente dimensioni, proprorzioni e peso...
E nient'altro.

Serve, allora, cambiare un attimo le "lenti", per indossare quelle degli Alchimisti. Con esse potremo provare a scrutarla nel suo divenire, con un punto di vista "dall'interno", che ci aiuterà a ripercorrerne fedelmente i passi, facendoci capire che siamo parte di essa e delle Forze enormi che la agitano... Forze che in gran parte ci passano attraverso, ci percorrono e, spesso, si manifestano in noi attraverso pulsioni, emozioni, inquietudini ... insomma, attraverso le emozioni.

Come molti di noi, sono convinto che pratiche così intense dal punto di vista emotivo, quali lo spanking, il medical, ecc., siano veri e propri "sentieri" che, se usati adeguatamente e con lo spirito giusto, possono aiutarci ad esplorare al meglio i nostri labirinti interiori, per arrivare al nostro Centro... Il Centro del nostro Essere, inteso come un "punto" che fa parte di un sistema infinitamente più grande, e che, come avviene anche a livello planetario, ruota stabilmente intorno ad altri "punti", con i quali intimamente si relaziona.

Quante volte abbiamo scritto, nei nostri post, che praticare lo spanking (o il medical) ci permette di attingere a sensazioni che risalgono alla nostra adolescenza, se non addirittura alla nostra infanzia? Sensazioni talmente profonde da avere contribuito a renderci ciò che siamo, e che sono ancora capaci di coinvolgere tutti i nostri sensi... che ci fanno toccare l'Anima.

Per questo motivo considero la sensibilità verso certe discipline come un vero e proprio Dono... Qualcosa che, tornando all'esempio delle "lenti", ci permette di vedere meglio e più nitidamente quello che rischia altrimenti di restare sfuocato e distante, sempre ai margini del nostro campo visivo... che ci aiuta a capirci ed a conoscerci meglio di mille libri... o di mille sedute dall'analista.

Da tutte queste considerazioni, che ho riassunto qui sopra un po' malamente e alla rinfusa, sono nati alcuni post, raccolti sotto la denominazione "Nextlevel", e che avevo già inserito in un altro Forum, che poi altri Utenti, più sensibili e capaci, avevano ulteriormente sviluppato.

E allora... vorrei provare anche qui a gettare una lama di Luce oltre quelle porte che spesso ci ostiniamo a tenere chiuse, seppur sentendo, perfino troppo distintamente, che al di là di esse qualcosa (di così intimo e vicino a noi) si agita e si scuote....

l s m

Inviato il 31/10/2009 alle 23:05

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

[b:ed1oca77]NEXTLEVEL
(ALCHIMIA DELL'ANIMA)[/b:ed1oca77]


[url=http://g.imagehost.org/view/0379/cancellata_aperta:ed1oca77][img:ed1oca77]http://g.imagehost.org/0379/cancellata_aperta.jpg[/img:ed1oca77][/url:ed1oca77]


“Nella Mundaka Upanishad si trova l'immagine seguente: due uccelli, associati l'uno all'altro, con nomi simili, sono posati sullo stesso albero. Dei due, uno mangia i frutti saporiti, l'altro, senza mangiare, guarda. I due uccelli rappresentano, rispettivamente, l'anima individuale ma immortale che contempla sovranamente, senza muoversi, esprimendo in tal modo il rapporto dell'io e del Sé, dell'azione e della contemplazione. Ora, abbiamo visto che la Via Iniziatica del Cavaliere è essenzialmente attiva, il che è caratteristico dell'Iniziazione regale ai Piccoli Misteri, la quale deve necessariamente prolungarsi con una Iniziazione sacerdotale ai Grandi Misteri, ove predomina la contemplazione. Così il Cavaliere, dopo essersi lungamente nutrito dei “frutti della Vita”, dovrà, se gli sarà possibile, riconoscere finalmente la Dama che veglia silenziosamente su di lui e lo “contempla intensamente”. Allo stesso modo possiamo dire che l'Iniziazione regale è caratterizzata da uno stato di continua peregrinazione, mentre l'Iniziazione sacerdotale consiste essenzialmente in una immobile contemplazione. E' a tale stato di peregrinazione che si riferisce il simbolismo del Viaggio, del Pellegrinaggio e della Crociata. Nei romanzi arturiani questo aspetto del Cavaliere è particolarmente sviluppato e costituisce la caratteristica essenziale della Cerca, che, in fondo, altro non è che un Viaggio al Centro di Se Stesso e che dovrà concludersi con la reintegrazione stessa di questo Centro. “Se tutto è in me, dice Shankara, che altro pellegrinaggio vi è ancora per me?”.
Questo peregrinare condurrà dunque il Cavaliere ad attraversare diversi luoghi che, ben inteso, saranno i “Luoghi dell'Anima”, e giungere a diversi Castelli che saranno altrettanti stati spirituali particolari, stati di ricapitolazione e di prese di coscienza. Così il Castello di Re Artù, che secondo certe tradizioni compie un movimento di perpetua rotazione, esprime l'Asse del Mondo e il Centro dell'Essere. La Foresta, che i Cavalieri attraversano senza posa, altro non è che la Hyle, equivalente alla Caverna, e, talora, del Deserto, la Materia Prima dell'Anima, caotica e non elaborata, che si oppone al Campo, che è, per eccellenza, la terra lavorata. In questo stesso simbolismo spaziale, il Deserto si oppone alla Città, come la morte si oppone alla Vita, l'Acqua alla Terra, la Potenza all'Atto, giacché il “Passaggio delle Acque” è esattamente la realizzazione delle potenzialità dell'Essere.
Se il Cavaliere è la personificazione della facoltà volitiva dell'Essere, legata alle facoltà mentali, il Cavallo, che deve logicamente ubbidire al Cavaliere, simbolizza le forme elementari e vitali, gli istinti e le passioni, che il Cavaliere deve ben padroneggiare, se vuole raggiungere lo scopo...
Anche la Spada è uno degli elementi fondamentali della Cerca. Simboleggia la Saggezza e la Potenza del Verbo. Essa è, per eccellenza, l'arma della Conoscenza e dei combattimenti spirituali e non è, sotto questo aspetto, senza rapporto con la Dama, la quale, come abbiamo visto, è l'Autorità Spirituale e conoscitiva, l'”uccello che contempla senza mangiare”. Questa è la ragione per cui la Spada è spesso consegnata all'Eroe dalla Dama stessa, che gli indica il modo di risaldarla. Altre volte la Spada si trova conficcata in una roccia o in un albero, da cui solo il Cavaliere qualificato può estrarla, immagine della Conoscenza sepolta nel Centro dell'Essere e che non potrà esserne estratta se non dal “Conosci Te Stesso”. La Spada si adatta sempre perfettamente al Cavaliere ed avverrà quindi, di conseguenza, che questi dovrà cambiarla nel corso della sua ricerca, essendo pervenuto ad una tappa superiore della Conoscenza di Sé...
Il Castello del Graal, chiamato anche la “Cittadella Avventurosa, ha la proprietà di apparire soltanto a quelli che non lo cercano; in altri termini, non appare agli invidiosi, ma a coloro che “cercano se stessi”.
[i:ed1oca77]Tratto dall'“Iniziazione Cavalleresca nella Leggenda di Re Artù”, di Dominique VISEUX.[/i:ed1oca77]

[b:ed1oca77]
Introduzione[/b:ed1oca77]

1. Innanzitutto: un punto di partenza.

Sappiamo che, dagli albori delle civiltà, la trasmissione della Conoscenza viaggia su due binari paralleli, ma perfettamente separati, che riguardano, rispettivamente, la Tradizione Exoterica e quella Esoterica.
Mentre la prima designa, in sostanza, l'insieme delle nozioni normalmente accettate e condivise, la seconda fa riferimento a quelle dottrine e pratiche legati ad una conoscenza elevata e segreta, di norma accessibile ad un gruppo ristretto (gli Iniziati) che hanno il compito di perpetuarle nel tempo.
Facendo poi un ulteriore passo avanti, e nel contempo cercando di semplificare al massimo il ragionamento, possiamo altresì affermare che il complesso delle conoscenze cosiddette esoteriche, al di là di tutti i suoi simboli, e di tutte le sue tradizioni, è incentrato sul Viaggio, o Percorso, che ciascun Uomo deve affrontare per conoscere Se Stesso, e per dare un senso ultimo alla propria Esistenza, ricollegandola ad un Principio Unico e Trascendentale che lega l'Uomo all'Infinito.
Memore di quanto ha scritto Eugène Canseliet nella Prefazione alla prima edizione del Mistero delle Cattedrali, credo di non violare alcuna consegna affermando che quest'ultimo concetto è mirabilmente illustrato nel Simbolo del Pentagramma:


[url=http://g.imagehost.org/view/0336/pentagramma:ed1oca77][img:ed1oca77]http://g.imagehost.org/0336/pentagramma.jpg[/img:ed1oca77][/url:ed1oca77]


Dove la Stella a Cinque Punte rappresenta, tra molte altre cose, anche l'Uomo, di cui si mettono geometricamente in evidenza il capo e i quattro arti, così:

[url=http://g.imagehost.org/view/0933/SAGGI_11:ed1oca77][img:ed1oca77]http://g.imagehost.org/0933/SAGGI_11.jpg[/img:ed1oca77][/url:ed1oca77]

mentre la “G”, che in molte raffigurazioni del Pentagramma campeggia al Centro, è espressione del Principio Trascendente che dà ordine all'intero Universo, e che ciascuno può intendere come meglio ritiene (Dio, Provvidenza, Entità Immanente, Ordine Cosmico, ecc.).
Di talché, dall'unione di questi due concetti, possiamo concludere che con il Simbolo del Pentagramma si vuole visualizzare la Scintilla del Logos Divino, del Trascendente e dell'Assoluto che alberga dentro ognuno di noi.
Si tratta di un vero e proprio Punto Focale, che alla stragrande maggioranza delle persone rimane invisibile e sepolto per sempre, mentre per altri, animati dagli intendimenti più diversi, ed aiutati dagli strumenti che sapranno costruirsi lungo il cammino, questo Punto Focale diventa l'inizio di una ricerca che può durare tutta la vita.
Le discipline alle quali facevamo riferimento assumono quindi una duplice funzione: narrare - in un codice comprensibile a pochi – la Storia di quanti si sono cimentati nell'Impresa (ed il Ciclo Arturiano forse è la testimonianza più eloquente) e, da un punto di vista pratico ed operativo, offrire, per chi voglia e per chi sappia comprenderli, gli strumenti per compiere al meglio questa Ricerca.
Il Cammino degli Argonauti per trovare il mitico Vello d'Oro, il Viaggio decennale di Ulisse, la Ricerca del Santo Graal, la Pellegrinazione di Dante nel mondo ultraterreno (che, non a caso, inizia nella Selva Oscura), la lunga e laboriosa investigazione dell'Alchimista alla ricerca della Pietra Filosofale, sono tutte rappresentazioni di questa Ricerca, di questo Viaggio Interiore che è stato riassunto dalle più varie Scuole di pensiero con l'efficacissimo motto del “Conosci Te Stesso”.
Un'ultima cosa che ancora ci sentiamo di dire è che, contrariamente a quanto si possa pensare, gli indizi per avviare e proseguire nella Ricerca non sono nascosti (solamente) in testi polverosi o ermetici, ovvero in testimonianze antiche e quasi dimenticate, ma ci circondano completamente, in attesa che il nostro “Io” li sappia riconoscere.
Per dare un'idea dell'importanza di quest'ultimo aspetto, che ci preme particolarmente, possiamo riflettere sul fatto che gli stessi Colori della nostra Bandiera (Verde, Bianco e Rosso), oltre che incarnare gli ideali di Libertà e di Unità Nazionale, cari a tutti noi, simboleggiano anche i tre colori della Grande Opera Alchemica - dove il Verde, colore di decomposizione, costituisce validissima e più calzante alternativa al Nero - e della ricerca della Perfezione, intesa come presa di coscienza del nostro Sé.
Segno che, a leggere tra le righe, possiamo rinvenire un incoraggiamento alla nostra Ricerca anche dallo stesso Simbolo che tutti noi accomuna, così come voluto dai nostri Padri, ma che solo alcuni sanno vedere in questo particolarissimo modo.

Inviato il 31/10/2009 alle 23:16

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

2. Sì, ma cosa c'entra?!

Immagino che questa sia la domanda che si sta ponendo chi (ammesso che ci sia), ha resistito nella lettura di queste note.
Non siamo, infatti, in un circolo filosofico, ma in un Forum dedicato allo Spanking ed alle discipline affini....
Orbene, il punto è che, proprio frequentando ambienti come questo, ci si può rendere conto di una cosa straordinaria: qui si incontrano, si raccontano e scrivono di sé non le persone “comuni”, perfettamente adattate ai loro ambienti, ai loro stili di vita, ed al loro mondo, così rassicurante, di conoscenze e precetti da osservare (Ricordate “Vivo, Morto o X” di Ligabue?), bensì quanti hanno a cuore, e massimamente, la ricerca di Sé stessi, la migliore comprensione della loro vera Natura e delle Forze che la agitano.
E' sufficiente dare un'occhiata alla Presentazione per rendersene conto, e, se ci si incammina nelle varie Stanze, questa impressione diventa una certezza. L'acume, la sensibilità e il trasporto che traspaiono praticamente da ogni scritto si avvicinano alle Opere che sopra abbiamo ricordato più di quanto non possa sembrare.
Persino in certi Ordini Iniziatici sarebbe difficile trovare persone così genuinamente orientate alla ricerca e all'Ascolto di Sé...
In altre parole, ognuno di Noi, per il solo fatto di essere qui a indagare su questi aspetti così nascosti, può a buon diritto definirsi, che lo voglia o no, un Iniziato e un Alchimista.


3. Sì, però....

Però... manca ancora qualcosa, vero?
I concetti ancora non si legano tra loro....Noi siamo in piedi, con il battipanni in mano (oppure nella posizione contraria, e vediamo colui che lo brandisce per noi) e ancora non capiamo che cosa c'entrino tutti quei discorsi con il fatto di dare sfogo alle nostre passioni...
Allora... nel brano che abbiamo messo subito sotto al Cancello, possiamo leggere un concetto importante: “se il Cavaliere è la personificazione della facoltà volitiva dell'Essere, legata alle facoltà mentali, il Cavallo, che deve logicamente ubbidire al Cavaliere, simbolizza le forme elementari e vitali, gli istinti e le passioni, che il Cavaliere deve ben padroneggiare, se vuole raggiungere lo scopo...” In altre parole, le pulsioni e le passioni sono strumenti che, se adeguatamente “domati” ed asserviti ai nostri scopi, possono aiutarci e non poco nella nostra ricerca, e fungere da inseparabili, fedeli e leali compagni di viaggio come il Cavallo per il suo Cavaliere.
A questo punto il concetto diventa più chiaro: chi pratica il medical, lo spanking, e altre discipline affini (lascerei un attimo da parte il BDSM, concentrandomi su quelle più marcatamente cerebrali e impostate nel valorizzare le sensazioni, anche minime, a prescindere dagli atti puramente materiali) ha una corsia preferenziale per poter arrivare al Centro di se stesso, perché riesce ad attingere a pulsioni tanto profonde quanto genuine, ed a porsi intensamente in relazione con loro.
Non a caso i maggiori Iniziati perseguono da millenni la strada espressa dall'acronimo V.I.T.R.I.O.L.U.M., formato dalle parole latine “Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam”, che significano “Visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che è la vera medicina”. A questo proposito ci viene spiegato che siamo invitati, ancora una volta, a discendere nella terra, negli inferi (ancora...Dante!), vale a dire nel nostro Inconscio, per prendere coscienza del nostro mondo.
Prendendo quindi spunto dal mio cammino personale, sono quindi portato a credere che attraverso queste discipline sia possibile creare ed elaborare strumenti che ci permettano di entrare meglio in noi stessi, in una sola parola di..conoscerci.


4. La Chiave di Lettura. Simboli e Sensazioni.

Chi vorrà avventurarsi in questo percorso, ha dalla sua una somma fortuna.
Un eventuale lavoro in questi termini non dovrebbe infatti partire da zero, ma potrebbe avvalersi di tutte le conoscenze messe a punto, da quanti, come abbiamo visto sopra, ci hanno preceduto, lasciandoci testimonianze importanti.

* * *

In questo caso, il primo suggerimento dei Maestri è quello di prendere i simboli cari ai cultori delle “nostre” pratiche, e di adattarli per formare un “secondo” e più elevato livello di lettura e di comprensione, accessibile a quanti vorranno vederlo. Per gli altri, rimarrà valido solo ed esclusivamente il primo.
Questo perché, come ho letto in un passaggio molto efficace, “il simbolo rivela determinati aspetti della realtà - gli aspetti più profondi - che sfuggono a qualsiasi altro mezzo di conoscenza. Secondo Giambico, un mistico siriano del II secolo d.c. fondatore di una scuola neoplatonica, i simboli compiono da sé la loro opera, infatti i simboli parlano direttamente all’Uomo, mostrandosi in modo immediato nella loro veste materiale, riportando alla luce il significato essenziale dell’Esistenza, altrimenti nascosto, con l’utilizzo delle semplici parole. I simboli proiettano l’uomo nella dimensione del sacro. Noi siamo abituati a questa esistenza e a questo mondo, non ne sappiamo più vedere le ombre, gli abissi, gli enigmi e ci vogliono ormai degli spiriti straordinari per scoprire i segreti delle cose ordinarie...
( http://www.mitiemisteri.it/esoterismo/s ... erici.html ).
Pensiamo ancora alla nostra Stella a Cinque Punte ed alla sua relazione con l'Uomo e l'Assoluto.
Sono simboli creati mille e mille anni fa, da persone completamente diverse da noi.
Eppure, la differenza di lingua, di contesto storico e culturale non ci impediscono affatto di cogliere questo messaggio in tutta la sua naturalezza. Quale altro scritto, quale altra parola avrebbero la medesima potenza evocativa?
Tornando dunque al medical (ma la stessa cosa vale anche per lo spanking, ecc.) possiamo quindi intravedere simboli e situazioni che, lette in un modo “esoterico” (ormai possiamo usare questa parola senza pregiudizi, ma per il suo semplice significato), potrebbero quindi formare la base per un percorso di questo tipo.
In quest'ottica, ad esempio, il Camice bianco del Dottore simboleggerà anche la Cappa Bianca, simbolo di purezza, che l'Alchimista / Speziale indossa quando è intento nel proprio lavoro; la stessa funzione di Ginecologo, poi, sarà un chiaro riferimento a Colui che, “lavorando” insieme alla propria partner, e mettendola in condizione di provare certe sensazioni, la aiuta a “rinascere” una seconda volta, in una dimensione più matura e maggiormente consapevole. Tra l'altro, questo è il primo passo di ogni tradizione Iniziatica, che inizia sempre – e, sottolineo, s e m p r e – con una “morte” simbolica ed una contestuale “rinascita”, segno dell'Individuo che abbandona i panni della propria condizione precedente ed inizia (non senza dolore e fatica, come Adamo ed Eva dopo la cacciata dal Giardino dell'Eden) a prendere coscienza di Sé.

* * *

Ovviamente, se il primo caposaldo è dato dai Simboli, il secondo “puntello” del nostro lavoro sarà rappresentato dall'altro elemento che vive in queste discipline a 360 gradi, vale a dire le Sensazioni.
Esse non devono essere viste come fini a se stesse, ma devono essere interpretate come uno strumento che aiuta la nostra progressione verso il punto più segreto del nostro incoscio, quello da cui tutto si diparte... una specie di filo di Arianna che ci aiuta a trovare la strada giusta, fra i mille passaggi che ci si aprono davanti durante le Investigazioni.

Facciamo un esempio, riferito alla paura degli aghi.
Ho avuto modo di scrivere, a suo tempo, che:
“si tratta di una paura atavica, che cioé si manifesta sin dall'infanzia, nonché irrazionale, perché si materializza anche quando non vi è alcun concreto pericolo.
Nei casi più tenui, essa può dare alla persona interessata la sensazione di perdere le forze, di sentirsi debole e fiacca, mentre nei casi più eclatanti può sfociare in veri e propri attacchi di panico, accompagnati da forte sudorazione, tremore, nausea, ecc.
Come noto, colpisce molte persone, senza distinzione di sesso o di età.
Colui che ne è affetto si rende conto, naturalmente, dell'irragionevolezza del proprio comportamento, ma, nondimeno, non riesce in alcun modo a reprimersi; di conseguenza, e per quanto gli è possibile, cerca di evitare il contatto con lo stimolo fobico.
Orbene, coloro che si interessano alla nostra materia sanno che questa, come molte altre situazioni portate a scatenare forti reazioni emotive, è capace di esercitare nei soggetti anche un indubbio fascino, un'attrazione quasi perversa, che viene vissuta con un sentimento misto di paura, repulsione e viva curiosità.
Di conseguenza, essa incorpora in sé tutti gli elementi che la rendono idonea a diventare un elemento centrale nelle discipline Medical, che per loro natura attingono a piene mani a tutto ciò che, come abbiamo sopra ricordato, fa vibrare nella maniera più intensa le nostre corde emotive.
Ed infatti, la paura delle iniezioni, come la stessa paura del Dottore, se non ci accompagnano direttamente, vengono comunque “respirate” pressoché ogni giorno, e fanno parte, in qualche modo, del nostro immaginario collettivo.
Ma se per molti viene vissuta come una semplice “sensazione” fine a se stessa, nel particolare contesto in cui ci troviamo essa assurge ad Emozione genuina ed incoercibile, Materia Grezza di prim'ordine, che il Medico / Speziale / Alchimista dell'Anima deve imparare ad utilizzare, incanalandola in maniera positiva, per imprimere al Partner una “scossa” benefica, capace di “resettarne” la mente, facendola distogliere dai pensieri negativi ed immergendola in un contesto di pura emozionalità.
Ovviamente, la “ricetta” non dovrebbe limitarsi a questo, dovendo comprendere altresì tutto quel contorno caro ed immancabile nelle nostre Discipline... l'attesa mentre qualcuno decide “se” praticare o meno l'iniezione, l'assistere al rituale della preparazione, l'obbedire all'ordine di sdraiarsi e di denudarsi, dovendo mantenere al contempo, e magari sotto la velata promessa di sanzioni ulteriori, un atteggiamento composto anche quando un sottile brivido inizia a percorrere la schiena.... Da qui lo sforzo supremo teso a vincere la propria Paura, simile a quello di San Giorgio quando affronta il Drago.
Tutto questo si traduce, da un lato, in un primo passo per il raggiungimento della Vera Disciplina, e, dall'altro, aiuta (e non poco) il nostro Partner a ritrovarsi davvero faccia a faccia con il proprio Mistero, con quello sfuggente Sé Interiore troppo spesso relegato nei nostri cunicoli bui...”

* * *

Dunque possiamo già intravvedere due livelli di lettura, uno per i “Profani” e l'altro per gli “Iniziati”.
Se ad esempio siamo appassionati di medical ed assistiamo ad una scena in cui un dottore pratica un'iniezione sul sederino di una bella paziente, potremo:
- ad un primo livello eccitarci per la situazione, magari apprezzando le rotondità della ragazza, la situazione di sottomissione in cui viene a trovarsi, il feticismo dell'ago e della siringa che diventano protagonisti della scena;
- ad un secondo livello potremo pensare che in quel preciso momento il dottore sta compiendo un particolare lavoro sulla ragazza, creando intorno a lei una situazione tale da immergerla all'interno delle proprie paure e facendole toccare con mano le sue pulsioni più nascoste... aiutandola a capire, ad esempio, “quanto” questo tipo di esperienza possa valere ad avvicinarla a se stessa. Dal proprio punto di vista, la partner, oltre che provare in prima persona questa esperienza, dovrà anche cercare di dominarsi... quindi imparare a sfruttare la paura (o quello che sia) come “Guida” e mezzo di Investigazione, ma senza lasciarsene trascinare ciecamente... Ritorniamo dunque all'Archetipo del Cavaliere e del suo fido destriero che i Maestri ci hanno lasciato in dono...
oltre a tutto questo potremo apprezzare la successione degli stati d'animo, delle sensazioni, anche minime, che vengono fuori … dove, sempre ad esempio, e qui insisto ancora, lo scostare le mutandine rappresenta il Passaggio che ci introduce a questo particolare Mondo... un diverso e non meno efficace punto di vista per iniziare il Viaggio....


5. Conclusioni dell'Introduzione.


Probabilmente mi prenderete per matto... Vi dico già che in questo modo mi fareste il più grande dei complimenti, perché, come noto, nell'Allegoria Ermetica, il Matto rappresenta l'Eterno Pellegrino, il Viandante sempre alla Ricerca, quale mi definisco e sono (non a caso è l'unica Carta degli Arcani Maggiori senza numero, segno che essa è ovunque ed in nessuna parte contemporaneamente...)(1).
Anche se, nel darmi una simile identità, credo di essere in ottima compagnia...

[url=http://g.imagehost.org/view/0955/il_matto1:10c715bc][img:10c715bc]http://g.imagehost.org/0955/il_matto1.jpg[/img:10c715bc][/url:10c715bc]


Ma se ci fosse qualcuno interessato ad approfondire il concetto, ed a passare al Livello Successivo (ammesso che questo Livello esista e che sia possibile raggiungerlo anche da qui), sarà per me una grande soddisfazione, ed una indubbia vittoria in una scommessa tutta personale.
Una sola richiesta, apparentemente banale ma di fondamentale importanza.
I tutti gli ambienti di Lavoro Iniziatico si deve entrare con una particolare predisposizione d'animo, lasciando fuori dalla porta i pensieri “profani”, che, cioé, appartengono alla quotidianità, e non sono intimamente correlati al lavoro che si desidera compiere.
In questa Stanza, che avrà dunque le sembianze di un Laboratorio Alchemico, fatto di provette e crogioli, lame di luce e coni di ombra, avrei piacere che chiunque voglia lasciare i proprio contributo, offra un segno visibile di tale predisposizione, che identificherà la discussione come indirizzata a questo tema e non diretta al consueto livello di base, sia esso spanking, medical, ecc... e che comunque si potrà continuare a trattare indipendentemente.
Avrei dunque piacere che in alto a sinistra del proprio post ciascuno scriva “NEXTLEVEL”. Così che noi, adesso Iniziati, a differenza degli “Altri”, potremo comprendere, anche tra le righe, ed a prescindere dal contenuto più o meno esplicito, che chi sta “lavorando” in quel momento ha indossato il suo Camice Bianco....

(1) Lo "Zero" che compare in molte raffigurazioni della carta del Matto è in realtà un'interpretazione "profana" del concetto, più nascosto e significativo, derivante dalla mancanza del numero e dal significato che si può ricollegare a questa particolare condizione.



l.s.m.

Inviato il 31/10/2009 alle 23:22

Re: Nextlevel - Alchimia dell'Anima

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

Next level.
Ho letto i due post di [b:3sy25ezr]Speziale[/b:3sy25ezr] e premetto fin d'ora che il mio intervento ha una chiave interpretativa fortemente orientata allo Spanking e quel che lo circonda.
Mi spiace se l'autore troverà che porti la discussione fuori tema ma temo di non avere le nozioni per discuterne a un livello differente...




lo_speziale_mascarato ha scritto:
Sicché, se ci mancano la forza o la volontà di fare quel passo ulteriore, che lei mai ci suggerirà, finiremo solo per ... "vederla", con il freddo rigore degli scienziati ... Vederla ed analizzarla come se fosse sdraiata su di un tavolo operatorio, con l'illusione di averne il dominio... Un dominio che, invece, riguarderà solo un corpo morto, del quale rileveremo minuziosamente dimensioni, proprorzioni e peso...
E nient'altro.

Queste righe mi hanno riportato indietro di oltre 2 anni, quando - come spesso ho ricordato qui - ho deciso di prendere coscienza della mia natura, di chiamare le cose con il loro nome.
Il mio è stato un approccio "scientifico", leggevo i vari articoli nel web che trattavano il mondo della dominazione, dialogavo con chi lo viveva ma il mio obiettivo era capire quali erano i miei desideri e da cosa erano nati...e forse come metterli a tacere per sempre.
Ma era appunto una sorta di fredda analisi, una ricerca di causa/effetto, l'ostinazione nel voler rintracciare un filo logico.
[quote:3sy25ezr]Serve, allora, cambiare un attimo le "lenti", per indossare quelle degli Alchimisti. Con esse potremo provare a scrutarla nel suo divenire, con un punto di vista "dall'interno", che ci aiuterà a ripercorrerne fedelmente i passi, facendoci capire che siamo parte di essa e delle Forze enormi che la agitano... Forze che in gran parte ci passano attraverso, ci percorrono e, spesso, si manifestano in noi attraverso pulsioni, emozioni, inquietudini ... insomma, attraverso le emozioni.[/quote:3sy25ezr]

Credevo di poter individuare quel filo logico e poi scoprire in quale[i:3sy25ezr] punto debole[/i:3sy25ezr] di me stessa si era annodato.
Poi ho capito, grazie anche a lunghi e serrati dialoghi, che il punto da cui partire era esattamente [i:3sy25ezr]me stessa [/i:3sy25ezr]ma non attraverso la logica, bensì le emozioni.
Era il momento di [i:3sy25ezr]viverlo[/i:3sy25ezr], di smettere di porsi e porre domande, di fare illazioni, di liberarsi dalle catene delle insicurezze.
Se penso a quei momenti sono fiera di me stessa, prima per essere riuscita a viverli senza lasciarmi bloccare dalle paranoie e poi per aver conservato il ricordo luminoso e puro nonostante quello che è accaduto tempo dopo.
Non mi importa sapere quanto quella persona fosse come credevo, in quel momento per me lo era e quel momento resterà fissato nell'eternità.
Quello che voglio ricordare è l'essermi sentita pura emozione, l'alchimia di mente/anima/corpo che ha permesso all'armatura di cadere lasciando emergere la[i:3sy25ezr] bimba[/i:3sy25ezr] faticosamente nascosta per proteggerla e che ha poi preso per mano la [i:3sy25ezr]donna[/i:3sy25ezr] che non sapevo di essere.
[quote:3sy25ezr]Come molti di noi, sono convinto che pratiche così intense dal punto di vista emotivo, quali lo spanking, il medical, ecc., siano veri e propri "sentieri" che, se usati adeguatamente e con lo spirito giusto, possono aiutarci ad esplorare al meglio i nostri labirinti interiori, per arrivare al nostro Centro... Il Centro del nostro Essere, inteso come un "punto" che fa parte di un sistema infinitamente più grande, e che, come avviene anche a livello planetario, ruota stabilmente intorno ad altri "punti", con i quali intimamente si relaziona.
[/quote:3sy25ezr]
Esattamente quel che intendevo qualche riga sopra.
So che molti di voi possono capirmi quando sostengo che con lo spanking ho incontrato una parte di me che intuivo nebulosamente, ma che non avrei mai saputo descrivere.
Non è stato semplicemente il ritrovarsi sulle sue ginocchia ma tutto il cammino che lì mi ha condotto e che da lì ha avuto momenti successivi.
Ho scoperto una nuova consapevolezza di me stessa e anche della femminilità, l'orgoglio della mia essenza.
Un percorso interiore a volte solitario e per altri tratti in compagnia, che non è ancora terminato...anzi non sono neppure a metà!
[quote:3sy25ezr]Per questo motivo considero la sensibilità verso certe discipline come un vero e proprio Dono... Qualcosa che, tornando all'esempio delle "lenti", ci permette di vedere meglio e più nitidamente quello che rischia altrimenti di restare sfuocato e distante, sempre ai margini del nostro campo visivo... che ci aiuta a capirci ed a conoscerci meglio di mille libri... o di mille sedute dall'analista.[/quote:3sy25ezr]
Molte volte anch'io ho parlato di un [i:3sy25ezr]dono[/i:3sy25ezr], perchè tale considero la sensibilità di molti di noi, una sorta di[i:3sy25ezr] terzo occhio[/i:3sy25ezr] che ci permette di intuire e assaporare sensazioni che altri neppure possono immaginare.
Siamo un mondo sotterraneo, abbiamo ricevuto un dono che solo i nostri simili possono vedere e condividere e credo che tutto ciò sovrasti la frustrazione di non poterlo vivere "in superficie".
Poi l'ho detto tante volte, a me non interessa neppure poter parlare di spanking e simili in pubblico, può aver senso solo con chi ha la mia essenza ma soprattutto è qualcosa che si vive in due, un dono reciproco che deve essere protetto e custodito, perchè le basi del rapporto tra spanker e spankee sono la conoscenza, la fiducia e il rispetto.
E l'affetto, che non è Amore ma il sentimento che si prova verso le persone che ci stanno a cuore.
Tradire questi valori è anche tradire la propria essenza, lasciarla a un livello superficiale tarpandole le ali del divenire.
[quote:3sy25ezr]In questo caso, il primo suggerimento dei Maestri è quello di prendere i simboli cari ai cultori delle “nostre” pratiche, e di adattarli per formare un “secondo” e più elevato livello di lettura e di comprensione, accessibile a quanti vorranno vederlo. Per gli altri, rimarrà valido solo ed esclusivamente il primo. [/quote:3sy25ezr]

:lol: Mi vengono in mente i famosi spanking glasses!
Oggetti e situazioni di uso comune che però noi interpretiamo in un senso chiaro solo agli....iniziati!
Quanto al Medical, mi sono già espressa nell'altra discussione e comunque per me il camice bianco ha sempre avuto un particolare fascino, che ricollegavo inconsciamente a un concetto di "aver cura" molto più vasto della semplice prescrizione di un farmaco.
Va beh, mai conosciuto nessun medico che lontanamente si avvicinasse al concetto...
Anche se io non ho paura delle iniezioni ma ne colgo l'aspetto...nascosto...però le evito!
Al dottore che di recente mi ha chiesto se volevo le pillole o le iniezioni ho risposto...
Mi sono dilungata di nuovo nei miei lirismi, curioso che sia così ispirata in un periodo non troppo idilliaco!

Inviato il 03/11/2009 alle 14:55

Re: Nextlevel - Alchimia dell'Anima

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

Blue ha scritto:
Next level.
Poi ho capito, grazie anche a lunghi e serrati dialoghi, che il punto da cui partire era esattamente [i:kzaekkzy]me stessa [/i:kzaekkzy]ma non attraverso la logica, bensì le emozioni.
Era il momento di [i:kzaekkzy]viverlo[/i:kzaekkzy], di smettere di porsi e porre domande, di fare illazioni, di liberarsi dalle catene delle insicurezze.
Se penso a quei momenti sono fiera di me stessa, prima per essere riuscita a viverli senza lasciarmi bloccare dalle paranoie e poi per aver conservato il ricordo luminoso e puro nonostante quello che è accaduto tempo dopo.
Non mi importa sapere quanto quella persona fosse come credevo, in quel momento per me lo era e quel momento resterà fissato nell'eternità.
Quello che voglio ricordare è l'essermi sentita pura emozione, l'alchimia di mente/anima/corpo che ha permesso all'armatura di cadere lasciando emergere la[i:kzaekkzy] bimba[/i:kzaekkzy] faticosamente nascosta per proteggerla e che ha poi preso per mano la [i:kzaekkzy]donna[/i:kzaekkzy] che non sapevo di essere.




http://www.youtube.com/watch?v=Lg14x5yIbl0

Inviato il 03/11/2009 alle 21:23

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

Highlander...mi hanno sempre affascinato, non so perchè.
Siamo una sorta di Highlander? Mi sta bene, tranne per una una cosa...
[i:bmk4aqg7]Ne resterà uno solo!...[/i:bmk4aqg7]

Inviato il 03/11/2009 alle 22:14

Keith (9219 post, compleanno non disponibile)

Complimenti a speziale per il corposo e impressionante lavoro di "Next level" che per essere letto e compreso fino in fondo, a parer mio, meriterebbe di essere stampato su carta e dosato con la giusta e dovuta tranquillità, cosa che on-line non sempre è fattibile.

Complimenti alla streghetta Blue per il profondo parallelismo tra il suddetto testo e il proprio vissuto personale, non è da tutti [i:3k8ntnos]scoprirsi[/i:3k8ntnos] tanto e regalarci uno spaccato del proprio percorso iniziatico nella sculacciata, nella nuova vita con essa e delle sensazioni generate.

ciao,
Keith

Inviato il 03/11/2009 alle 23:08

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

Grazie Keith... anche a me viene spesso la tentazione di stampare molti dei post che leggo, perché racchiudono verità e spunti di riflessione su cui bisognerebbe lavorare per giorni....


Blue ha scritto:
Highlander...mi hanno sempre affascinato, non so perchè.
Siamo una sorta di Highlander? Mi sta bene, tranne per una una cosa...
[i:3j7300y5]Ne resterà uno solo!...[/i:3j7300y5]



Eheh... dal nostro punto di vista possiamo anche interpretare la cosa come un progressivo avviciamento di tanti soggetti separati verso ... l'Unione...
L'Unione fra due metà, due mondi, due cieli, due diversi e complementari modi di sentire e percepire le cose, che (anche) attraverso un rapporto di sottomissione possono fondersi e sostenersi l'un l'altro nel loro percorso.
Questo ci induce ad un'ulteriore riflessione...


[url=http://g.imagehost.org/view/0512/cavaliere_dama_castello:3j7300y5][img:3j7300y5]http://g.imagehost.org/0512/cavaliere_dama_castello.jpg[/img:3j7300y5][/url:3j7300y5]



NEXTLEVEL


A completamento di quanto scritto in precedenza, e attingendo alla medesima fonte, intendiamo adesso fornire un accenno al significato del rapporto iniziatico tra le due espressioni della Natura Umana, che in questo caso facciamo coincidere con il Simbolo del Tutor e con quello dell'Allieva, nonché indicare il vero ruolo di quest'ultima.
Anticipando quello che rappresenta un primo punto di arrivo, possiamo dire che proprio nella funzione svolta dall'Allieva (o Spankee) risiede la massima differenza tra la visione profana e quella propria di NextLevel.


Quando si fa menzione, nei romanzi arturiani, della Tavola Rotonda, dei Tempi Avventurosi, delle Avventure di Lancillotto e di Perceval, non bisogna perdere di vista il fatto che la parola “Avventura” ha qui un doppio significato: la sua radice, adventus, ha generato le parole avvento e avvenimento, che vanno intese come equivalenti. Così l'Avventura Suprema del Cavaliere sarà il suo Avvento, vale a dire l'accesso al grado supremo della sua realizzazione spirituale. Allo stesso modo, “l'Inizio e la Fine dei Tempi Avventurosi”, di cui si tratta soprattutto nel ciclo di Lancillotto, segnano i limiti estremi di un ciclo di realizzazione e di ricerca spirituale.

Tornando a quanto abbiamo indicato all'inizio del post, dobbiamo evidenziare che la ricerca del Cavaliere, se vorrà avere anche uno sfondo spirituale e non solo fisico, avrà due diversi obiettivi, tra loro complementari: la sottomissione e l'Unione alla Dama, vale a dire l'atto dello stabilire un rapporto con Lei, e di riconoscerne il valore assoluto, senza il quale nessun percorso è possibile; il secondo riguarda la Visione del Graal, cioé quella sensazione di completamento e di superamento dei propri confini personali ed interiori, che può avvenire solo interagendo con un'altra Anima, sino a ritrovare quello stato di Unione perduto.
Ed infatti, secondo le antiche Tradizioni, Cavaliere e Dama non sono che un solo Essere, le cui parti si sono separate “all'Inizio dei Tempi”.

Nella letteratura cavalleresca, che tanti punti di contatto può avere con i nostri temi, la dedizione del Cavaliere alla sua Dama (come la ricerca dell'”Amata Immortale”) costituisce il tema più antico, di origine celtica, e comune a tutta la letteratura indoeuropea, alle leggende nordiche, alla mitologia greca, alle epopee indù.

Bisogna a questo proposito tenere a mente che l'Iniziazione Cavalleresca (che nel nostro caso può essere equiparata alla nascita di un rapporto di sottomissione orientato anche a fini di tipo spirituale), ha per fine la reintegrazione dello stato edenico primitivo, stato che si può qualificare come androgino, corrispondente alla “Unione delle Due Nature”, termine dei “Piccoli Misteri”.

Se si pensa, d'altra parte, che l'Iniziazione cavalleresca è essenzialmente maschile, si comprendono facilmente le attribuzioni rispettive del ruolo maschile e di quello femminile. Al Cavaliere spettano la volontà e il libero arbitrio: egli rappresenta un elemento dell'Essere essenzialmente operante e volitivo. La Dama, che è di solito l'oggetto stesso della ricerca, è, al contrario, non operante, ma rappresenta [b:3j7300y5]l'autorità spirituale[/b:3j7300y5], senza la quale l'azione non è che disordine e vana agitazione.

Orbene, si tratta di temi che possono facilmente legarsi alle nostre Discipline.
A questo proposito è importante evidenziare che la Ricerca della Dama non si effettua evidentemente senza affrontare delle prove, ed il “Sé” che essa rappresenta non può essere avvicinato indistintamente da tutti.
Il Cavaliere deve allora superare il proprio accecamento, disfarsi di qualsiasi pastoia individuale, per partire alla ricerca del suo dominio, situato “al di là dei mari” (Isotta) o in un Castello Inaccessibile (Brunilde). La sua conquista, peraltro, non è senza difficoltà; talora queste difficoltà sono incorporate nella Dama stessa, aggiungendole in qualche modo una seconda natura che maschererà la natura divina del Sé sotto una veste grossolana, umana, talora animale.
Vi è qui significato il mito della donna – serpente, delle Sirene che l'Eroe dovrà privare del loro incantesimo, della megere che il Cavaliere dovrà domare, della Bella Addormentata da un sortilegio che il Principe dovrà risvegliare, risvegliando in tal modo in sé l'Anima divina seppellita nell'ignoranza e nelle tenebre.

Queste due Nature, la cui distinzione si basa sull'opposizione cosmogonica del Cielo e della Terra, dopo essersi affrontate, non devono annientarsi, ma armonizzarsi nell'Essere in modo che si produca lo stato di “non – dualità”. E' quello che è espresso, del resto, nel simbolismo dei draghi intrecciati e degli animali composti (grifoni, draghi alati, ecc.), ove si realizza l'Unione delle due Nature.
E, a mio avviso, ciò vale anche in un rapporto di dominazione, dove il legame è normalmente molto più forte di quello che si crea in una normale coppia, connotato da una fortissima complicità e complementarietà, al punto da portare ad una vera e propria convergenza, dove ogni istante ha un proprio valore, e dove ogni piccolo gesto, od anche un silenzio, possono essere amplificati ed esaltati, sino ad assumere valenze impensabili.

Tornando alla letteratura cavalleresca, ed ai paralleli con lo spanking, possiamo ancora osservare che la figura della Dama si giustappone talora a quello del Graal, specialmente nel caso delle Custodi del Graal. Si sa che il Graal non può essere portato che da una vergine dalla purezza assoluta, ma questo fatto non è unico: ritroviamo un caso analogo con le Esperidi, guardiane dei pomi d'oro e, in questo senso, si deve anche intendere la funzione della Dama che, come quella della Vergine, è quella di detenere e rivelare la Vita.
Pensiamo allora al "legame di eslcusiva" che lega Tutor e Allieva (su questo concetto poi torneremo più approfonditamente): Lei è devota al proprio Tutor (e viceversa), il quale ne è totalmente appagato, al punto da non sentire il desiderio di un'altra compagna... il suo orizzonte inizia e finisce con Lei, che è la Custode dei suoi desideri e delle sue passioni (ed anche qui dobbiamo aggiungere.. viceversa!).

Dunque, se la Dama e il Graal sembrano dunque confondersi talora in un solo ed unico fine, il Cavaliere, essendo la personificazione del mentale e della Volontà dell'Essere, ha una natura molto più complessa: infatti, mentre il Sé immortale (la Dama) si comporta come un'unità indissolubile, l'Io mortale (il Cavaliere) è composto o giustapposto ad una “legione di esseri elementari” corrispondenti agli “involucri” dai quali l'essere deve liberarsi. Questo fatto è espresso in modo particolare nella composizione della Corte di Re Artù con la quale si confrontano regolarmente i Cavalieri della Cerca. Così, sotto questo rapporto, il Re Artù rappresenta evidentemente l'Essere nella sua totalità, mentre la Regina Ginevra incarna la Dama per eccellenza; vengono poi Galvano il quale, in quanto nipote del Re, rappresenta le virtù cavalleresche ed umane; Keu, il siniscalco, personificazione dello spirito critico e sarcastico che paralizza l'Essere e frena la sua realizzazione; Sagremor, lo “sregolato” che incarna lo spirito impetuoso ed imprudente, le cui azioni sono tutte destinate all'insuccesso...
Eco dunque, brevemente esposta, la composizione dell'Io mortale, quale appare nella sua molteplicità ed il cui scopo è proprio quello di “riunire ciò che è sparso” (e quindi di “riunire Se Stesso”), di spogliarsi degli involucri grossolani … Così ogni Cavaliere porta dentro di sé questa legione di esseri, di tendenze, di facoltà che dovrà domare e ridurre all'Unità, al fine di unirsi veramente al “Sé Immortale”, sola e suprema Realtà.

l s m


http://www.cbcs.it/Dama-Cavaliere-Cavallo.htm

Inviato il 03/11/2009 alle 23:15

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

Keith ha scritto:
Complimenti alla streghetta Blue per il profondo parallelismo tra il suddetto testo e il proprio vissuto personale, non è da tutti [i:27ej13dz]scoprirsi[/i:27ej13dz] tanto e regalarci uno spaccato del proprio percorso iniziatico nella sculacciata, nella nuova vita con essa e delle sensazioni generate.


So di essermi esposta molto e che probabilmente non tutti lo leggeranno con spirito sincero ma non importa, so che altri invece capiranno ciò che intendevo e soprattutto è quel che ho vissuto e sentito.
Non è mai facile [i:27ej13dz]scoprirsi[/i:27ej13dz]...

Inviato il 04/11/2009 alle 12:52

Keith (9219 post, compleanno non disponibile)

Blue ha scritto:
Keith ha scritto:
Complimenti alla streghetta Blue per il profondo parallelismo tra il suddetto testo e il proprio vissuto personale, non è da tutti [i:2lkn8fpn]scoprirsi[/i:2lkn8fpn] tanto e regalarci uno spaccato del proprio percorso iniziatico nella sculacciata, nella nuova vita con essa e delle sensazioni generate.

So di essermi esposta molto e che probabilmente non tutti lo leggeranno con spirito sincero ma non importa, so che altri invece capiranno ciò che intendevo e soprattutto è quel che ho vissuto e sentito.
Non è mai facile [i:2lkn8fpn]scoprirsi[/i:2lkn8fpn]...





Sento di appartenere al gruppo dei secondi, tra quelli che comprendono quanto è difficile e prezioso rivelare certi attimi del proprio vissuto - [i:2lkn8fpn]scoprirsi[/i:2lkn8fpn], in tutti i sensi... - tentare di catturarli e trascriverli un po' su carta per rileggerli, fermarli e soprattutto riviverli... e poterlo fare qui, liberamente, nel forum, condividendoli con noi, ne accresce il valore

ciao,
Keith

Inviato il 04/11/2009 alle 21:52

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

Keith ha scritto:
Blue ha scritto:
:oops: So di essermi esposta molto e che probabilmente non tutti lo leggeranno con spirito sincero ma non importa, so che altri invece capiranno ciò che intendevo e soprattutto è quel che ho vissuto e sentito.
Non è mai facile [i:34y3jp0v]scoprirsi[/i:34y3jp0v]...

Sento di appartenere al gruppo dei secondi, tra quelli che comprendono quanto è difficile e prezioso rivelare certi attimi del proprio vissuto - [i:34y3jp0v]scoprirsi[/i:34y3jp0v], in tutti i sensi... - tentare di catturarli e trascriverli un po' su carta per rileggerli, fermarli e soprattutto riviverli... e poterlo fare qui, liberamente, nel forum, condividendoli con noi, ne accresce il valore
ciao,
Keith




Vero... nella vita di tutti i giorni indossiamo delle maschere, se non un'intera armatura... impersoniamo il nostro ruolo, cerchiamo di apparire come gli altri ci vogliono vedere, fino ad identificarci quasi completamente con il nostro "personaggio".
Il brutto è che questa condizione vale praticamente non solo per determinate passioni, ma per tutte le sfaccettature della nostra esistenza... Non a caso, per gli antichi romani (e prima di loro i greci, gli etruschi, ecc.) la "[i:34y3jp0v]persona[/i:34y3jp0v]" era... la maschera che indossavano gli attori, e grazie alla quale essi, di fronte al pubblico, essi potevano assumere, in maniera riconoscibile a tutti, le sembianze del personaggio che di volta in volta interpretavano.
Fortuna che per noi spankofili (e non solo) esistono luoghi come questo, dove possiamo svestirci, almeno per qualche attimo, "dei panni che siam soliti portare..."
E, aggiungo, far prendere una boccata d'aria all'Anima...

Inviato il 04/11/2009 alle 22:18

Keith (9219 post, compleanno non disponibile)

Avevo letto tempo fa del significato che antichi greci e romani davano al termine "persona" cioé "maschera", grazie per averlo riportato alla memoria speziale, in effetti può darsi che sotto sotto l'uso che ne facciamo oggi per indicare l'individuo in sé, e ben lontano dall'ambiente teatrale quindi, nasconda ancora quel sentore di maschera, di stare nascosti o nascondere certi pensieri e comportamenti che gli altri, all'esterno, giudicherebbero e male... per fortuna ci sono posti come questo dove si può aprire un dialogo senza paure, raccontarsi e conoscersi, noi e gli altri.

ciao,
Keith

Inviato il 05/11/2009 alle 21:38

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

lo_speziale_mascarato ha scritto:
Tornando a quanto abbiamo indicato all'inizio del post, dobbiamo evidenziare che la ricerca del Cavaliere, se vorrà avere anche uno sfondo spirituale e non solo fisico, avrà due diversi obiettivi, tra loro complementari: la sottomissione e l'Unione alla Dama, vale a dire l'atto dello stabilire un rapporto con Lei, e di riconoscerne il valore assoluto, senza il quale nessun percorso è possibile; il secondo riguarda la Visione del Graal, cioé quella [i:3gz1ihzq][b:3gz1ihzq]sensazione di completamento e di superamento dei propri confini personali ed interiori, che può avvenire solo interagendo con un'altra Anima, sino a ritrovare quello stato di Unione perduto.[/b:3gz1ihzq][/i:3gz1ihzq]
Ed infatti, secondo le antiche Tradizioni, Cavaliere e Dama non sono che un solo Essere, le cui parti si sono separate “all'Inizio dei Tempi”.
Al Cavaliere spettano la volontà e il libero arbitrio: egli rappresenta un elemento dell'Essere essenzialmente operante e volitivo. La Dama, che è di solito l'oggetto stesso della ricerca, è, al contrario, non operante, ma rappresenta [b:3gz1ihzq]l'autorità spirituale[/b:3gz1ihzq], senza la quale l'azione non è che disordine e vana agitazione.
A questo proposito è importante evidenziare che [i:3gz1ihzq][b:3gz1ihzq]la Ricerca della Dama non si effettua evidentemente senza affrontare delle prove, ed il “Sé” che essa rappresenta non può essere avvicinato indistintamente da tutti.[/b:3gz1ihzq][/i:3gz1ihzq]
Il Cavaliere deve allora superare il proprio accecamento, disfarsi di qualsiasi pastoia individuale, per partire alla ricerca del suo dominio, situato “al di là dei mari” (Isotta) o in un Castello Inaccessibile (Brunilde). La sua conquista, peraltro, non è senza difficoltà; talora queste difficoltà sono incorporate nella Dama stessa, aggiungendole in qualche modo una seconda natura che maschererà la natura divina del Sé sotto una veste grossolana, umana, talora animale.
Vi è qui significato il mito della donna – serpente, delle Sirene che l'Eroe dovrà privare del loro incantesimo, della megere che il Cavaliere dovrà domare, della Bella Addormentata da un sortilegio che il Principe dovrà risvegliare, risvegliando in tal modo in sé l'Anima divina seppellita nell'ignoranza e nelle tenebre.
E, a mio avviso, ciò vale anche in un rapporto di dominazione, dove il legame è normalmente molto più forte di quello che si crea in una normale coppia, connotato da una fortissima complicità e complementarietà, al punto da portare ad una vera e propria convergenza, dove ogni istante ha un proprio valore, e dove ogni piccolo gesto, od anche un silenzio, possono essere amplificati ed esaltati, sino ad assumere valenze impensabili.


Incredibile davvero quante similitudini con il [i:3gz1ihzq]nostro [/i:3gz1ihzq]mondo e non credo perchè noi siamo dei visionari o dei fissati ma perchè per molti di noi lo spanking diventa occasione di crescita, di conoscenza.
Di salire a un livello superiore della conoscenza di sè e dell'altro.
[quote:3gz1ihzq]Pensiamo allora al "legame di eslcusiva" che lega Tutor e Allieva (su questo concetto poi torneremo più approfonditamente): Lei è devota al proprio Tutor (e viceversa), il quale ne è totalmente appagato, al punto da non sentire il desiderio di un'altra compagna... il suo orizzonte inizia e finisce con Lei, che è la Custode dei suoi desideri e delle sue passioni (ed anche qui dobbiamo aggiungere.. viceversa!).[/quote:3gz1ihzq]

Certo, il raporto perfetto sarebbe quello a 360° ma è anche il più difficile da raggiungere o forse è proprio il [i:3gz1ihzq]Sacro Graal [/i:3gz1ihzq]della situazione...

Inviato il 15/11/2009 alle 22:22

Chi eravamo

Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.

Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.

Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.

Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.

Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.

Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.

Luca