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il mio primo racconto riuscito bene

Avviato da Dany_Spank il 01/07/2009 alle 00:27

il mio primo racconto riuscito bene

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

questo è un racconto di fantasia, è il primo tra quelli che ho scritto che mi soddisfi, ora sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi...

Mio padre, il preside.

Sala conferenze dell'istituto Lucio Orbilio Pupillo, quarta ora di un normalissimo, anzi fortunato, venerdì di scuola; per assistere a questa conferenza sulla legalità la mia classe aveva saltato due ore di italiano e una di filosofia!
Andava tutto bene e la conferenza era stata anche abbastanza interessante, il docente che la teneva stava chiedendo se qualcuno avesse domande da fare e questo risvegliò un po’ in tutti l'attenzione: il momento delle domande, si sa, precede sempre la fine.
Il primo ad alzarsi in piedi fu Paolo, un mio compagno di classe famoso per la sua media altissima e la sua intelligenza. Mentre poneva la domanda prestavo molta attenzione al suo aspetto, era davvero carino con quel maglioncino blu e io da un paio di mesi mi ero resa conto di essere davvero attratta da lui. Le mie fantasie da film, quelle in cui ti vedi sposata e piena di bambini, furono interrotte da un evento che raramente capitava nella mia scuola: Paolo stava contraddicendo il professore, con toni alterati.
Sottolineo che un comportamento del genere era alquanto insolito perché il mio non era un normale istituto superiore ma un collegio in cui vigevano ancora le punizioni corporali e si esigeva una disciplina ferrea. Non era però una di quelle scuole in cui vanno solo i ragazzi ingestibili dai propri genitori, anzi per la maggior parte era frequentato da alunni eccellenti, di buona famiglia, inscritti per l'elevata qualità del corpo docente. Io ero li perché, per mia sfortuna, mio padre ne era il preside.
Ci misi un po’ a capire il motivo dello scontro verbale tra i due, ribadisco che ero molto distratta, ma arrivai alla conclusione che all'accusa di non prestare attenzione, il mio compagno aveva risposto che sarebbe stato da stupidi domandare qualcosa di cui non si ascolta la risposta. Era poi stato bloccato da un'occhiataccia del preside ma per il momento la discussione finì li; credo che, come me, a quel punto tutti i presenti avevano immaginato che per Paolo ci sarebbero state conseguenze ben più dolorose alla fine delle lezioni.
Iniziò a farmi pena, poverino, di li a poco sarebbe stato solo nell'ufficio di mio padre, e sarebbe iniziata una lunga ramanzina sull'importanza del rispetto, quante volte le avevo sentite, e poi, proprio come finivano tutti i rimproveri che ricevevo, sarebbe arrivato l'ordine di posizionarsi e in un brevissimo lasso di tempo il dolore del primo colpo. Mi era capitato tante volte, non ero proprio una ragazza remissiva, non ho mai imparato a tacere quando qualcosa non mi stava bene e mio padre utilizzava il metodo scolastico anche a casa per punirmi. Non dico che vi fossi abituata ma ormai le sculacciate non mi spaventavano più, la cosa che invece non riuscivo a sopportare, e che mi faceva rimpiangere di aver fatto qualcosa di sbagliato era il doverlo guardare negli occhi, sedermi davanti a lui ed essere obbligata a sostenere quel suo sguardo, severo e impassibile senza però nascondere una nota di delusione.
Decisi che dovevo fare qualcosa per salvare Paolo dalla sua situazione, sapevo per certo che lui stava ascoltando, non avrebbe mai controbattuto se non fosse stato cosi, e sapevo che, se cosi era, mio padre sarebbe stato d'accordo con lui nel rispondere.
Ma non poteva farlo, non poteva alzarsi in nome di preside e difendere un alunno né avrebbe potuto adesso dire a Paolo di aver fatto bene: contraddire qualcuno più grande e qualificato è sempre sbagliato, e questa era una delle prime regole che si imparavano all'Orbilio.
Per quanto severo e intransigente, in casa era sempre disponibile al dialogo e pronto a capire e analizzare le ragioni di qualsiasi azione, anche se poi, ovviamente, l'ultima parola spettava a lui, ma a scuola no, lui era il preside ed era tenuto ad essere rigido, per rispetto verso i genitori ma soprattutto verso l'uomo a cui il nostro istituto era intitolato.
Pensavo che aiutare Paolo mi avrebbe fatto attirare la sua attenzione, eravamo in classe insieme da 5 anni e parlavamo, se capitava, ma lui non mi aveva mai vista come una possibile ragazza, lo avevo scoperto una sera in gita mentre giocavamo al gioco delle verità. Finita la conferenza li ho seguiti senza farmi vedere, non era stato neanche necessario che mio padre dicesse a Paolo di seguirlo, arrivati al quinto anno tutti noi sapevamo dove si finiva dopo un comportamento simile. Da dietro l'angolo del corridoio ho visto Paolo aprire la porta dell'ufficio del preside. Non mi era venuta nessuna idea per salvarlo e così avevo sprecato un'altra occasione, forse l'ultima, per farmi notare. Non avrebbe riaperto molto presto quella porta, e io sapevo bene quanto durassero le punizioni per un comportamento irrispettoso, ci ero passata più di una volta e non ne ero mai uscita senza aver preso tutta la punizione, senza sconti o riduzioni. L'apertura al dialogo di mio padre non esisteva in due casi: mancanza di rispetto e bugie, per le quali ogni tentativo di giustificazione da parte nostra si tramutava in un aumento di severità da parte sua. L'ultima volta che ero stata punita per aver risposto male la ricordavo ancora lucidamente; dopo un bel po’ di colpi con la mano, che erano tutt'altro che facili da sopportare vista l'esperienza di mio padre, ne avevo ricevuti 20 con un paddle e 60 con la cinta. Nonostante il dolore però gli ero stata veramente grata per non aver usato il cane, strumento classico della tradizione inglese. Il mio odio per quell'attrezzo era immenso, appena lo vedevo, anche se non dovevo essere punita, mi terrorizzava e quando ero piegata sulla scrivania, nell'unica posizione che mio padre usava durante le sculacciate ad eccezione delle sue ginocchia, perdevo ogni tipo di compostezza e pudore, che cercavo sempre di mantenere il più possibile, prima ancora che mi colpisse. Mio padre lo sapeva e, per mia fortuna, normalmente cercava di risparmiarmelo, il più delle volte sostituendolo con ulteriori colpi con la cinta, ma quando era realmente arrabbiato lo utilizzava quasi di proposito. Ero certa che a Paolo non l'avrebbe risparmiato, ne quello ne la cinta. Avevo tanta voglia di avvicinarmi alla porta dell'ufficio e ascoltare cosa gli stava dicendo e cercare, in qualche modo, di stargli vicino ma sarei sicuramente stata vista e comunque, anche se così non fosse stato, non avrei comunque potuto fare molto per lui da li fuori. Fu allora che mi venne in mente un'idea, forse un po' assurda ma la migliore che avevo avuto fino a quel momento. Sarei andata a casa, avrei combinato qualche macello che necessitasse un intervento repentino e avrei chiamato mio padre con urgenza. Nel migliore dei casi la punizione di Paolo sarebbe finita li, altrimenti, se fosse proseguita, gli avrei dato comunque la possibilità di riprendersi un po’. Dovevo solo aspettare che della punizione fosse conclusa una buona metà, sennò sarebbe stato tutto inutile dal momento che probabilmente mio padre l'avrebbe rimandata e in quel caso a Paolo avrei allungato solo l'ansia dell'attesa. Mi avvicinai alla porta per origliare e regolarmi sui tempi per agire col mio piano. Ecco, la punizione era appena stata comunicata: 15 minuti di sculacciate con la mano, 50 colpi con la cinta e, come prevedevo, 3 dozzine di colpi col cane. Dovevo aspettare almeno una venti minuti prima di chiamarlo, mi sentivo terribilmente in colpa a mentire a mio padre ma dovevo farlo, per Paolo, il mio amore segreto. In pratica stavo scambiando la sua punizione con la mia perché già sapevo che prima o poi a mio padre avrei confessato tutto, non ero in grado di sostenere il suo sguardo quando ero colpevole di qualcosa, neanche le volte in cui lui non sospettava nulla. In questo modo però avrebbe potuto pensare che Paolo ne fosse al corrente e se la sarebbe presa anche con lui, in ogni caso non era quello il momento di pensarci, già sentivo i primi colpi secchi e non potevo perdere altro tempo. E in un attimo ero a casa e già l'avevo fatto, avevo staccato un tubo da sotto il lavello e piano piano l'acqua iniziava a bagnare la cucina. Seduta sul divano, guardando l'orologio, aspettavo che fosse il momento giusto x chiamarlo e intanto pensavo a Paolo, ai colpi lenti e dolorosi di mio padre che quasi riecheggiavano nella mia mente. Le avrei prese anche io proprio come lui in questo momento, steso sulle sue ginocchia a sopportare il dolore di una mano che, prima ancora che questo svanisse del tutto, tornava puntuale su di lui, seguendo un ritmo in crescendo, e lui gemeva quasi senza farsi sentire. Era troppo presto per lui per urlare, la parte più dura doveva ancora venire, e per lo stesso motivo era ancora presto perché io telefonassi quindi sono rimasta li seduta immobile sul divano a fissare le lancette. Adesso il quarto d'ora era passato, il preside stava ordinando al suo alunno di alzarsi e posizionarsi sulla scrivania, mentre prendeva una cinta precedentemente poggiata su di essa, ora la piegava in due e si preparava prendendo posto alle spalle di Paolo. 50 colpi, dati a distanza di due o tre secondi l'uno dall'altro. Potevo quasi udirli, quasi sentire la mia pelle comprimersi sotto di essi. Dopo un tempo che considerai equivalente ai primi 30, presi il telefono e, con non poca esitazione, composi il numero dell'ufficio di mio padre fingendo una voce agitata per comunicargli che era appena rientrata in casa e la cucina era piena d'acqua che credevo uscisse da qualche parte sotto il lavello.
Arrivò a casa in meno di 5 minuti, per cui aveva sospeso immediatamente la punizione, subito dopo aver attaccato dicendomi intanto di chiudere l'acqua. Non sapevo ancora però se l'avesse definitivamente interrotta o solo rimandata. Quando ha aperto già ero in lacrime, era fatta così non riuscivo a trattenermi e in effetti ora pensandoci era stata una stupidaggine, sapevo benissimo di non essere capace a mentirgli. Avevo iniziato ad asciugare il pavimento e avevo rimesso apposto il tubo, era inutile chiamare l'idraulico o comprare un nuovo tubo. Appena entrò in casa lo abbracciai chiedendogli scusa, mi è venuto istintivo e forse è stata la reazione peggiore che potessi avere ma la pressione era tanta, troppa. Naturalmente aveva capito che avevo inventato una balla, l'unica cosa che non capiva era il motivo ma non me lo ha chiesto subito, ha aspettato che mi calmassi, mi ha abbracciato e accarezzato. Questo amavo di mio padre: anche se era infuriato la prima cosa che mi dimostrava era sempre e solo il suo affetto. Aspettai di smettere di singhiozzare prima di trovare il coraggio di aprire bocca, un po per prendermi tempo, un po perché odiavo pronunciare frasi interrotte. Gli spiegai tutto, con calma, gli raccontai di come avevo origliato per capire quando aprire l'acqua e di come avevo aspettato il momento giusto per telefonare. Mi lasciò parlare, in attesa di conoscere le motivazioni del mio gesto. Gli spiegai che l'avevo fatto per Paolo, perché sapevo che lui non era in torto e perché sono convinta che non si debba punire qualcuno per aver detto quello che pensa invece di chinare la testa di fronte a un torto semplicemente perché a farglielo è qualcuno più grande o qualificato. E poi gli confessai anche che l'avevo fatto per farmi notare e infine mi scusai perché avevo capito di aver fatto una cosa sbagliata, senza pensare. Lui non parlò, manteneva sempre la calma e in qualsiasi caso non urlava mai, non aveva bisogno di ramanzine o di prediche, avevo già detto io tutto il necessario, ma dovevo comunque essere punita. Era deluso, lo leggevo nei suoi occhi e questo mi dispiaceva davvero tanto; l'avevo ingannato, è vero, ma non con lo scopo di fare un torto a lui. Mi disse con voce ferma di andare nel suo studio, a casa ovviamente, che lui doveva prima finire una cosa, e potevo ben immaginare a cosa si riferisse, per poi pensare alla mia educazione. Ferma seduta sul divanetto in pelle marrone aspettavo il suo ritorno chiedendomi ora quanto tempo ancora avrei dovuto attendere, ora cosa mi aspettasse. Come e per quanto tempo sarei stata punita erano i due maggiori interrogativi che mi ponevo ogni qual volta ero in attesa di una sculacciata. Non so quanto tempo passò ma ad un certo punto sentii mio padre rientrare e in casa e, con mia sorpresa e terrore, parlare con qualcuno che, dopo pochi istanti, riconobbi essere Paolo. Immobile con lo sguardo fisso davanti a me li vidi entrare nell'ufficio, mentre mio padre diceva al mio compagno che c'era qualcosa che avrei dovuto spiegare. Mi alzai in piedi, abbassando la testa, non c'era bisogno che mio padre mi ordinasse di giustificare l'interruzione della sua punizione e la sua presenza in casa nostra. Non trovavo le parole, la voce mi tremava, praticamente mi era stato di chiesto di dichiararmi davanti a mio padre subito prima di prendere una sculacciata coi fiocchi. Iniziai a parlare non appena decisi di omettere il reale motivo per cui avevo tentato di salvarlo; raccontai del piano che avevo architettato per evitargli una punizione secondo me ingiusta, in quanto a mio avviso nel piccolo scambio di battute tra lui e il professore, Paolo aveva perfettamente ragione. Mio padre mi guardava, mentre io mi auguravo con tutto il cuore che non aggiungesse altro, che lo mandasse via e che iniziasse con la mia punizione perché di li a poco sarei scoppiata a piangere e l'ultima cosa che volevo era che Paolo mi vedesse così. Avevo fatto la figura della ragazzina che pur di farsi notare aveva tentato invano di fare la paladina della giustizia. Ci fu un momento di silenzio in cui alzai la testa per guardare mio padre e successe la prima cosa positiva della giornata: Paolo mi ha sorriso, ed era un sorriso sincero, per ringraziarmi e cercare di starmi vicino. Mio padre gli diede il permesso di tornare nel dormitorio e invece lui mi stupì di nuovo, gli chiese se poteva restare, ovviamente non nella stessa stanza, ed aspettare che la mia punizione fosse finita perché voleva, in qualche modo, avere la possibilità di starmi vicino, visto che in un certo senso se ero li era anche colpa sua. Permesso accordato, lo fece uscire dalla stanza e io iniziai a togliermi i jeans e gli slip. Era arrivato ance il mio momento. Stesa sulle sue ginocchia iniziai a ripensare a quanto ero stata stupida a credere che davvero ci sarebbe stato qualcosa che avrebbe impedito a mio padre, l'uomo più autoritario che conoscevo, di concludere una punizione. Arrivò un po inaspettato il primo colpo, non preceduto, come solitamente accadeva, da una ramanzina, sentivo i colpi pian piano aumentare di forza e di velocità e percepivo la delusione di mio padre. Iniziai a gemere un pochino ma cercai di rimanere ferma, tanto divincolarmi non sarebbe servito a niente. Rimpiangevo le punizioni di quando ero bambina, qualche colpo con la mano più simbolico che realmente doloroso. Immaginavo che dopo mi sarebbe toccata la cinta e nel frattempo il sedere iniziava a bruciarmi. Dopo forse dieci minuti in tutto mi fece alzare e piegare sul tavolo e si sfilò la cinta. Non una parola di conforto, non una carezza o un abbraccio, rigoroso silenzio interrotto solo dal mio respiro affannato. Si posizionò dietro di me e solo dopo il primo bruciante colpo mi comunicò che ne mancavano altri 69. Preferivo conoscere tutta la punizione dall'inizio, per evitare l'ansia che in quel momento avevo di sapere se dopo quei 70 lunghissimi colpi ce ne sarebbero stati altri. Intanto era arrivato al decimo colpo e il pizzicore iniziava a farsi più forte, non avrei resistito ancora per molto senza fare troppo chiasso e già le prime lacrime iniziavano a scendere ma fuori c'era Paolo e non volevo che mi sentisse piangere. Alla quindicesima volta che la cinta si abbatteva sulle mia terga lanciai un gridolino, dopo di che iniziai a piangere copiosamente e afferrai più forte il bordo della scrivania. Paolo mi stava sentendo e questo un po' mi spaventava e un po mi tranquillizzava, in qualche modo mi era vicino. La cinta di mio padre continuava a colpirmi, avevo perso il conto ma credo che fossimo intorno ai cinquanta, ora mancava l'ultima parte, che era sempre la più dolorosa. Per sopportare gli ultimi dieci colpi mi morsi le labbra, ormai ognuno di andava a sommare al rossore e al dolore di quelli precedenti facendomi sussultare. 69, 70... rimasi immobile, piangendo, in attesa di conoscere la mia sorte; mio padre non esitò a dirmi di alzarmi e rivestirmi ed io ubbidii. Con gli occhi ancora umidi lo abbracciai, come facevo sempre, riuscendo finalmente a porgli delle scuse sincere, ero veramente pentita di quello che avevo fatto. Mi porse un fazzoletto e mi arruffò i capelli, alla fine di ogni punizione era sempre tenero e mi dimostrava che nonostante tutto mi aveva perdonato. Uscì dall'ufficio, immagino per andare in cucina a bere qualcosa, e fece entrare Paolo che appena mi guardo mi venne incontro per stringermi a se e darmi un bacio sulla fronte. Aveva capito che l'avevo fatto solo per lui e non c'era bisogno di parole in quel momento. Rimasi così, stretta nel suo abbraccio, e sorrisi.

Daniela

Inviato il 01/07/2009 alle 00:27

Re: il mio primo racconto riuscito bene

Luca (1701 post, compleanno non disponibile)

Eccomi qua, il primo a commentare

Sono contento che tu abbia deciso di pubblicarlo.

Inviato il 01/07/2009 alle 00:42

Re: il mio primo racconto riuscito bene

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

Luca ha scritto:
Eccomi qua, il primo a commentare
Sono contento che tu abbia deciso di pubblicarlo.

grazie grazie grazie grazie!!! mi fa troppo piacere sapere che sei stato il primo ^_^ e soprattutto grazie dell'aiuto e delle correzioni, confesso di averlo riletto di nuovo, anche se era archiviato, x evitare ri-percussioni...

Inviato il 01/07/2009 alle 00:44

Marco_75 (1154 post, compleanno 9-1-1975)

Ciao Dany, intanto benvenuta.
Il racconto è scritto bene anche se non è proprio il mio genere: nel senso che le situazioni "familiari" non mi piacciono molto, ho sempre preferito scenari diversi, tra fidanzati o amici. Però lo stile ce l'hai, quindi continua così
Ciao.

Inviato il 01/07/2009 alle 00:56

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

Marco_75 ha scritto:
Ciao Dany, intanto benvenuta.
Il racconto è scritto bene anche se non è proprio il mio genere: nel senso che le situazioni "familiari" non mi piacciono molto, ho sempre preferito scenari diversi, tra fidanzati o amici. Però lo stile ce l'hai, quindi continua così
Ciao.


lo scenario familiare nasce soprattutto dalla mia predisposizione x lo spanking disciplinare. per quanto riguarda il racconto tutte le situazioni e i personaggio prendono spunti da cose reali tranne proprio la figura paterna che con il mio vero padre nn c'entra nulla

Inviato il 01/07/2009 alle 00:59

lo_speziale_mascarato (57 post, compleanno non disponibile)

Sono l'ultima persona che può dare un giudizio, ma ... il ritmo è serrato, la prosa incisiva, i dialoghi ben costruiti ... Le emozioni poi affiorano con molta naturalezza.... complimenti!!!!

Inviato il 01/07/2009 alle 21:42

Keith (9219 post, compleanno non disponibile)

Benvenuta Dany_Spank,

le situazioni padre-figlia mi lasciano "freddo" perché non le amo e non rientrano nel mio modo di vedere e vivere lo spanking, ma il racconto è corretto nella forma, scorrevole, e senz'altro trova i suoi estimatori nel forum... quindi a rileggerti!

ciao,
Keith

Inviato il 01/07/2009 alle 22:22

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

ringrazio x i complimenti e prometto che ne prossimo evito lo scenario familiare, probabilmente permarrà quello scolastico che è il mio preferito, cerco di accontentare un po tutti e anche di provare "settori" diversi =)

Inviato il 01/07/2009 alle 23:29

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

Intanto ciao, starò invecchiando ma non mi ricordo di te...
Ti dico brava per il coraggio di condividere il racconto e in qualche modo metterti in gioco.
Neanch'io amo le situazioni in famiglia e nemmeno scolastiche, semplicemente non sono mai state nella mia fantasia.
La tua protagonista era all'ultimo anno di liceo, dunque maggiorenne vero?
Sai com'è, specifico per evitare che qualcuno ci dia degli ipocriti...
Ps. Ma perchè i racconti li scrivete tutti di seguito, senza interlinee che i cecati come me fanno fatica?!

Inviato il 02/07/2009 alle 00:20

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

Blue ha scritto:
Intanto ciao, starò invecchiando ma non mi ricordo di te...
Ti dico brava per il coraggio di condividere il racconto e in qualche modo metterti in gioco.
Neanch'io amo le situazioni in famiglia e nemmeno scolastiche, semplicemente non sono mai state nella mia fantasia.
La tua protagonista era all'ultimo anno di liceo, dunque maggiorenne vero?
Sai com'è, specifico per evitare che qualcuno ci dia degli ipocriti...
Ps. Ma perchè i racconti li scrivete tutti di seguito, senza interlinee che i cecati come me fanno fatica?!


si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Inviato il 02/07/2009 alle 01:07

Alke (25 post, compleanno non disponibile)

che dire....hanno già detto tutto... ero sicuro che i commenti sarebbero stati sicuramente positivi brava Danyyy

Inviato il 02/07/2009 alle 10:17

Luca (1701 post, compleanno non disponibile)

Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta


Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??

Inviato il 05/07/2009 alle 02:52

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

Luca ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??


ero un po di fretta... se vuoi lo correggo... comunque si capiva

Inviato il 05/07/2009 alle 11:19

Eternauta (36 post, compleanno non disponibile)

Dany_Spank ha scritto:
Luca ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??

ero un po di fretta... se vuoi [b:1hormic0]lo correggo[/b:1hormic0]... comunque si capiva


io suggerirei in 50 copie alla lavagna

Inviato il 05/07/2009 alle 14:46

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

Eternauta ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
Luca ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??

ero un po di fretta... se vuoi [b:51z57ddq]lo correggo[/b:51z57ddq]... comunque si capiva

io suggerirei in 50 copie alla lavagna

no la lavagna nn ce l'ho, se vuoi lo scrivo su un foglio e ti mando una foto XD

Inviato il 05/07/2009 alle 14:48

Eternauta (36 post, compleanno non disponibile)

Dany_Spank ha scritto:
Eternauta ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
Luca ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??

ero un po di fretta... se vuoi [b:2747jul7]lo correggo[/b:2747jul7]... comunque si capiva

io suggerirei in 50 copie alla lavagna

no la lavagna nn ce l'ho, se vuoi lo scrivo su un foglio e ti mando una foto XD


E vada per il foglio anche se 50 sono un po' pochine scritte a penna

Inviato il 05/07/2009 alle 15:32

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

Eternauta ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
Eternauta ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
Luca ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??

ero un po di fretta... se vuoi [b:ud831q64]lo correggo[/b:ud831q64]... comunque si capiva

io suggerirei in 50 copie alla lavagna

no la lavagna nn ce l'ho, se vuoi lo scrivo su un foglio e ti mando una foto XD

E vada per il foglio anche se 50 sono un po' pochine scritte a penna


perchè col gesso 50 sono di più?

Inviato il 05/07/2009 alle 15:34

Eternauta (36 post, compleanno non disponibile)

Dany_Spank ha scritto:
Eternauta ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
Eternauta ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
Luca ha scritto:
Dany_Spank ha scritto:
si avevo specificato apposta l'ultimo anno di liceo, so che nn sono gradite cose con minorenni, anche se sono solo fantasie! scusa x nn aver mezzo le interlinee ma x coem scrivo io x me è già tanto se a qualche punto vado a capo, la prossima votla ci satrò + attenta

Ma ti sei accorta come hai scritto questo post??

ero un po di fretta... se vuoi [b:38qdgvyc]lo correggo[/b:38qdgvyc]... comunque si capiva

io suggerirei in 50 copie alla lavagna

no la lavagna nn ce l'ho, se vuoi lo scrivo su un foglio e ti mando una foto XD

E vada per il foglio anche se 50 sono un po' pochine scritte a penna

perchè col gesso 50 sono di più?


Sempre 50 sono ma scrivere col gesso è un po' più lungo e scomodo

Inviato il 05/07/2009 alle 15:40

Dany_Spank (83 post, compleanno non disponibile)

[quote:2w63zsxg] Sempre 50 sono ma scrivere col gesso è un po' più lungo e scomodo [/quote:2w63zsxg]

ma nn fare quella faccia brutta e cattiva

Inviato il 05/07/2009 alle 15:42

Chi eravamo

Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.

Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.

Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.

Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.

Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.

Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.

Luca