Ciao a tutti. continuano le avventure di Erica che da questo episodio entra nel vivo della saga con la "guerra delle sculacciate" un misto tra tante cose più una serie di omaggi a siti e film che non devono mancare nella collezione di ogni sculacciatore internettiano che si rispetti. Recuperate il Boia Rosso. Merita davvero. Al solito commentate...e alla prossima
SPANKOM
EPISODIO 6
SPANKING WAR
PROLOGO
Avvertenza: In questo episodio non comparirà Erica ma verranno introdotti altri personaggi. Da questo episodio in poi le parti che non riguarderanno Erica saranno scritte in terza persona.
Karen aveva un grosso problema. Non sapeva decidersi. La cosa valeva sia per i corsi del piano di studi che per il dvd per la serata con le amiche. Se ne stava lì di fronte agli scaffali pieni di titoli senza avere un ‘idea precisa. Oltre ai dubbi faceva anche un gran caldo e nonostante l’abito leggero, t shirt pantaloncini e scarpe da ginnastica due piccole macchie di sudore antiestetico si stavano ingrandendo sotto le ascelle.
Tenne le braccia lungo i fianchi. Karen odiava sudare, rovinava la sua pelle che mostrava già una notevole abbronzatura.
Occhi verdi risaltavano sulla superficie scura, un naso gentile e una bocca esile impreziosivano il tutto. La cornice era formata da lunghi capelli rossi. Una tinta che si era fatta di recente. C’era solo lei nel piccolo negozio nell’altrettanto piccola cittadina a poche centinaia di metri dal campus universitario.
Prese uno dei dvd e lesse il retro. Lo stava facendo quando una voce maschile la interruppe.
-Vuole un consiglio? Sono disposto a darglielo in cambio di un ‘informazione.
Lei si voltò trovandosi quasi addosso ad un ragazzo alto dinoccolato, indossava un impermeabile scuro. Occhiali in tinta, grandi quanto la faccia.
Lei sorrise anche se un po’ controvoglia.
-Puoi darmi del tu. Cosa ti fai credere che abbia bisogno di un aiuto.
Il tipo la guardò.
-Il fatto che da un bel po’ di minuti si agita senza sosta tra gli scaffali. Io so il film che fa per lei. Sono un esperto. Per me il cinema è vita. Sono convinto che è in grado di cambiare il mondo. Per me è stato così.
Karen rimise il dvd nella rastrelliera.
-Non ho tempo per queste sciocchezze. E poi so già cosa prendere…una commediola romantica…con cotte adolescenziali…le mie amiche riempiranno i fazzoletti.
Il tipo alzò la voce.
-Insisto. La mia è un offerta gentile. Non sprecarla. Questo è il mio modo buono di chiedere…-
Karen si impuntò.
-Adesso mi minacci. Vai al diavolo. E io che sto anche qui ad ascoltarti.
Il tipo tirò fuori le mani dalle tasche.
-Va bene. Allora sarò costretto a presentarti un amico. Lui le lingue le sa sciogliere. Vedi usa molto bene l’acido.
Karen indietreggiò e per poco non rovesciò uno di quei piccoli scaffali mobili che servono per le offerte speciali.
-Adesso basta. Guarda che chiamo la polizia. Devo smetterla di vestirmi così. Sono un magnete per voi maniaci sfigati.
Il tipo schioccò le dita e Karen vide l’ambiente intorno a lei mutare. Si ritrovò in una specie di sotterraneo medievale. C’era un braciere con dei ferri roventi e una piattaforma con un palo pieno di punte. Alcune di queste erano macchiate di rosso.
Più in là altri strumenti di tortura e catene che spuntavano dalle pareti. Karen si strinse. Aveva freddo e paura.
-Non è possibile…dove mi trovo.
La voce che sentì non era quella del tipo. Era più matura e crudele. Si voltò. Gridò nel vedere un uomo con indosso un cappuccio rosso. Aveva il petto scoperto e dei pantaloni scuri. Teneva una frusta in mano.
-Tu devi essere Karen. Sei colpevole di aver risposto male al mio padrone. Sarai punita. Io sono qui per questo. Dimenticavo…io sono il Boia Rosso.
Detto questo mosse la frusta verso di lei e la correggia in cuoio sembrava avere vita propria. Tagliò in due la maglietta scoprendo il reggiseno. Fece lo stesso con gli short lasciando la ragazza in mutandine.
Karen gridò ancora.
-Lasciami andare…ti dirò tutto…quello che vuoi…- Il Boia Rosso, preparando la frusta, disse.
-Io non sono qui per chiedere ma per punire.
Un altro colpo e saltò il reggiseno. Ancora uno e Karen si ritrovò nuda. Cercò di coprirsi le parti sensibili. Temeva i prossimi colpi. Quel cuoio terribile sulla nuda pelle. L’idea la terrorizzava.
-Ti prego…perché vuoi farmi del male.
Il boia rispose con una frustata. Karen si trovò il fianco segnato e sanguinante. Indietreggiò finendo sulla piattaforma.
Il boia disse.
-Hai scelto la rostra…
Karen senza capire come si ritrovò legata al palo. Le punte erano rientrate. Ma lo fecero solo per poco ad ogni giro di quella dannata piattaforma, una punta usciva ferendola in qualche parte del corpo. Usciva e rientrava lasciando una puntura dolorosa.
Ad ogni passaggio il boia incrementava il dolore frustando il suo corpo esposto. Frustò i seni e la passera che senza pelo si trovò segnata in più punti.
Karen chiuse gli occhi. Era solo un incubo. Quando li riaprì il dolore c’era ancora. Solo non era più alla mercè del boia. Era nel deposito della videoteca, ancora nuda e sanguinante. Accucciato vicino a lei il tipo con gli occhialoni.
-Ora sei disposta a rispondere alle mia domande. Se no ho molti amici da farti incontrare anche peggiori del Boia Rosso. Dopotutto lui è rimasto indietro alle torture anni settanta.
Karen terrorizzata.
-Cosa vuoi sapere?
Il tipo tirò fuori la foto di una ragazza. Era bionda capelli a caschetto. L’età di Karen.
Karen la guardò.
-Sandy…cosa vuoi da lei? Io non la vedo da un anno. Ha lasciato il campus senza dirmi niente. Non so dove sia. Davvero non lo so…ma perché torturami per chiedermi una cosa simile…perché non me l’ hai chiesto subito…io non so niente ma c’è una ragazza, che era sua amica che forse lo sa.
Le diede il nome, non poteva fare altrimenti se voleva che quell’incubo finisse.
Stava per svenire ma prima di farlo sentì il tipo dire.
-E tanto perché tu lo sappia mentre stai per svenire in un mondo di dolore, se avessi risposto subito non sarebbe stato divertente, non sarebbe stato pulp…e io sono Pulp Factor. Un corpo giovane e nudo tra le grinfie di un assassino sadico non ha una grande forza narrativa…è solo un espediente gratuito per interessare il pubblico.
Vedi io creo questi espedienti…io sono una banca dati vivente di tutto il trash, l’exploitation cinematografico…tu hai avuto un assaggio del mio potere…-
Si accorse che era svenuta. Si alzò e sbuffò.
-Non riesco mai a finire il dialogo…forse dovrei accorciarlo un po’. Con la prossima ragazza andrà meglio.
Scomparve dalla stanza lasciandosi dietro di se una povera Karen nuda e ferita, circondata da scatoloni di dvd e vecchie cassette, e ironia della sorte, una di quelle visibili recava il titolo il “Boia Rosso” un film italiano di tale Massimo Pupillo.
Due giorni dopo. L’ufficio era quello stretto e ingombro di scartoffie di Carrie Anderson, giovane detective privata. Erano le nove di mattina e l’unico suono che si sentiva ero lo scroscio di una doccia.
La porta che dava sul pianerottolo del palazzo dove abitava e lavorava, si aprì dall’esterno. Entrò un tipo con indosso un giaccone scuro e un berretto da montanaro. Aveva sotto il braccio un rotolo di fogli. Disse.
-Carrie…ci sei?
Sapeva che si stava facendo la doccia. Sapeva anche che a Carrie non importava se qualcuno entrava nel bagno mentre si lavava.
L’uomo prima bussò alla porta del piccolo cesso e poi la spinse in là. Carrie non si era accorta dell’intruso. Era impegnata a rilassarsi masturbandosi con l’aiuto dell’acqua scrosciante che lavava via il peccatuccio subito dopo che era staato commesso.
Carrie aveva un fisico da atleta. Sodo e muscoloso nei posti giusti. Era alta e slanciata. L’uomo si sedette sul water e guardò la scena. Carrie era girata dall’altra parte e poi il vetro del cubicolo di plastica si era appannato. Quando si voltò aveva le mani a livello della passera. Vide il tizio e chiuse l’acqua di colpo. Spostò la porta e uscì. Nuda e grondante. Prese un asciugamano e se lo mise sulla testa. Andò verso l’uomo ancora seduto e senza preavviso lo afferrò per il bavero e lo sollevò.
Lui passò dal vederle la vagina a fissare il soffitto. Carrie disse.
-Ottimo. La ricarica ha funzionato.
Lo sbatté in terra e prese un accappatoio.
-Basta così. Aspettami di là. Metti su un caffè e speriamo che tu abbia delle buone notizie.
Quando lo raggiunse nell’ufficio dove c’era anche un angolo cottura assai ridotto non si era certo vestita e anzi l’accappatoio era aperto sul davanti e le tette erano in bella mostra.
L’uomo riempì due tazzine. Ne passò una a Carrie. Lei disse.
-Avevi ragione. I miei poteri funzionano se vengono alimentati da un mix di esibizionismo, nel caso specifico io che mi masturbo davanti a e nudità. Se sono nuda è meglio.
L’uomo annuì.
-Non posso che essere d’accordo.
Carrie si chiuse l’accappatoio nascondendo il seno.
-Le pergamene di Geneticus. Hai scoperto qualcosa. Dov’è la fonte?
L’uomo sorseggiò il caffè.
-Qualcosa sta emergendo. Ho tradotto alcuni passaggi ed è venuto fuori che a redigere le pergamene è stato un antico ordine di monaci dediti sia alla battaglia contro le forze del male che alle punizioni corporali. A dire il vero lo pensavano che le due cose fossero collegate.
Carrie si sedette. Gambe larghe. Non riusciva a stare composta. L’accappatoio copriva il basso ventre ma l’uomo aveva materiale per l’immaginazione.
-Mi interessa la fonte. Geneticus ha già in mano due degli oggetti…e prima o poi scoprirà la mia nuova identità e verrà a riprendersi le pergamene. Anzi è probabile che abbia già sguinzagliato i suoi mostri per darmi la caccia. L’unica possibilità è trovare la fonte. Senza di quella gli oggetti non funzionano.
L’uomo riprese le pergamene.
-Tornerò a lavorarci sopra. Ci vediamo dopo. Chiamami se hai qualche intenzione esibizionista...-
Carrie lo spinse fuori dall’ufficio. Chiuse la porta e sospirò. C’era solo un lato positivo in questa vicenda, Geneticus brancolava nel buio come lei e non aveva le pergamene per illuminare la strada.
Continua…
Arcana
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca