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Tu sei mia.

Avviato da PrincessViolet il 01/10/2014 alle 14:03

Tu sei mia.

PrincessViolet (55 post, compleanno 9-9-1991)

Ciao a tutti, eccovi una prima storia. Vi premetto che ultimamente o molte fantasie che vanno oltre lo spanking, infatti questa storia oltre ad avere la classica sculacciata parla anche di fetish. In più mentre la scrivevo mi è venuta una seconda idea, infatti provvederò dopo a mettere il continuo alternativo. Spero vi piaccia e che apprezziate lo sforzo fatto nel migliorare il mio Italiano, che molti sanno non era dei migliori. Magari se c'è qualche errorino vi invito a pensare che sia un errore di battitura :p baciii..
Violet stava vivendo un periodo della sua vita un pò confuso. Sapeva bene che Sonne la amava, ma qualcosa non andava e anche se passavano molto tempo fisicamente insieme , la ragazza sentiva nell'aria sempre distanza e freddezza, doveva capire cosa non andasse. Un pomeriggio immersa nella tristezza, rabbia, paura ed ansia, decise di dover fare qualcosa di imminente e decisivo per avere una risposta. Di impulso pensò di prendere il suo cellulare e vedere se dietro a questa sua distanza ci fosse un' altra persona. Ma la sua idea si spense come era nata, dopotutto non era così stupida da lasciare un'eventuale conversazione sospetta sul telefono . Continuò a sforzare le sue meningi per ore ed infine arrivò ad una decisione. Prese il cellulare in mano e chiamò alla persona che Sonne odiava più di qualunque altro essere al mondo, Carla. Voleva farsi beccare da Sonne con lei e vedere la sua reazione, scoprire se la gelosia nei suoi confronti non si fosse spenta, se ancora l'amava e se era disposta a fare qualcosa per evitare un possibile ritorno con Carla e un allontanamento da lei. La conversazione finì con un saluto molto dolce e un" ci vediamo Sabato", Violet era molto contenta della buona riuscita del suo piano , ora doveva dirlo a Sonne e fare in modo di insospettirla ,in modo da farsi venire a cercare quella sera. Ma anche questo non le fu per niente difficile, Violet non sapeva mentire e Sonne la conosceva fin troppo bene per non riconoscere le sue bugie.
Il sabato arrivò, Violet cominciò dalla mattina a prepararsi per quella sera e tra capelli, vestiti, scarpe e trucco, ingigantì anche un pò le cose per rendere Sonne più sospettosa, aveva paura che in quei giorni le fosse passato di mente e che,quindi,non sarebbe più scesa a vedere cosa stava combinando. Sonne la guardò mentre scendeva le scale e con un filo di voce le disse "sei incantevole" poi cambiando espressione " sembra strano che tu ti sia preparata così solo per una cena tra amici". Violet arrossì "si, ma non volevo essere la classica ragazza sciatta. tutto qua" e le fece un sorriso, "Cercherò di non fare tardi, ciao". Uscì immediatamente di casa, il cuore le sembrava più leggero, stava andando tutto bene. Carla l'aspettava proprio fuori casa, salì in auto e cominciarono subito a parlare tranquillamente: "allora come stai? come mai questa decisione di uscire con me?", Carla non era sospettosa, a differenza di Sonne, anzi era molto tranquilla e si leggeva palesemente nelle sue parole la contentezza di vederla. "Mi andava semplicemente di vederti" Violet invece non era molto tranquilla e se Carla l'avesse conosciuta un pò in più ,avrebbe capito da subito che Violet voleva essere in qualunque altro posto furchè con lei. La loro conversazione continuò un pò sulla stessa linea. Carla non si lesinava nel mostrare la sua voglia di stare con lei mentre Violet pensava solo ed esclusivamente a Sonne, a volte non riusciva nemmeno a seguire ciò che le diceva l'altra ed era costretta a farselo ripetere. Dopo un' ora circa ecco finalmente il messaggio che aspettava (Siamo scesi, dove sei, vorrei venire a controllare che tutto vada bene, non so ma..) il messaggio fece impazzire il cuore di Violet, le sembrava che da un momento a l'altro le potesse uscire dal petto. Cosa doveva fare? fece qualche respiro profondo, cercò di calmarsi senza far capire nulla a Carla e infine le rispose. " va tutto bene non c'è bisogno che tu mi venga a controllare". Questa risposta però fece molto arrabbiare Sonne che immediatamente la chiamò. Violet si affrettò a scendere dalla macchina con una scusa e le rispose. La voce di Sonne era come al solito fredda, distante e molto dura, "se tu avessi la coscienza a posto Violet, mi diresti immediatamente dove sei, ma credo che tu e la tua coscienza non andiate nella stessa direzione, quindi ora ti ordino di dirmi dove sei e con chi". Violet non riusciva ad aprire bocca, era spaventata, cosa aveva fatto? e se avesse peggiorato le cose? se Sonne non avesse capito perchè lo aveva fatto?se l'avesse lasciata non se lo sarebbe mai perdonato, ora tutti i suoi piani le cadevano a pezzi uno ad uno e la stavano distruggendo dentro. "allora?" reclamò Sonne con un tono di voce più alto ed irritato. Violet scoppiò in lacrime. "scusa, scusa, scusa, ti prego scusa, volevo solo..." quasi singhiozzava. "Violet dimmi dove sei, cosa hai fatto, mi stò preoccupando." Nella sua voce si avvertiva l'ansia e Violet si sentì ancora più male e riagganciò. Carla scese dalla macchina sentendola piangere "hei, cosa è successo, va tutto bene?" e la abbraccio. " si va tutto bene, ma mi puoi riaccompagnare a casa ti prego, non mi sento bene". Carla la strinse "certo, ma sicura che va tutto bene?" Violet ancora in lacrime e con un filo di voce le ripetè che andava tutto bene. Così risalirono in macchina, Sonne continuava ininterrottamente a chiamare Violet che però non aveva il coraggio di risponderle e per calmarla le mandò un sms per dirle che stava tornando a casa e che andava tutto bene. Violet continuava a pensare che non avrebbe mai avuto il coraggio di affrontarla, cosa le avrebbe detto, ""volevo vedere se ancora mi amavi?", avrebbe solo peggiorato le cose e se Sonne non fosse più fidata di lei? mentre pensava non riusciva a smettere di piangere. Finalmente giunsero fuori casa, Carla spense l'auto e la guardò con occhi teneri e continuò a chiederle cosa fosse successo, ma Violet le dava sempre la stessa risposta, va tutto bene, non mi sento tanto bene. L'attimo più imbarazzante fu quando Carla provò a baciarla, Violet si arrabbiò molto e cominciò a sbraitarle contro, ma in quel preciso istante lo sportello si aprì:" ecco piccola screanzata, con chi eri, ma brava". Violet non poteva credere alle sue orecchie. Sonne la prese per un braccio, la sollevò di peso e la trascinò fuori dalla macchina. "Vai immediatamente in casa ,io e te faremo i conti dopo". Violet abbassò lo sguardo, salutò Carla con un cenno di capo e si diresse verso casa. Furono i 10 minuti più lunghi della sua vita, si sentiva disorientata in quella casa che sentiva sua, ogni cosa le sembrava diversa, la testa era piena di pensieri confusi e sentiva tanta paura. Salì in camera e si sedette sul letto aspettando Sonne. Non passò molto altro tempo, che senti la porta dell'entrata e subito dopo i suoi passi che salivano le scale, ogni passo era un battito di cuore forte, che rimbombava fino a farle tremare l'anima. Vide la maniglia scendere e infine la porta aprirsi, ogni gesto, ogni rumore, le sembrava tutto così lento ed infinito, voleva solo che tutto finisse, svegliarsi e rendersi conto che era solo stato un orrendo incubo e serena girarsi e stringersi tra le sue braccia. Ma appena vide il suo volto si rese conto che da quell'incubo non si sarebbe mai svegliata.
"allora? hai qualcosa da dire?" Violet abbassò lo sguardo "scusa" Sonne si avvicinò, la prese per le spalle "Scusa? solo questo sai dirmi? scusa? ma cosa cazzo ti è saltato in testa? come ti è venuto?" Violet scoppiò in lacrime mentre Sonne continuava a strattonarla "scusa, volevo.." non poté finire la frase che si ritrovò catapultata a terra in ginocchio. "Scusa volevi una bella sega ecco...Tu sei mia!! " aveva assunto quasi un tono sadico, alzò un piede e glielo posò sulla schiena, indossava un paio di scarpe con il tacco ed ogni volta che le ripeteva "tu sei mia" premeva il tacco nella pelle di Violet che non osava fare altro , oltre ad emettere un gemito di dolore . "spogliati...nuda" ,ormai Sonne aveva assunto la classica espressione che faceva capire a Violet che era nei guai e che c'era da prepararsi. Così la ragazza quasi tremante si alzò, tolse il vestitino nero che portava, sfilò le mutandine di pizzo anch'esse nere e infine sbottonò il reggiseno che le copriva quei piccoli seni ancora da bimba su quel corpo da donna. La guardò, aspettando nuovi comandi, ma Sonne era troppo immersa in quell'immagine, nella lentezza che la ragazza aveva impiegato per svestirsi. Così Violet prese l'iniziativa e si ringinocchiò a terra, fissava il pavimento ed aveva paura di quello che sarebbe accaduto, voleva scoppiare in lacrime ma non lo fece. Cominciò a fissarle i piedi che le sembravano così grandi, maestosi, qualcosa di incantevole, le sfilò le scarpe, e cominciò a massaggiarli, lo smalto rosso li rendeva così eccitanti ai