[b:2rcrqg39]Valeria per la cronaca era una mia compagna di liceo che avrei messo volentieri otk, non bellissima ma con un tale culetto...
In mancanza di materia prima, tempi addietro feci qualche pensierino su di Lei (voglia perdonarmi Vale!) e quesi scritti ne sono il risultato.
Pubblico per ora il prologo ed il primo capitolo in attesa dei vostri commenti.
Non mi assumo alcuna responsabilità per aventuali mal di pancia cui potrebbero essere soggetti lettrici e lettori.
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[size=150:2rcrqg39]Le confessioni di Valeria (viste da me).[/size:2rcrqg39]
[size=150:2rcrqg39][i:2rcrqg39]Prologo
Ciao a tutti, mi chiamo Valeria e sono ormai una donna.
Vi sto scrivendo per parlarvi del mio rapporto con le punizioni corporali, in particolare per quel che riguarda le sculacciate.
Non sono mai stata sculacciata da mio padre nè da mia madre fino all'età di 18 anni, poi non so neppure io perchè, qulche cosa cambiò quando iniziai a frequentare il quarto anno di liceo scientifico.
La mia indole era poco incline allo studio, preferivo divertirmi con i miei coetanei e chiaramente i risultati scolastici lasciavano a desiderare.
Ricordo molto bene il giorno in cui portai a casa la pagella del primo quadrimestre: non era poi così disastrosa, tuttavia la mia media non soddisfava pienamente mia madre che si infuriò come mai avevo visto prima.
Non ricordo bene le esatte parole che mi sbraitò dietro, ricordo molto bene che d'un tratto sentii le mani di mio padre afferrarmi per le orecchie e trascinarmi in camera mia.
Mi spinse sul mio letto e mi ordinò di tirami su la gonna ed abbassare le mutandine, io mi rifiutai così mi costrinse ad inginocchiarmi sul letto esponendo il sedere per aria, mi sollevò la gonna e mi denudò il fondoschiena di collant e mutandine.
Mentre lui mi teneva ferma, mia madre arrivò con il battipanni e me ne diede così tante che per tre giorni non riuscivo a sedermi.
Da quel giorno ne ho prese tante altre sia da mio padre che da mia madre: mi ero abituata ad essere sculacciata.
Inizialmente me le davano con il battipanni, poi mio padre prese il vizio di suonarmele con la cinghia.
Capitolo Primo. "Il mio 18° compleanno"
Una sculacciata esemplare la presi nel giorno del mio diciottesimo compleanno. Per quel giorno organizzai a casa mia una festa a cui invitai tutti i miei compagni di classe.
La festa si svolse a partire dalle 16, nel giardino della villa dei miei genitori. Quel giorno i miei uscirono per lasciarmi un pò di libertà con i miei amici.
Tuttto andò per il megliose non che verso sera iniziò a piovere e fummo costretti ad entrare in casa a contunuare la festa. Purtropo le nostre scarpe erano zuppe d'acqua e fango, così pavimenti e tappeti furono presto lordi.
Non pensavo che sarei stata punita proprio per oquesto in un tal giorno.
La festa proseguì per circa 2 ore in casa con giochi e danze di ogni genere vanificando le pulizie fatte da mia madre la mattina stessa.
Verso le 19 i miei compagni andarono via per prepararsi alla pizzeria e alla discoteca del dopo cena.
Io mi infilai sotto la doccia ed euforica indossai il vestitino chemi eroregalata per l'occasione: un pelo cortino per i gusti dei miei, ma era la mia festa!
Infilato un giubbino intonato al vestito scesi in salone per uscire quando trovai i miei genitori che erano da poco rincasati.
Era quasi ora che arrivasse Betty a prendermi e mia madre mi stava guardando minacciosa con aria poco amichevole; mio padre intanto scuoteva la testa.
"Vieni in cucina con me Chiara (mia sorella), mamma e Vale devono parlare da sole" disse.
Mia madre taceva e mi guardava con ira, io ero impietrita: conoscevo bene quello sguardo!
"Che casino" furono le uniche sue parole.
Mi venne vicina, mi prese per un braccio e mi spinse con forza sul divano.
Barcollai sui miei tacchoi a spillo nuovi per poi cadere in ginocchio sul divano. Mia madre mi venne dietro ed approfittando della mia posizione mi diede due ceffoni sul sedere. Quindi si sedette sul divano e mi prese cingendomi intorno alla vita con un braccio e costringendomi a sdraiaemi sulle sue ginocchia.
Prima che accennnassi ad una reazione mi sollevò il vestitino scoprendomi il culetto.
"Che biancheria da puttanella!", disse "Bè, almeno hai già le chiappe belle che pronte".
Si riferiva al fatto che con il perizoma e le autoreggenti non doveva sfilarmi collant e mutandine come era solita fare lealtre volte.
"Mamma ti prego noo, non ora! Sta per arrivare Betty" la implorai
Non potei aggiungere altro che mi arrivarono una serie di sculaccioni...
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff Sciaff
Le righe sopra non rendono l'idea lo so ... solo chi ha provato può capire...
Sgambettavo come un'ossessa per il bruciore alle natiche e muovendomi persi una scarpa.
Fu allora che mia madre notò l'altezza dei tacchi su cui stavo.
Aumentò l'intensità e la frequenza dei colpi.
Le presi fino a quando Betty suonò il campanello; allora pensavo che mamma smettesse ma sbagliavo.
Mia sorella andò ad aprire la porta e fece accomodare Betty in salone dove io le stavo prendendo da mamma.
"Aspetta un attimo Betty, come vedi Vale le sta prendendo da mami per il pasticcio che avete combianto oggi" disse chiara e Betty sorrise sorniona.
"Cia Betty, scommetto che tu non hai bisogno di questitrattamenti!" disse mamma e con queste parole risuonarono sulle mie chiappe gli ultimi tre secchi colpi.
"Adesso vai e stasera rientro a mezzanotte o ti farò spolverare il culetto da tuo padre. Ovviamente con la cinghia"
Betty rimase a bocca aperta e quando uscimmo scoppiò a ridere. "Non immaginavo che che i tuoi usassero ancora questi metodi..." e così dicendo mi diede una pacca sul sedere facendomi sussultare "Oh! scusa tanto, dimenticavo che hai il culetto conciato come quello di una scimmia! AH! AH! AH!"
Quella sera faticavo a stare seduta ed in discoteca non mi sedetti per niente.Le ore passavano e presto venne il momento in cui sarei dovuta rincasare.
A mezzanotte andai da Betty per farmi portare a casa ma quella stronza era appartata con un ragazzo e non volle sentire ragione "Dai, Vael! al massimo cosa può capitare" Vorrà dire che per stavolta tuo padre ti darà una ripulitina al sederino.. con la cinghia! AH!AH!AH!"
Era su di giri e dovetti rasegnarmi all'idea di prenderle ancora dai miei.
Infilai la chiave nella toppa della porta alle 4 del mattino, in casa c'era unsilenzio surreale ed un buio inquietante.
Mi tolsi le scarpe e salii con passi felpati le scale per nade in camera mia, presi in mano la maniglia e cautamentela girai per prire la porta. Entrai senza accendere la luce per non svegliare Chiara, sempre in punta di piedi mi avvicinai al mio letto quando inaspettatamente si accese la luce della abat jour.
Mia sorella non eranel suo letto e sul mio letto c'erano i miei seduti con mio padre che serrava fra le mani la sua cinghia di cuoio.
"Ora sai cosa ti aspetta", furono le parole di mia madre che mi venne incontro prendendomi per un'orecchio.
Io non potevo fare altro che supplicare (vanamente): "Nooo, papà nooo, tiprego la cinghia noooo"
Fui costretta ad inginocchiarmi davanti al mio letto poggiando il busto sul materasso.
Mia madre mi teneva una mano sulla nuca obbligandomi a stare con il viso poggiato sul letto e con l'altra mano mi sollevò il vestito rivoltandolo sulla mia schiena; mio padre venne dietro di me e mi sfilò completamente il perizoma lasciandomi solo le calze.
"Sembri una sgualdrina da strada così! ma non è questa la figlia che ho cresciuto io! Devi cambiare, CHIARO?" e con questa domenda perentoria librò la prima frustata sul mio sedere ancora rosso fuoco.
SWISSH SWISSH SWISSH SWISSH SWISSH SWISSH SWISSH SWISSH SWISSH
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Qualcuna di voi ha mai preso le cinghiate?
Se no, non potete capire.
Mentra mio padre me le dava di santa ragione mia madre le contava una per una.
Ogni cinghiata veniva preparata e si abbatteva forte sul mio sedere o sulle coscie, sentivo il fruscio dell'aria quando mio padre sollevava il braccio a preparare il colpo ed ancora vibrare l'aria tagliata dal cuoio che stava per abbattersi sulle mie carni.
"CENTO" quando mia madre pronunciò questo numero ebbe fine il mio supplizio.[/i:2rcrqg39][/size:2rcrqg39]
Ciao,
sono nuova di questo forum ma volevo complimentarmi con te per questo racconto. Mi piacerebbe leggere anche gli altri.
Non vedo l'ora di godere dei tuoi racconti.
Con amicizia
Agy
Grazie Agy ...
ecco il secondo capitolo:
[size=150:3rhmo5ux]Capitolo secondo.
Frequentavo l'università da un anno solare, avevo 20 anni e per le vacanze quell'estate andai a trascorrere un pò di settimane nella casa di montagna dei miei zii dove potevo godermi la tranquillità dei boschi ed intanto studiare per dare i rimanenti due esami del primo anno ad ottobre.
I miei zii erano appassionati di equitazione, possedevano quattro cavalli ed un piccolo maneggio; facevamo spesso lunghe passeggiate a cavallo nei boschi assaporando la quiete e la tranquillità di quel posto.
Mi sentivo bene, le giornate erano fresche e rilassanti: la mattina di buon'ora mi alzavo per dare da mangiare ai cavalli, poi pulivo la stalla e quindi dovevo studiare.
Facevo tutto quello per rendermi utile e non gravare troppo sui miei zii che si erano dimostrati molto ospitali nel tenermi con loro per due mesi.
La prima settimana trascorse tranquillamente come vi ho appena narrato, ma quella successiva ebbi le prime avvisaglie che qualcosa sarebbe per me andato storto.
Una mattina avevo appena finito di pulire la stalla quando ma zia mi chiamò in casa perchè voleva chiedermi alcune cose.
"Allora Valeria, ti trovi bene qui con noi? Ti stai riposando?", mi chiese la zia
"Certo" risposi "Sto benissimo zia, vorrei potesse continuare così per senpre"
e lei, "ma i tuoi studi come procedono? stai studiando vero ,oltre che a divertirti?"
"Sicuro, ho già dato tre esami ed a ottobre darò gli ultimi due" dissi fiera di me.
"Non mi sembra questo un gran risultato, e poi che medi hai?" ribattè mia zia.
"Veramente io sono soddisfatta e la mia media è 26/30!" risposi un pò alterata
"No cara Valeria, così non ci siamo! Prima di tutto non devi rispondermi in quel modo e poi non c'è da essere fieri con i tuoi risultati! Ad ogni modo oggi pomeriggio invece della solita cavalcata starai qui a studiare e quando io torneò dalla mia cavalcata, ti interrogherò di chimica e domani di analisi. Ho promesso ai tuoi di aiutarti nello studio"
Rimasi stupita, come intendeva aiutarmi? e poi, cosa le avevano detto i miei?
A tempo debito avrei scoperto tutto a mie spese.
Così fu. Nonostante le mie insistenza la zia mi chiuse a chiave in camera mia e mi impedì materialmente di uscire di casa.
Al ritorno dalla cavalcata venne subito ad aprirmi senza neppure cambiarsi la divisa da equitazione.
"Vieni in giardino che ti interrogo subito"
Scesi in giardino dove trovai mio zio seduto su una sedia che brandiva in mano una bacchetta di legno flessibile, anche lui era ancora in divisa.
Mia zia mi sollecitò ad avvicinarmi al tavolo dove era mio zio, lei si sedette così sull'altra sedia.
"Tu Valeria rimarrai in piedi mentre ti interrogo!" disse la zia.
Le prime domande furono dugli elementi, sui composti, sulla tavola periodica degli elementi: le basi della chimica.
Devo ammettere che la mia preparazione non era al top e la zia (laureata in chimica) se ne accorse subito. Intanto mio zio si era alzato dalla sedia ed aveva cominciato a passeggiare su e giù alle mie spalle: alla ennesima risposta sbagliata ... SWISHH, la bacchetta di zio si abbattè sul mio sedere.
Istintivamente mi voltai portando le mani a massaggiare le natiche e SWISHH, un altro colpo si abbattè stavolta sulle mie coscie lateralmente.
Mi piegai in due dal dolore e zio continuò sul mio sedere..SWISHH, SWISHHH, SWISHH altre tre bacchettate.
Rimasi senza parole, stavo per piangere quando mia zia si alzò prendendmi per un braccio e mi fece sedere sulla sedia.
"Vedi Valeria, tutto questo lo stiamo facendo per il tuo bene. I tuoi mi hanno detto che hai bisogno di essere aiutata nello studio, che da sola sei ancora immatura per capire quando è ora di divertirsi e quando di studiare. Così visto che con le buone da te non si ottiene nulla, questo è il solo sistema per farti capire"
Dicendo queste parole guardò mio zio il quale si avvicinò verso di me, mi afferrò per un braccio e mi trascinò letteralmente verso la stalla.
"Assicurati che non urli troppo" disse zia "non voglio che i vicini la sentano lagnarsi".
Entrati nella stalla supplicai mio zio di lasciarmi stare "Ti prego zio, nooo, giuro che studierò tutto il giorno, noooo ti prego quello nooo, noooo la frusta del cavallo noo mpph".
Mentre lo supplicavo mi aveva infilato in bocca un fazzoletto per non farmi urlare.
Fui costretta a fare quello che mi ordinava: appoggiai le mani sul bordo di una panca di legno inarcando bene il mio sedere.
Molto lentamente iniziò ad accarezzarmi le cosce con il frustino ed infilandolo sotto il mio gonnellino a pieghe bianco tastava i miei glutei.
Fu un attimo: con due dita lo sbottonò e lo lasciò cadere ai miei piedi lasciandomi con i soli collant estivi ed il perizoma.
"Vedo con piacere che hai indossato un paio di minuscole mutandine.. meglio non dovrò toglierle!"
SWISHH, SWISHHH, SWISHH, SWISHH,SWISSH….SPACKKKK
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Una serie interminabile di colpi si abbattè sulle mie natiche facendomi piangere copiosamente, poi fu la volta delle cosce
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davanti e dietro
Non ne potevo più, poi quando stavo per avere una crisi isterica arrivò la zia
"Non vedi che così non sente niente? Devi togliere tutto, anche il collant!"
Così dicendo mi strappò in un solo colpo collant e perizoma abbassandoli fino alle caviglie.
"Ora devi ricominciare da capo! Muoviti che dopo preparo la cena!"
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Lo zio mi frustò per un'ora consecutiva, la campana della chiesa aveva suonato le sei e quando presi l'ultima frustata suonò le sette.
"Muoviti somara che devi aiutare la zia in cucina".
Mi rivestii e massaggiandomi le parti doloranti mi recai in casa dove mi attendeva un'altra sorpresa.
"Hai capito cara Valeria come funziona con noi? Ed ora a letto senza cena: SOMARA"
Per evitare altre frustate andai in camera mia a testa bassa senza fiatare.[/size:3rhmo5ux]
Complimenti!!!!!
Attendo con ansia il seguito, per il momento un grande GRAZIE a te e un abbraccio alla povera Valeria, non vorrei essere nei suoi panni con questi zii che sono più duri dei genitori.
Capitolo terzo: "Mia sorela Chiara"
...ahimè,venivo spesso sculacciata da mia madre e da mio padre.
Di solito venivo sculacciata a mano nuda sulle ginocchia di mia madre o sdraiata sul letto da mio padre.
Un brutto voto a scuola, una risposta sgarbata o una parolacciaerano i motivi che facevano consumare il solito rituale. Quando era ora che le prendessi, mia madre assumeva sempre la stessa posizione:
mia fissava in silenzio mordendosi il labbro inferiore e rimaneva in piedi con le mani sui fianchi.
Intanto batteva ritmicamente il piede sinistro sul pavimento.
Successivamente si sedeva su una sedia della cucina ed io dovevo inginocchiarmi poggiando la pancia sulle sue gambe ed esponendo le mie natiche denudate.
La cosa che mi umiliava maggiormente era che mia sorella assisteva interamente alla scena e mentre le prendevo ghignava a voce alta.
Chiara ha 3 anni meno di me e non le ha mai prese; certo è più ligia e rispoettosa di me, però non trovo giusto che debba compiacersi ogni volta che venivo e che vengo punita.
Un'altro episodio che ricordo con dolore è il giorno del 18° compleanno di Chiara.
Anche per lei fu organizzata una festa come la mia di tre anni prima.
Quel giorno non potei essere presente alla festa per un'esame all'università; arrivai solo verso sera quando stava terminando.
I miei genitori quel giorno rimasero in casa memori del disastro combinato da me ed i miei amici tre anni prima.Entrata in casa Chiara mi venne incontro per sapere come era andato l'esame, "Bene, 30 e lode!" risposi soddisfatta.
"Auguri sorellina, è andato tutto bene?" aggiunsi io.
Poi salutai gli invitati e Chiara mi disse:"Hai visto Vale? Noi non abbiamo combinato i disastri che avete combinato tre anni fa tu ed i tuoi amici. Così non farò la fine cha hai fatto tu. Ah!Ah!Ah!"
Naturalmente i suoi amici vollero sapere i dettagli e mia sorella spifferò tutto per filo e per segno.
Io infuriata la mandai a quel paese "Vaffanculo stronzetta!".
Nel frattempo entrò mia madre che sentì tutto; io intanto girai sui tacchi per dirigermi in camara mia.
"Cara signorina",iniziò mia madre,"chiedi subito scusa a tua sorella. Anche se hai 21 anni non hai diritto di risponderle così e soprattutto non hai ancora finito di prenderle, ricordatelo!"
"Chiedi subito scusa a Chiara ed ai suoi invitati! E' un ordine!"
"Come no!" risposi io salendo le scale senza voltarmi.
"Valeria! Fermati subito e torna qui a scusarti! Altrimenti ti riduco il sedere come due mesi fa, ricordi?"
Erano due mesi che non le prendevo più, di solito venivo sculacciata una volta la settimana ma ultimamente i castighi erano diminuiti.
Tuttavia quando le prendevo me le davano veramente secche che il sedere mi doleva anche per dieci giorni.
Tornando alla festa di mia sorella, quando fui in cima alle scale davanti alla porta di camera mia, udii mia madre da sotto che mi diceva:"Prepara il culetto tesoro che vengo a spolverarlo!"
Quando mi veniva dato questo ordine, dovevo andare in camera mia, denudarmi il sedere e chinarmi a novanta gradi sulle scrivania.
Poi arrivava mia madre con il battipanni e me le suonava almeno 50 volte.
Ma quella volta fù in pò diverso.
Ero in preda alla vergogna perchè gli amici di Chiara avevano sentuto tutto e fra poco mi avrebbero sentita piangere ed implorare "basta per favore".
Dopo dieci minuti circa arrivò Chiara con il battipanni insieme ad Ivan, il suo ragazzo.
"Vale, devo spolverarti io il culetto dato che mamma non ha tempo, inoltre lo sgarbo lo hai fatto a me rovinandomi la festa."
Io la mandai ancora a quel paese, ma stavolta si fece avanti Ivan che mi prese per i capelli costringendomi a novanta sulla scrivania.
Menbtre mi teneva ferma per i polsi, Chiara mi tolse la gonna e mi abbassò collant e mutandine fino alle caviglie.
Infine iniziò a battermi il sedere con il battipanni.
Chiara non aveva la foirza di mamma ed i colpi non mi facevano urlare come al solito.
Alla trentesima battipannata Ivan la fermò pretendendo di essere lui a proseguire: allora furono sì dolori e dolori atroci. Ora Chiara mi teneva ferma per i polsi, inoltre avevo le caviglie un pò bloccate da collant e mutandine abbassati; Ivan iniziò la sua sinfonia.
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff Spaff
avete mai preso 200 colpi di battipanni in meno di cinque minuti?
Non potevo urlare ma alla fine mi buttai sul letto in lacrime massaggiandomi i glutei.
Azz...meno male che sono fantasie...sta povera Valeria rischia la sopravvivenza!
Eheheh!
Non vorrei mai essere nei panni di Valeria in questa ultima situazione, la vergogna mi invaderebbe. Prenderle dalla sorellina e dal fidanzato di lei non lo reggerei proprio.
La mamma è veramente bastardella a dire il vero.
Grazie per i tuoi racconti.
[b:1geblyhq]Agy[/b:1geblyhq] intanto benvenuta...o almeno mi pare di capire che tu sia una lei...
Magari se ti presenti nella sezione apposita possiamo conoscerti meglio!
E così LUX ha un'ammiratrice eheheh!
Rigrazio TUTTE ma prorpio TUTTE.
Ammiratrici , Amiche, ecc ecc ecc ....
Vedo che ci sono "solo" donne che partecipano in modo continuativo al forum ultimamente.
La cosa è sicuramente più intrgante dal punto di vista di un maschietto, però mi piacerebbe che anche i maschietti come me commentassero di più...
a presto allora...
...è una questione di esercizio, Blue.
Io con il tempo sono riuscito a cambiare questa pigrizia mentale.
Poi c'è da considerare un altro fattore:
molti maschietti si annoiano a scrivere semplicemente e platonicamente sul forum per il solo gusto di farlo.
Molti vorrebbero qualcosa di più, magari cercano di usare questo canale come mezzo di conoscenza, poi quando vedono che non ce n'è x vari motivi lasciano perdere.
A me piace cmq conoscere persone "virtualmente" e discutere, scambiare idee opinioni.
E' un modo per arricchire la mia cultura; poi se viene anche la conoscenza dirretta meglio ancora, se no in ogni caso non ci ho perso nulla, anzi ho cmq guadagnato qualcosa di importante.
A presto.
Sono d'accordo con te, il forum è luogo di incontro e scambio di opinioni e pensieri ma non esclude che con alcune persone possa nascere la curiosità di incontrarsi, parlo anche di amicizie e basta.
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca