Calcava i passi sul terreno quasi volesse affondare sul marciapiede bagnato, teneva gli occhi sulle lucine che si riflettevano sulla patina lucida.
Un formicolio dietro la testa la spinse ad alzare lo sguardo: una sagoma indefinita appoggiata all’angolo, gli occhi fissi nei suoi.
Indefinita la figura, così come lei non definita si sentiva in quell’ora quasi serale, lasciando vagare i suoi pensieri nella pioggia sottile, assaporando una malinconia forte, intima, che scavava dentro.
Indefinita la figura, ma chiari e penetranti quegli occhi, profondi e ridenti, quasi a lasciar intuire sulle labbra molto sfumate un sorriso timido e tranquillo.
Lo guardò, non riusciva a sorridergli, però nemmeno staccava lo sguardo, gli occhi avevano abbandonato le lucine del terreno, vagavano fra lo sguardo di lui e l’aria, il cielo, la pioggia.
Era stanca, si sentiva un po’ canna al vento, ma non c’era vento, nemmeno una lieve brezza, e quella pioggia fine non era la pioggia del cielo della sua isola, lassù nel Nord.
Non era la pioggia che aveva accompagnato un sentimento rapido e struggente, e nemmeno c’era il vento delle sue sensazioni in quella giornata : qualche libro sfogliato, un incontro seguito ad una festa, una persona che aveva provato a domarla senza amarla, a dominarla senza appassionarsi ed appassionarla.
Aveva deciso di vederlo, quasi sfida, per lei che amava dominare con tenerezza, sfiorare appena le persone, indicando con grazia ad altrui corpi un sentiero incerto di sottomissione.
Aveva assaggiato i suoi ordini, secchi e senza trasporto, aveva ricevuto i suoi colpi, ma non li ricordava, perché si era sentita altrove : ne portava le tracce su di sé, un dolore lieve sulle gambe flessuose, qualche segno cattivo sulla giunzione delle natiche.
Ne tratteneva traccia nella pelle sudata, nell’odore un po’ meno aggraziato che portava su di se’, ma non ne aveva memoria.
Non aveva davvero sofferto, la meccanica non incrocia i sensi, ed anzi si sentiva ancor più inappagata.
Ora guardava la sagoma, e stentava ad avvicinarsi : la tristezza, il sudore, la malinconia del cielo del suo cielo la trattenevano, però non andava via.
Allora fu lui a muovere un passo, a mettere gli occhi nei suoi occhi, a sussurrarle, quasi folletto dolce, a sfiorarle la mano.
Lei non se ne andò, anche se sentiva qualche gocciolina sugli occhi, e non era la pioggia, non erano le lacrime della verga, forse quelle dell’incertezza, della malinconia.
Lui le sorrise, intenso : non disse nulla, ma le tenne stretta la mano, e mettendo gli occhi nei suoi occhi fu come se le avesse detto, come se avesse narrato a lungo.
Poi, qualche parola “ Cerca intensamente, ma con la poesia nel cuore.
Attraversa il dolore ed il piacere, l’amore e l’abbandono, assaggia il segno della dominazione e sfiora altrui corpi ed anime con i tuoi segni, ridi e piangi, ma vivi intenta ed intensa.
Sii come il cielo dell’isola del Nord, cangiante e mai banale.
Sii fiera della tua intensità, lasciati coccolare anche dalla tua malinconia, attraversa i sentimenti e fatti attraversare.
Poi, rapidamente, le baciò le guance e le sorrise, con tenerezza.
Non lo vide più, e camminò a lungo, intensa ed intenta, guardando le lucine sul marciapiede.
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca