Nella stanza vi era una luce soffusa che faceva risaltare i quadri alle pareti, i mobili antichi, il divano fin de siecle sul quale lui era seduto, la giovane donna distesa sulle sue ginocchia; la luce inquadrava il profilo altero di lui, dominatore deciso ed all’antica, il corpo giovane, fine e formoso di lei.
Nella stanza aria di pulito, il profumo lieve della giovane donna che più tardi avrebbe mutato aroma, un po’ di tensione.
Era il loro primo incontro, dopo uno scambio di lettere e qualche telefonata.
Chiaro l’obiettivo, chiare le volontà di entrambi :deciso e vorace lui, convinta all’esperienza ed alla sottomissione lei, anche se un po’ intimorita.
Intimorita dal nuovo contesto, ma anche dalla fama di lui : uomo elegante, colto, mordace, ma anche dominatore severo, normalmente senza fronzoli, generoso nel punire e nel mortificare la carne e l’anima di chi gli si offriva.
Raramente dolce,abile nel castigo corporale, nell’uso degli strumenti, nel vigore e nella determinazione durante il rapporto, aduso a domare le resistenze, anche con la frusta.
Lei era entrata, annunciata dalla governante : di media statura, lunghi capelli neri, pantaloni eleganti, una maglietta aderente che le valorizzava il seno ricco. Le braccia nude, l’incavo delle ascelle elegante contrasto,e golosa introduzione alla ricchezza dei seni. Lieve il profumo, cortese l’inchino, mite il sorriso.
Ad un’ordine dell’uomo, senza dir nulla, si era sdraiata sulle sue ginocchia ed aveva atteso: volendo i colpi, ma anche temendone la severità, anelando la dominazione, ma sentendosi un po’ respinta dal silenzio freddo di lui.
Una breve attesa, poi la mano dell’uomo aveva iniziato a colpire il fondo dei pantaloni : un bruciore leggero, meno inquietante del silenzio, e delle sensazioni che, la donna ovviamente ignara, cominciavano ad attraversare il suo dominatore, colpito da quel viso, da quel sorriso, lievemente turbato.
Il turbamento era aumentato quando le aveva abbassato i pantaloni e le sculacciate erano calate sulle seriche mutandine,morbide e brucianti insieme.
Poteva sembrare paradossale, ma l’uomo la sculacciava morbidamente, ed ancor più morbido divenne quando, dopo breve tempo, le calò le mutandine e si diede a castigare la pelle nuda.
La mano atterrava morbida : bruciava, colpiva, mordeva ma si fermava anche su quelle natiche sensuali, e la sensualità si trasferiva sull’uomo : la desiderava, la voleva nel piacere della carne e nel dolore della sottomissione, ma la desiderava nella sua pienezza, anelava alla sua interiorità discreta.
Non una parola da lei, solo lievi sorrisi e qualche sussulto, poi piccoli gemiti : tuttavia quei sorrisi lo guardavano, quando, di tanto in tanto, lei girava il capo verso di lui, lo sguardo di lei sembrava interrogarlo e dirgli che, certo, era pronta al castigo e devota nella sottomissione, ma che quella prontezza, quella devozione,quel sorriso sarebbero entrati in lui,quasi stregandolo.
L’uomo sentiva crescere il turbamento ed il desiderio, mentre la mano continuava con morbidezza a sculacciarla : e morbidamente, senza durezze apparenti, i colpi calarono a lungo, strappando gemiti, inducendo talvolta il corpo elegante a torcersi nel dolore, le gambe ormai liberate da ogni indumento a muoversi. Nella morbidezza, il castigo era tale, ed era lungo, intenso, durava.
Nella stanza il profumo di lei era ormai un aroma intenso, con nuances di sudore che entravano nei sensi dell’uomo: la sensualità riempiva la stanza, le menti ed i cuori, la sensualità, morbidamente guidava ormai il castigo che proseguiva implacabile, la mano dell’uomo quasi affaticata, le dolci natiche di lei purpureee, ricche di segni rilevati, dolenti e calde.
L’eccitazione dei sensi e del momento aveva pervaso entrambi, e condusse l’uomo a concludere la punizione alternando la morbidezza delle prime carezze, la ricerca golosa del solco fra le natiche, qualche incursione furtiva nel fiore della femminilità, con una lunghissima serie conclusiva di colpi, ognuno dei quali strappò alla giovane un sensualissimo sobbalzo, un contrarsi del corpo, molti gemiti, qualche urlo soffocato : il dolore era sensualissimo, si trasformava in piacere, il castigo era entrato in entrambi, stregandoli.
La dolcezza e la grazia con cui lei l’aveva subito lo avevano preso nel profondo.
Alla fine l’uomo le disse che avevano finito, di alzarsi e rivestirsi.
La giovane donna si rialzò, ma non si rivestì e nemmeno concesse alle mani di dare requie alle terga morbidamente offese : fece un lieve inchino, gli baciò la mano e s’inginocchiò dicendo il proprio rispetto, mostrandolo con il bel corpo fiero anche in quella posizione e, prima che lui potesse dire alcunché, con il distendersi a terra in segno di omaggio.
L’uomo la guardò quasi estatico, poi, ritrovata la decisione, la rialzò e la chiamò al bacio, le sfilò la maglietta denudandole il busto e le disse, infine : “ Grata mi è la tua sottomissione, e grato devo esserti per quanto oggi mi hai dato. Vieni al piacere, sia esso la conclusione del nostro incontro”.
Come al solito lukas,
dei tuoi racconti mi piacciono le atmosfere e gli stati d'animo ben descritti, mentre apprezzo molto meno atteggiamenti e situazioni troppo "carichi" e sconfinanti nel bdsm che non è nelle mie corde, cmq, complimenti per il racconto e la volontà di proporlo qui, alla prossima
ciao,
Keith
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca