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Cosa c'è per cena-Epilogo

Avviato da pink-up il 18/03/2007 alle 01:58

Cosa c'è per cena-Epilogo

pink-up (16 post, compleanno non disponibile)

La mattina dopo mi svegliai con un insolito borbottio al posto della sveglia.
Ero ovviamente a pancia sotto, ma quello che non mi aspettavo era Luca, perfettamente vestito, che mi aveva scostato lenzuola e coperte di dosso e ora era chinato sul mio sedere lasciato completamente in vista dalla camicia, che avevo tutta arrotolata alla vita.
-Sai mio povero, bellissimo, adorato culetto… non è che io ce l’avessi con te… affatto… è la tua padrona che è una testa dura, e io non so più che studiare per non strozzarla… tranne che suonargliele… e tu sei l’unico posto dove posso farlo… senza causarle danni perenni. Adesso sei tutto rosso, e mi dispiace, veramente, ma non ce l’ho con te, lo sai che ti voglio bene…-
-Luca! Lasciami! Non fare l’idiota!- strillai con la voce ancora roca dal sonno.
Lui per tutta risposta mi voltò sul letto, e sembrò indirizzarsi altrove… tra le mie cosce, per la precisione.
-E con te poi non ce l’avrei mai e poi mai, ciuffetto…con te proprio no…-
-Smettila!!!-
Lui non mi lasciava, così mi avventai letteralmente sui suoi jeans, slacciai i bottoni e tirai fuori il suo alter ego.
-Caro amico- annunciai – non è che io ce l’abbia proprio con te, ma il tuo padrone è una testa di cazzo, quindi grazie, è stato bello, ma io e te non ci vedremo mai più. Addio.-
E lo spinsi via.
Lo guardai offesa mentre lui si piegava dal ridere.
-Calma, calma… non traiamo conclusioni affrettate. Che mi dici dei tuoi doveri coniugali??-
Mi chiese divertito, appoggiandosi su un gomito.
-Che se ne possono andare a quel paese insieme a te. Oltre al danno pure la beffa…-
Lui si limitò a guardarmi finto-brutto e a sbuffare. Per poi sorridere di nuovo, malizioso
-Beh, ieri sera non la pensavi così… mentre mi imploravi…-
Yuppie-yu, era di buon umore quella mattina…a differenza di me, che stavo col culo in fiamme e nervosa pesta.
-Okay… ho una notizia buona e una brutta, quale vuoi per prima?-
-La buona, grazie.-
-La buona è che di là ci sono un cappuccino e tre cornetti con la crema, freschi freschi dal forno qua sotto, tutti per te…-
Dio, che angelo… avevo una fame nera…
-…visto che non hai cenato ieri sera.-
Sob, lo sapevo che avrebbe dovuto puntualizzare… e ricordarmi che la sera precedente, OLTRE a tutto il resto, ero rimasta pure senza cena, come una bambina disobbediente.
Nondimeno, avevo fame sul serio, quindi schizzai fuori dal letto ignorandolo e mi chiusi in bagno.
Luca mi raggiunse in cucina, dove avevo già attaccato il primo cornetto.
-Mmmm… non vuoi sapere qual è quella brutta?-
Diavolo, me n’ero scordata…
Sospirai
“Dai, tanto peggio di così… sto mangiando in piedi, te ne sei accorto o no???”
-E dammi sta notizia brutta…-
-Uhm, la tua punizione non è finita.- annunciò, scuro in volto.
-Come, no???- feci rabbiosa.
Tripla dannazione, non era abbastanza la battuta della sera prima??? Cosa voleva farmi, ancora?
-No. E se vuoi prendertela con qualcuno ringrazia Paolo, questa l’ha suggerita lui.-
Il sentirlo nominare Paolo mi calmò all’istante.
-E… sarebbe?-
-La signora dell’agenzia è in ferie per tutta la settimana, quindi, per scusarti, tu stamattina vieni in ufficio con me, fai le pulizie, e dopo metti a posto gli schedari…-
-Ma non ci penso proprio! Io-io ho il mio lavoro da fare!-
Lui si incupì ancora di più.
-Hai il tuo lavoro, è vero, ma ti sei presa una settimana di ferie dalla “Nasa”, se non sbaglio, aquila… così anche quei poveracci dei tuoi colleghi tireranno un po’ di fiato …e quindi farai esattamente quello che ti ho detto… per tutta la settimana.-
Mi stavo arrabbiando adesso, sul serio.
-I-Io non faccio le PULIZIE! I-Io sono un fisico NU-NU…- e balbettavo, mannaggia a me!
-Nucleare, seee…lo so. E mi stupisco sempre di quanto tu possa essere intelligente e al tempo stesso così poco sveglia. Adesso ascoltami bene: puoi essere un fisico nucleare o anche il presidente della repubblica per quello che mi interessa adesso, ma sei anche mia moglie, e ti dico che farai le pulizie in ufficio. Mi sono spiegato o il tuo sedere ha bisogno di un promemoria??-

Due ore dopo stavo finendo di passare lo straccio.
Paolo era arrivato in ufficio poco prima, e sotto lo sguardo implacabile di Luca mi ero scusata anche con lui.
-Non pensarci più, iena… ma continua a pulire, che te lo meriti!- aveva scherzato lui per alleggerire la situazione – Però adesso vieni un attimo di là, ho un problema col Sap che vorrei farti vedere.-
E mi aveva trascinato nel suo ufficio privato, lontano dalle grinfie di mio marito.
-Silvia…-fece poi –ieri ero veramente scocciato con te, devo essere sincero… ma quando se n’è andato da qua ho visto Luca proprio nero… spero che tu non te la sia vista troppo brutta.-
“Caro, adorabile Paolo… tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi vedersela brutta con quel tipo di là…”
-No, non ti preoccupare, è tutto a posto adesso.-
-Io scherzavo con la storia delle pulizie! E invece stamattina ti trovo qui e… Luca deve avermi preso alla lettera.-
-Va bene così, Paolo, sul serio…e mi dispiace infinitamente per il contratto con Armanni, veramente…-
-Ce la caviamo lo stesso, non ci pensare… non nego che sarebbe stato un bel colpo, tutto il sistema di controllo di qualità dei salumifici da rifare, ma… beh, sarà per la prossima volta. E quei due sono due palloni gonfiati, lo so io e lo sa anche Luca, nel caso non te l’abbia detto, e… la Tordoni è rimasta una gran vacca, tale e quale a com’era al liceo…-
aveva terminato strizzandomi l’occhio.
Io avrei voluto baciarlo.
E me ne andai a pulire il bagno col cuore più leggero.

Ma dopo un po’, intuii una certa agitazione in quei due…
Arrivò una strana telefonata e dopo li vidi guardarsi con facce perplesse.
Alla fine si chiusero nell’ufficio di Luca e ne uscirono solo mezz’ora dopo, mortalmente seri, e solo per rispondere all’interfono e dire al portiere dell’edificio che poteva far salire.
Luca mi rivolse uno sguardo preoccupato, poi andò ad aprire la porta.
“E chi dovrà mai arrivare…” pensai ridendo tra me e me “ c’è già il miglior fisico nucleare dell’INFN* che sta facendo le pulizie… manca solo Zichicchi a portar via la spazzatura…-
Stavo uscendo trascinandomi dietro il mocio sporco da lavare quando sulla porta apparvero Armanni e la moglie, lustri, tronfi e perfetti.
“ECCAZZO!” sbottai tra me e me. “Adesso no…adesso proprio no…”
Luca li fece accomodare nell’ufficio “di rappresentanza”, seguito da Paolo, e se non avevo proprio le traveggole per lo choc l’occhiata che il primo mi rivolse passandomi davanti significava inequivocabilente che dovevo seguirli anch’io… e due volte CAZZO!
Cercai con tutta la buona volontà di ignorare lo sguardo compiaciuto che la Tordoni lanciò a me e al mio abbigliamento –jeans, maglietta e coda ai capelli, tenuta da pulizie- ma non ero cieca, triplo cazzo!
Visto che le seggiole erano tutte occupate pensai che era opportuno fermarmi in piedi accanto alla porta.
-Sono stato davvero sorpreso quando mi ha chiamato stamattina, signor Armanni…- cominciò Luca.
-Le cose non si devono mai giudicare male al primo ostacolo, caro Antoni… avevo avuto un’ottima impressione di lei e della sua azienda quando ci siamo sentiti la settimana scorsa, e nonostante i… ehmm… malaugurati dissapori del pranzo di ieri, ho avuto modo di confermare la mia opinione parlando con lei nel pomeriggio.-
Il grand’uomo si lanciò in una drammatica pausa.
-Non è che io sia…tecnicamente scontento dello studio scientifico che mi ha seguito finora… ma sul piano umano, preferisco collaborare con qualcuno che vede le cose come le vedo io, e che capisce i miei sistemi.-
Altra pausa, mentre io stavo col cuore in mano e cercavo di mimetizzarmi con l’intonaco del muro.
Né Luca né Paolo si sognavano di interrompere il discorsetto, quindi, sapendo di avere l’attenzione che desiderava, Armanni continuò.
-Ne ho parlato con mia moglie, che è la mia insostituibile consigliera…- e le strinse amorevolmente la mano…
Cribbio, c’era da farsi venire il voltastomaco alla nauseante occhiata che gli restituì lei…
-e concordiamo sul fatto che oltre alla competenza, che ha dimostrato nelle proposte che mi ha fatto sui sistemi di lavoro, lei sia un uomo capace, di polso… esattamente quello che ci serve per i grossi cambiamenti che intendiamo fare negli stabilimenti… cambiamenti che sappiamo non saranno ben accetti né dai tecnici di produzione, né dalle maestranze.-
Di nuovo pausa, poi, inaspettato e perfetto, il colpo basso.
-E quindi, soprattutto all’inizio, sarà indispensabile un uomo in grado di far fronte con carattere a situazioni molto, molto spiacevoli…-
-Ecco, a proposito di situazioni spiacevoli… - iniziò Luca, e io tremai.
-…sono felice che ci sia qui mia moglie, che desiderava scusarsi per il comportamento di ieri.-
Si voltarono tutti verso di me.
“DANNAZIONE E DANNAZIONE… Luca, ti odio! E Gioia Tordoni, io ti ammazzerò… grandissima vigliacca, io LO SO che tutto questo è opera tua…”
Lei era lì che aspettava trionfante.
Avrei dato qualsiasi cosa per poterla mandare di nuovo a quel paese, ma non potevo non considerare la faccia speranzosa di Paolo, né lo sguardo perentorio di Luca, la mascella serrata.
Lo guardai a lungo, prima di decidermi…
“Mi stai chiedendo molto, lo sai, vero?”
“E tu dimostrami che hai davvero imparato la lezione, piccola, e fai quel che devi fare.”
Sentendomi una specie di martire, mi stampai uno schifoso sorrisetto sulla faccia e partii a denti stretti, rivolta ad Armanni.
-Sono molto spiacente per le incomprensioni di ieri, vorrei fare le mie più sentite scuse… a lei e alla sua signora.- conclusi, ormai viola.
-Tutto dimenticato, cara…- mi rispose LEI agitando una mano inanellata.
-E d’altra parte ci conosciamo da un pezzo… e sappiamo bene che sei sempre stata un po’ impulsiva, vero? Eeeh… ma l’età porta consiglio…-
“LA NOTTE, porta consiglio, idiota… e hai solo due anni più di me, stronza, non atteggiarti a dama vissuta…”
Ma riuscii –non so come- a inghiottire quella e le altre rispostacce che mi passavano per la mente e a restarmene zitta.
Evidentemente, quella notte mi aveva portato davvero consiglio… o più probabilmente un sedere infuocato che si faceva ancora sentire, come si facevano sentire gli occhi di Luca ancora fissi su di me, ad intimarmi di non sgarrare di una virgola.
La conversazione tra i quattro andò avanti per la sua strada, e io fortunatamente venni dimenticata nel mio angolino.
Alla fine Armanni e Luca sembravano amici di vecchia data.
Io lo osservavo divertita mio malgrado e pensavo a che grande manipolatore che era… non stupiva che io, povera ingenua, con lui non avessi avuto scampo dal primo momento.
Venuto il momento del commiato, tutti si alzarono in piedi e mi passarono davanti, diretti verso l’uscita.
Luca, ultimo della fila, mi passò un braccio intorno alla vita costringendomi a seguirli, e buttò là con splendida noncuranza
-Per festeggiare l’inizio della nostra collaborazione, io e Silvia saremmo molto lieti di avervi a cena da noi, una di queste sere… magari venerdì, se non avete impegni.-
Io andai a fuoco, e mi voltai furibonda verso di lui.
“Questo proprio no! Non osare!!”
Il maledetto mi ignorò e continuò tranquillamente
-Mia moglie è un’ottima cuoca, come può testimoniare Paolo, qua…- e l’altro ebete si affrettò a far sì con la testa – e le farebbe davvero un grande piacere avervi ospiti a casa nostra.-
Poi si voltò verso di me, in attesa, sfidandomi a contraddirlo.
-Io… Io…- partii in quarta, decisa a non dargliela vinta, per poi fermarmi… perché Luca aveva CASUALMENTE posato la mano sulla cintura dei pantaloni.
E per la prima volta in vita mia, pensai alle conseguenze di quello che stavo per fare… avvertii un improvviso, rinnovato bruciore alle natiche…e imprecando follemente dentro di me, sorrisi amabile
-…io OVVIAMENTE mi unisco all’invito.-
Dopo i saluti e altri convenevoli dei quali non sentii parola, perché mi rombavano le orecchie dalla rabbia, gli Armanni-Tordoni erano fuori.
-Questa me la paghi!- urlai a Luca non appena fu rientrato. E gli tirai in testa la prima cartella di fogli che mi trovai sottomano.
-Calmati.- avvertì lui.
-Embè??Che è successo adesso?? Abbiamo avuto il contratto…- Comparve anche Paolo, del tutto sconcertato. E si beccò il suo pure lui.
-Proprio te volevo!! Non potevi invitarli tu a casa tua se era proprio necessario, invece di mettere sempre me di mezzo??-
Luca tagliò corto
-Seee…e prima di apparecchiare dovevamo chiamare la disinfestazione…-
-E poi che cavolo era quella cazzo di uscita, che sono un’ottima cuoca??? Co-cosa volevi, farmi passare per una povera massaia?? I-io sono un fisico nu… nu-
-Nucleare, lo so, lo so…- terminò lui, e con uno -Scusaci un attimo- rivolto all’altro mi prese per mano, mi portò nel suo ufficio e chiuse la porta.
-Ora, Silvia, vediamo di capirci bene stavolta…-
-Un cazzo!- e afferrai un’altra cartella.
-Ma bene! Vedo che ti si è freddato il culetto… se insisti te lo scaldo di nuovo.- mi minacciò.
-Io sto solo sistemandoti lo schedario… come mi hai detto di fare – e lanciai, beccandolo proprio in faccia –Cos’è, non ti piace come lo faccio??-

SSCIAP!
-AAAiA!!!!-
Un secondo dopo Paolo compariva alla porta…
-Beh, che cavolo succede adesso?-
…e quello che succedeva ero io che piegata sulla scrivania prendevo cartellate sul sedere.
Luca alzò appena gli occhi, e non si fermò neppure
-Sto solo parlando con Silvia, Paolo, lo vedi da te…-
La mia faccia era rosso-pomodoro.
SCIAAP!
-AAAIIIIII!! Lasciami!-
Alla seconda cartellata in diretta l’idiota si permise di sghignazzare.
-Ah beh… d’accordo, ma secondo me ti ci vuole la Treccani completa, Luca, altro che quella cartellina…-
-Paolo vattene AFFA… - SSCIIIAPPP! -AAUUUU!! Smettila!!!-
-Oggi basta anche questa, ad ogni modo terrò presente il consiglio per il futuro.- conversò Luca come se niente fosse.
-Okay, vi lascio soli…- e se ne uscì come era entrato.
Dopo altre due “sculacciate”, dopo un “Basta ho capito!!” detto con occhi già lacrimosi, tolse la mano dalla mia schiena e mi lasciò alzare, e io scappai via strofinandomi il sedere.
Non ero mai stata tanto vigliacca in vita mia, quelle erano poco più che pacche affettuose… date sopra ai jeans –e per fortuna, considerato Paolo- ma il mio sedere era in condizioni veramente pietose, anche un alito di vento me lo faceva bruciare… e la cartellina che aveva usato non era di cartone come quelle che avevo tirato io, ma aveva la copertina di plastica rigida… ingiustizia delle ingiustizie!
-Allora testa calda, adesso riproviamo a parlare, d’accordo?-
-D’accordo…-
-Non ho potuto evitare di invitarli a cena, se lo aspettavano e lo hanno fatto capire chiaramente… e se tu avessi ascoltato te ne saresti resa conto. E considerate le condizioni di casa di Paolo non era il caso di invitarli da lui, lo sai…-
-Mi rendo conto che VOLEVANO la mia testa su un piatto d’argento.- sibilai.
-Questo può darsi…ma-
-E allora, dannazione, può darsi che tua moglie sia meno importante di un maledettissimo contratto??-
Lui si rabbuiò, e io feci tre passi indietro.
-Mia MOGLIE non morirà per l’infelicità suprema di avere due ospiti sgraditi a cena.- ringhiò.
-Se tu pensi VERAMENTE che io mi metterò a cucinare per te e quei due…-
Lui mi si avvicinò…pericolosamente… si chinò e mi sussurrò all’orecchio
-Ma tu cucinerai, tesoro… e sarai una perfetta padrona di casa… gentile ed educata… e filerà tutto liscio come l’olio…- mi posò una mano sul sedere e lo circondò con una carezza –perché se non lo fai… se qualcosa va storto e me lo fai apposta… dopo ti cucino io… A DOVERE.-
Cazzo, detta in questi termini non faceva una piega…

Sistemata la faccenda “cena”, Luca piazzò sulla scrivania un mucchio di cartelle e lanciò uno dei cuscini del divanetto dell’ingresso sulla seduta della poltrocina.
-Questi sono dati sui sistemi di qualità che vanno inseriti nel data-base. Buon lavoro.-
E uscì lasciandomi sola.
“Grazie tante” pensai, guardando sconsolata computer e poltrona.
Ma non sarebbe mai finito quel tormento??? E io che pensavo che quella mattina sarebbe stato tutto di nuovo a posto…
Mi misi al lavoro, un lavoro che-ci tengo a sottolineare- nel mio dipartimento facevamo fare ai borsisti e agli specializzandi…

Dopo un po’ entrò Paolo senza bussare e mi beccò in uno di quei momenti in cui, spazientita dal bruciore, mi alzavo strofinandomi e continuavo a battere sulla tastiera stando in piedi.
Quando alzai gli occhi lo trovai lì con una cartella rigida in mano a soppesarla e studiarla con un rispetto tutto nuovo…
Avvampai dalla vergogna
-Paolo vattene di là, fammi la cortesia…-
per poi scoppiare a ridere da sola mentre lui batteva la ritirata.

Dopo un’oretta Luca fece capolino dalla porta, sorridente come se nulla fosse successo.
-Vai alle Poste a pagare queste, piccola, così fai un giretto ti prendi una pausa…-
Mi mise in mano tre bollette, i soldi per pagare e poi si frugò nelle tasche per cercare le chiavi della macchina.
-Prendo l’autobus, grazie.-
-E perc…- iniziò lui, perplesso.
Mentre uscivo dall’ufficio lo sentii ridere.

In autobus, mentre raccoglievo consensi e sorrisi perché lasciavo il posto a sedere a tutte le vecchiette, pensavo a cosa cucinare per la cena di venerdì.
Non so perché ma il menù lo composi all’incontrario, partendo dal dolce.
Semifreddo in singole porzioni, nelle mie bellissime coppette di cristallo … ci voleva un bel gusto deciso, predominante… Caffè. Semifreddo al caffè.
Prima di pensare al secondo&contorno scesi dall’autobus ed entrai nella farmacia accanto alle Poste.
-Cosa le occorre, signora?-
-Guttalax. Due boccette, grazie.-



*-NdA: INSF, Istituto Nazionale Fisica Nucleare

Inviato il 18/03/2007 alle 01:58

davide24 (125 post, compleanno non disponibile)

veramente bello tutto il racconto dalla prima scena all'ultima,...... anzi no la penultima

Inviato il 18/03/2007 alle 21:31

Paura eh???

pink-up (16 post, compleanno non disponibile)

Devo esser stata troppo ermetica nel finale...
Questa -ultimissima, giuro!- parte è per te, davide, grazie per l'attenzione ^______^

************

Venerdì notte.
Gli Armanni Tordoni se ne erano finalmente andati, e il mio adorabile maritino, vedendomi stanca morta dalle fatiche della giornata, mi aveva spedita a letto finendo di pulire la cucina da solo.
Ma io non potevo certo mettermi a dormire… ero in fremente attesa.
Alla fine il momento arrivò, lui si infilò a letto, si girò verso di me
-Tu davvero non finisci mai di stupirmi…- fece con un curioso sorriso.
-Perché?- sorniona.
-Perché sei stata semplicemente splendida… la cena è stata perfetta, TU sei stata perfetta, e io sono dannatamente orgoglioso di te.-
“Sì!….” pensai “E’ andata… “
Poi prese ad accarezzarmi sotto le coperte.
-E quel vestitino nero dove lo tenevi?Liscio liscio e non troppo corto… proprio da mogliettina perbene… Peccato che quando ti muovevi ti scivolava tutto addosso… eri perversamente sexi e lo sapevi benissimo. Armanni a forza di guardarti avrà fatto imbestialire la moglie…-
“Siiiii…. Continua….Ancora…”
-E nonostante quella cretina le abbia tentate tutte per farti innervosire, tu ti sei comportata da vera signora. Sorridevi e facevi finta di niente, ed eri ancora più gentile di prima… e io non riuscivo a credere ai miei occhi!- terminò scoppiando a ridere.
-Pensavi che avrei combinato qualcosa all’ultimo momento, vero??-
-Mmmm, devo ammettere di sì…-
-Eeeehhhh…. Vedi, non mi conosci così bene come pensi…- sospirai e mi abbandonai al suo abbraccio, beata.
-Ti conosco abbastanza per capire quanto ti è costato, amore, e per sapere che sono in debito con te…-
E fece scivolare la mano tra le mie gambe
-…Molto… Molto…in debito…-
E con sublime delicatezza, dopo avermi accarezzata dalla testa ai piedi, dopo avermi coperta di baci adoranti e mordicchiata in tutti i posti in cui mi piaceva, posò la bocca proprio lì…
E mentre mi abbandonavo felice, pronta a godermi quella che –lo sapevo- sarebbe stata una lunga, accurata, notevole riconoscenza… pensavo

“Grazie, Gioia Tordoni, GRAZIE… non solo perché mi hai fatto fare una strepitosa figura con mio marito, quest’uomo meraviglioso che nonostante tutti i soldacci che hai sposato mi invidi ferocemente, e che se ne starà lì dov’è a farmi godere sette paradisi fino a che non gli dirò Grazie, può bastare, puoi anche scoparmi adesso
“… ma GRAZIE soprattutto perché mi hai insegnato una grande lezione… una lezione sul METODO…
“E quando, tra circa un’ora, comincerai a torcerti dai dolori per via delle trenta gocce di Guttalax che tu, e solo tu, vera, reale colpevole delle mie mille umiliazioni, hai avuto l’onore di avere col dolce… e quando poco dopo ti troverai seduta sul cesso a spurgarti di tutto il veleno che hai dentro da quando sei nata… e in nessun, ripeto, NESSUN modo potrai incolparmi di niente… e il mio qui presente sedere, accarezzato or ora da amorevoli mani, sarà passibile di ALCUNA conseguenza… perché ti ci voglio proprio a far sapere a LUI che hai cag..to tutta la notte come una disperata…
spero proprio tu non te la prenda. Si sa che prima o poi l’allievo supera il maestro…”

Inviato il 19/03/2007 alle 19:20

davide24 (125 post, compleanno non disponibile)

mica male sto finale

Inviato il 20/03/2007 alle 08:45

leone81 (47 post, compleanno non disponibile)

Ciao pink, posso pubblicare i tuoi splendidi racconti sul sito?
Fammi sapere.
Un saluto
leone

Inviato il 03/04/2007 alle 20:10

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

sama8779 (35 post, compleanno non disponibile)

Commento dicendo semplicemente che è in assoluto il miglior racconto che io abbia letto... Il mio preferito... Molto coinvolgente, carino e... Fantasia o meno... Sei riuscita a descrivere situazioni e pensieri davvero molto realistici...

"[...] -TU TI STAI DIVERTENDO!! SADICO BASTARDO FIGLIO DI…-
Luca mi lasciò di colpo [...]" E' una delle parti più belle, a mio avviso, anche se forse può passare in osservata...

Complimenti davvero...

...Giusto, dimenticavo... Ma sei davvero un Fisico nucleare???

Inviato il 18/01/2011 alle 13:53

Keith (9219 post, compleanno non disponibile)

Questo racconto me lo devo rileggere con calma, è passato parecchio tempo dalla sua pubblicazione, nel 2007... pink-up non si è più letta da queste parti... chissà se passa di qua le farà piacere l'apprezzamento.

ciao,
Keith

Inviato il 18/01/2011 alle 23:11

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

Tutta la serie di cosa c'è per cena è tra i primissimi racconti che ho letto al mio arrivo qui, o forse ci sono arrivata proprio da quelli tramite Google (ovviamente).
Sono davvero tra i migliori in ambito spanking, specie per me che non amo l'immagine di spankee stile Lolita lobotomizzata
Sama non sono proprio autobiografici, anch'io nei miei primi passi nel web faticavo a distinguere

Inviato il 19/01/2011 alle 10:08

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

kami87 (6 post, compleanno non disponibile)

Complimenti Pink-up, un racconto fantastico!
Da sempre il mio preferito, tanto che l'ho letto e riletto più di una volta!
Ah... Quanto vorrei vivere un'esperienza simile!!! (Non tutto tutto però )
Kami

Inviato il 10/02/2015 alle 17:44

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

Selina (460 post, compleanno non disponibile)

I racconti di Pink-up sono bellissimi, i miei preferiti. Non a caso ho scelto di farli leggere a Mauro non appena abbiamo iniziato a praticare.

Inviato il 14/02/2015 alle 15:40

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

I suoi racconti e quello di Carlito sono i primi che ho letto nel web
Purtroppo non ho più notizie di Pink-up da anni
Mi sono piaciuti perchè partono dalla motivazione-pretesto e sono scritti bene.

Inviato il 19/02/2015 alle 15:27

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

Selina (460 post, compleanno non disponibile)

Blue ha scritto:
Purtroppo non ho più notizie di Pink-up da anni
Mi sono piaciuti perchè partono dalla motivazione-pretesto e sono scritti bene.[/color]

Peccato, leggerei volentieri altri suoi racconti!

Inviato il 11/03/2015 alle 15:21

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

Pure io...

Inviato il 14/03/2015 alle 01:00

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

rifel (58 post, compleanno non disponibile)

Anche per me sono stati tra i primi letti, dopo quelli di rosaspina Per pura fortuna, oltretutto, dopo essermi iscritta ero andata a leggerne qualcuno a caso tra quelli vecchi ed ero capitata qui!

Inviato il 14/03/2015 alle 13:52

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

rifel ha scritto:
Anche per me sono stati tra i primi letti, dopo quelli di rosaspina Per pura fortuna, oltretutto, dopo essermi iscritta ero andata a leggerne qualcuno a caso tra quelli vecchi ed ero capitata qui!

Che onore

Inviato il 16/03/2015 alle 11:00

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

Eroise (400 post, compleanno non disponibile)

Mi sembra strano non aver mai commentato, anche se ormai è passato un po' da quando sono stati scritti (e l'autrice non leggerà di certo), però questa serie di racconti è stata davvero una delle mie preferite. Sono scritti davvero bene, con ironia, ma traspare anche molta dolcezza e sintonia fra i protagonisti

Inviato il 10/02/2016 alle 10:47

Re: Cosa c'è per cena-Epilogo

MissImprevedibile (97 post, compleanno non disponibile)

Assolutamente coinvolgenti, mi ero persa questi ultimi due.
Poco fa avevo letto i precedenti una seconda volta insieme al mio spanker, rappresentano molto tutto quello che mi piace dello spanking.
Peccato che l'autrice non scriva più!

Inviato il 11/02/2016 alle 15:58

Chi eravamo

Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.

Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.

Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.

Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.

Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.

Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.

Luca