suoi occhi ed involontariamente cominciò a baciarli, leccarli. La donna si meravigliò e quasi sobbalzò al contatto della lingua sui suoi piedi, la lingua le passava tra le dita con una lentezza sconcertante, in modo molto sensuale e si vedeva che entrambe cominciavano ad eccitarsi. "cosa pensi di ottenere così Violet?" la ragazza si bloccò, alzò la testa "nulla, cerco di ottenere il suo perdono, mi punisca la prego, voglio sentirmi sua" La donna fece un sorriso come per farle capire di essere soddisfatta di cosa le stava dicendo e di apprezzare la sua docile sottomissione. Si alzò e si allontanò dalla stanza, ma rientrò quasi immediatamente, Violet sapeva bene che era andata a prendere qualcosa della sua quasi infinita collezione di arnesi punitivi, ma non riusciva a scorgere cosa avesse tra le mani anche se si sforzava di coglierlo con lo sguardo. Ma la curiosità, se così si può chiamare quel sentimento frammisto alla paura che provava venne immediatamente appagato da Sonne che glielo poggiò quasi sotto il naso, era una lunga frusta comprata settimane prima alla decathlon nel reparto equitazione, la ragazza ebbe un deejavù che la riportò a quel giorno, al momento dell'acquisto e all'ansia provata al pensiero del giorno in cui lo avrebbe usato, ricordava che lì, in quel reparto, la donna lo aveva provato sulle sue mani ed in fine un colpo secco sul suo sedere, ricordava anche che le aveva fatto molto male nonostante fosse allora coperta dai pantaloncini di jeans e dalle mutande, questo pensiero la fece subito ritornare al presente, se quel colpo sferzato con indosso dei vestiti le aveva procurato un dolore così intenso non voleva neppure immaginare cosa sarebbe accaduto pochi secondo dopo, quando la donna lo avrebbe usato sul suo culo nudo, ma il pensiero che lei lo meritasse e che a darle era la donna che amava contemporaneamente la rilassava. Il primo colpo arrivò, la donna le diede il tempo di rendersi conto dell'oggetto con cui sarebbe stata punita, come una conoscenza tra i due. Il secondo colpo e anche il terzo e il quarto arrivarono, Violet cercava di rimanere immobile, ascoltando il rumore dell'aria che si tagliava quando il colpo le stava giungendo, immaginava la mano della donna che ripetutamente compiva quel gesto con tanta fermezza e severità, che infondeva in lei quasi un senso di tranquillità. I colpi però sembravano aumentare sempre di intensità e Violet ormai non riusciva più a restare ferma, cercava di vincolarsi, si aggrappava a Sonne come per chiedere perdono, ma riuscì solo ad infastidirla. "ora basta!!! devi stare buona" così alzo il piede e glielo poggiò sulla testa fino a schiacciarle il viso sul pavimento. Era così freddo, ed i brividi le invasero quel suo corpicino nudo, Violet riusciva a scorgere con la punta dell'occhio il viso di Sonne, che le appariva così maestosa da quella posizione, aveva la sensazione di essere diventata più piccola, piccola da poter essere calpestata con un piede. Sonne riprese subito a colpirla e Violet scoppiò in lacrime "scusa, ti prego...scusa." non riusciva neppure a parlare, l'aria sembrava mancarle, La donna si fermò posò il frustino accanto a lei e le fece una carezza sul sedere ricoperto da segni ben marcati gonfi e rossi, spostò il piede dalla testa di Violet e glielo poggiò vicino alle labbra come per ordinarle di baciarlo, la ragazza colse immediatamente l'ordine, le lacrime le rigavano il viso fino a cadere su i piedi di lei e Violet per paura di una reazione si affrettava a passarci la lingua. Sentì prendere qualcosa dal cassetto del comodino, non osava smettere di eseguire con la lingua il suo compito quindi lasciò che la curiosità non prendesse il sopravvento e aspettò che la donna lo usasse qualunque cosa fosse per scoprirlo. Non ci volle tanta attesa, che sentì le sue natiche aprirsi, e qualcosa entrare con foga nel suo buco, un gemito uscì dalla bocca di Violet che non poté fare a meno di smettere di leccare ma Sonne non sembrava infastidita della cosa, il suo pensiero era concentrato su altro per pensare che i suoi piedi non venivano più adorati. L'aria che le circondava cambiò immediatamente, da pesante e fredda passò ad essere rilassata e calda, i rumori che prima erano solo un vibrare dell'aria, ed un pianto straziato ora erano come magicamente divenuti un canto di due amanti in una notte di luna piena. La donna aiutò Violet ad alzarsi da terra, e per mano la condusse nel letto vicina a lei dove un istante dopo si aprì la porta che le condusse nel mondo del piacere.

Inviato il 01/10/2014 alle 14:03

Re: Tu sei mie.

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

Complimenti PrincessViolet, è un racconto che si legge tutto d'un fiato.
Secondo me sei migliorata moltissimo ma continua ad allenarti sull'italiano

Inviato il 02/10/2014 alle 00:58

Re: Tu sei mie.

PrincessViolet (55 post, compleanno 9-9-1991)

Grazie rosaspina. Ci stó lavorando, con le sonore sculacciate di lamia/sonne ahahahahahah

Inviato il 02/10/2014 alle 01:03

Re: Tu sei mie.

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

PrincessViolet ha scritto:
Grazie rosaspina. Ci stó lavorando, con le sonore sculacciate di lamia/sonne ahahahahahah

Ma perché "mie" al plurale? È voluto?
Ps. "Sto" scrivilo senza accento

Inviato il 02/10/2014 alle 09:35

Re: Tu sei mie.

PrincessViolet (55 post, compleanno 9-9-1991)

No, non è voluto. Ma non capisco perché mi sia uscito in entrambe le parti con la E finale e non so cambiarlo. Ne riesco a correggere errori di ortografia, che rileggendo ho fatto. Tipo la presentazione della storia ad una o manca un H.

Inviato il 02/10/2014 alle 11:04

Re: Tu sei mie.

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

PrincessViolet ha scritto:
No, non è voluto. Ma non capisco perché mi sia uscito in entrambe le parti con la E finale e non so cambiarlo. Ne riesco a correggere errori di ortografia, che rileggendo ho fatto. Tipo la presentazione della storia ad una o manca un H.

Non riesci a cambiarlo perché c'è un limite temporale per modificare i messaggi. Scaduto il tempo, possono farlo solo l'amministratore o i moderatori.

Inviato il 02/10/2014 alle 23:59

Re: Tu sei mia.

Blue (4456 post, compleanno non disponibile)

Fatto!
Un errore va bene, due volte in due thread diversi...solo lei poteva farli!

Inviato il 04/10/2014 alle 11:00

Re: Tu sei mia.

PrincessViolet (55 post, compleanno 9-9-1991)

....Mia madre quando mi ha fatto ha buttato lo stampo.( E aggiungo il pensiero che molto faranno leggendo questa cosa, meno male) ahahahaha. Comunque blue grazie per la tua pazienza :p.

Inviato il 04/10/2014 alle 12:09

Re: Tu sei mia.

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

PrincessViolet ha scritto:
Comunque blue grazie per la tua pazienza :p.

Sei fortunata che non sia una spanker

Inviato il 06/10/2014 alle 00:20

Re: Tu sei mia.

PrincessViolet (55 post, compleanno 9-9-1991)

In effetti, si Rosaspina

Inviato il 07/10/2014 alle 12:55

Re: Tu sei mia.

Rosaspina (3111 post, compleanno 29-11-1983)

PrincessViolet ha scritto:
In effetti, si Rosaspina

Inviato il 08/10/2014 alle 00:03

Chi eravamo

Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.

Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.

Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.

Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.

Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.

Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.

Luca