“Sei una cretina, sei una cretina, sei una cretina”
continuavo a pensare.
Sarei stata disposta a metterlo per iscritto, firmarlo e farlo controfirmare da un notaio, se fosse bastato a togliermi da quella situazione impossibile e a far scomparire quell’espressione dalla faccia di Luca.
E se fossi potuta tornare un po’ indietro nel tempo…
Poi, in un lampo di rara sincerità introspettiva, mi apparve davanti agli occhi il ghigno idiota dell’ora-signora-Armanni, all’epoca tal Gioia Tordoni –Tordoni, signori miei, Tordoni…- e capii che anche tornando indietro mille volte non avrei mai, MAI saputo rinunciare a trattarla come avevo fatto.
Avevo tutta una serie di motivi per avercela con quella tizia, e quando me l’ero trovata davanti con quell’insopportabile aria di superiorità, solo perché era riuscita a farsi sposare dal suo datore di lavoro, un cinquantenne ricco sfondato, proprietario di svariati salumifici … ero semplicemente scoppiata.
Ora, a dirla tutta, sapevo già che era lei: una mia vecchia compagna di scuola a suo tempo mi aveva detto con chi si era sposata la Gioia Tordoni –o meglio, chi aveva accalappiato…- ma avevo fatto finta di non saperne nulla con Luca, che invece ovviamente aveva capito tutto al volo.
Annusando aria di guai, ma non potendo presentarsi al pranzo senza moglie al fianco, visto che era stata esplicita richiesta del Commendator Armanni, Luca si era raccomandato con me in sette lingue diverse, senza andare nello specifico ma facendo capire chiaramente che “sapeva”, e che nonostante tutto non voleva storie.
Avrei potuto trovare qualche scusa per non andare, certo.
Ma avevo mai abbandonato un campo di battaglia, io???
Così ero arrivata a quel pranzo praticamente col coltello a serramanico tra i denti, e alla prima, prevedibile provocazione della Tordoni, erano partiti i fuochi d’artificio.
E mai, neppure una volta, mi ero fermata a pensare quanto fosse importante quel contratto per Luca e la sua nuova azienda.
Quindi forse meritavo le sculacciate, la cinghia, e qualsiasi cosa avesse deciso di farmi.
-Quindi pensi che… non avrete il contratto?- chiesi d’impulso..
In fondo se non tutto andava a rotoli anche la mia situazione poteva essere rivista.
Lui diventò quasi viola, non sapevo davvero se stesse per mettersi a ridere o fosse lì lì per strozzarmi
-Tu scherzi col fuoco, ragazza.- fu alla fine la sua tetra uscita.
-No, te lo chiedo sul serio.-
Preoccupata delle conseguenze che avrei dovuto scontare, durante il pomeriggio l’astio per la Tordoni mi era completamente passato di mente, ma se ora lei pensava di vendicarsi di me a discapito degli affari di mio marito sarebbe dovuta passare sul mio cadavere…
-Dopo che hai insinuato per ben TRE volte che la moglie lo abbia accalappiato a furia di lavoretti sotto la scrivania, dimmi quale uomo mi affiderebbe una consulenza da cinquantamila euro…- sbottò lui tra i denti
-Non ho insinuato niente, lo so per certo.- ribattei testarda.
Ma non avevo considerato, distratta dai miei personali ragionamenti sulla mia nemesi, che la pazienza di Luca era già ridotta ad un filo sottilissimo quando era entrato dalla porta di casa.
-Adesso basta con questa storia!- esplose alzandosi di scatto dalla sedia.
Sobbalzai e cercai d’istinto di battere in ritirata verso il bagno, ma quando mi sentii afferrare per il braccio seppi di non avere più scampo.
-No! Luca, no!-
I provvedimenti, nei casi in cui gli facevo scappare la pazienza, erano rapidi e brutali.
In un attimo mi fece piegare, stretta dal suo braccio contro il fianco, uno strattone e i miei jeans erano alle ginocchia, un secondo dopo erano a terra.
I piedi scalciavano per aria.
Sbattei gli occhi fissando incredula il pavimento che mi ondeggiava davanti, sentii il freddo sulle cosce e poi
SCIAK!!!
la sua mano calò al centro del mio sedere, forte, una volta, due, tre.
-AAAUUUUUU!!!!!!-
-Basta, mi hai capito??-
Quattro, cinque, sei, una sopra all’altra.
-AAAUUUUU… sì, sì, basta, lo prometto, non parlo più…-
Mi rimise in piedi e mi tenne per il polso mentre tirava via una sedia dal tavolo e la posizionava a fianco del divano.
Io ebbi appena il tempo di lanciare uno sguardo preoccupato alla sua faccia, che non lasciava presagire niente di buono, prima di essere piazzata con forza a sedere sulla seggiola.
Mi scoccò un’occhiata tremenda, poi, ripensandoci, mi tirò di nuovo in piedi.
Io lo guardai spaesata.
-Giù le mutandine, signorina.-
Lo guardai ancora più spaesata.
-Subito! E non osare aprire bocca.-
Agli ordini di Luca dati in quel tono è caldamente consigliabile obbedire, quindi feci esattamente ciò che mi aveva detto, tirandomi le mutande già semi-calate alle ginocchia, dopodiché lui mi rimise deciso a sedere.
Fu solo quando le mie natiche nude e infuocate presero contatto con la seggiola, che mi resi conto della situazione, e sentii due lacrime tardive salirmi agli occhi.
Avrei potuto pensarci prima di tirarlo a dire, dannazione…
Inutile pensare che avesse finito con me, oh, no… lo conoscevo troppo bene per potermi permettere il lusso di pensare niente del genere.
Lui era ancora in piedi davanti a me, e quando alzai gli occhi lo vidi portare una mano alla cinta, slacciarsi la fibbia, sfilare la cintura, doppiarla… e posarla sul divano davanti ai miei occhi sgranati.
-Comincia a pensare a questo, invece che ai tuoi stupidi litigi.-
Tornò a sedersi a tavola, lo vidi iniziare a mangiare, e benché i suoi gesti tradissero la rabbia, mangiava di gusto.
Non per vantarmi, ma l’arrosto nonostante tutto era venuto proprio bene…
Riportai gli occhi sulla spesso serpente di cuoio davanti a me, e gemetti in silenzio.
Dannazione!
Io lo sapevo, lo sapevo dal primo momento, che tutta questa faccenda sarebbe finita con la sua cintura sul mio sedere, lo sapevo, e non ho fatto un cacchio per evitarlo!
Sono una cretina, sono una cretina, sono una cretina.
Non osare sai?
Vogliamo il continuoooooooooo
vero
continua... è delizioso
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca