Eccomi qui con un nuovo racconto, come il primo mi sono ispirata ad un fatto realmente accaduto per poi sconfinare nelle mie fantasie....buon viaggio è guidate con prudenza ;-P
Giornata carica di nuvole gonfie, pronte ad esplodere in mille lacrime. La mia fronte è più increspata del mare a gennaio.
Quel senso d'inadeguatezza che mi pervade come l'odore insopportabile del gas di scarico di un tir in fila in tangenziale.
Devo fare qualcosa di piacevole, qualcosa che mi distragga, come quando da bambina per scacciare i terrificanti demoni li erotizzavo, li seducevo.
Cerco sul cellulare un sexy shop, sono in una città lontana e mi sento sfrontata.
Voglio qualcosa che sublimi il mio dolore che dall'anima lo faccia risalire sulla pelle per espellerlo, esorcizzarlo.
Il negozio è vicino alla strada in cui sono e dopo pochi minuti ecco l'ingresso sotto un piccolo porticato.
Entro decisa, il commesso solleva lo sguardo stupito, vede una ragazza dagli occhi verdi, felpone largo e leggins aderenti, aspetto da ragazzina, ma sguardo da dura, di chi sa cosa vuole e lo cerca proprio lì.
'Salve, vorrei dei frustini e affini, avete qualcosa?'
L'uomo si alza dalla seggiola e si dirige verso un angolo del negozio, 'prego, guardi pure' e mi indica la mercanzia.
Io passo in rassegna gli articoli, cerco il cuoio, pelle alla pelle polvere alla polvere.
Con le mie dita lunghe e sottili sfioro una lunga frusta intrecciata, il contatto è fatale, mi scende una lacrima.
'Giornata impegnativa?' Mi chiede sfiorandomi la spalla.
Mi asciugo brusca la traditrice con la manica e tirando su col naso gli rispondo che non sono fatti suoi.
Indietreggia un momento, poi mentre prendo in mano un frustino a forma di cuore per vederlo meglio, lui si avvicina al bancone e vedo di soppiatto che estrae qualcosa da un cassetto.
Mi passa dietro mentre fingo di guardare il prezzo dell'oggetto, apre la porta del negozio e appende un cartello. Poi si rimette a sedere sulla seggiola e mi guarda in silenzio.
Sento il suo sguardo, un calore mi pervade tutto il corpo, è riuscito a farmi arrossire.
'Se è indecisa sull'acquisto, ci sarebbe la possibilità di provare prima gli articoli, glielo consiglio vivamente per non rischiare di comprare qualcosa che non sia poi di suo gradimento'. Lo dice con la voce tranquilla, suadente, come un venditore di aspirapolvere a porta a porta che invita la casalinga di turno ad aspirare le briciole del tappeto per testare il prodotto.
Io ingoio la saliva, sono ad un bivio, come in quei giochi in cui il protagonista si trova davanti a due porte e deve scegliere come proseguire per non finire game over.
Appoggio lentamente quello che avevo in mano, una parte di me vorrebbe fuggire, scappare a gambe levate, un'altra parte vorrebbe dirgli: 'Ma come si permette!!?' E una terza abbandonarsi.
Vince la seconda: 'Ma come si permette! Si limiti a fare il suo mestiere lei!'
Lui mi guarda paziente come un pescatore che ha messo all'amo la sua migliore esca e sa, che per quanto il pesce sguisci via prima o poi cederà alle sue lusinghe.
'Lo conosco quello sguardo da dura' mi sussurra avvicinandosi 'hai bisogno di me e io sono qui per servirti, lascia che ti tolga via il dolore, quel velo di tristezza aggrappato alle tue sopracciglia aggrottate.'
Lo guardo bene per la prima volta, è pelato, la mascella importante, spalle larghe, mani grandi, occhi neri e profondi.
Mi tende la mano, 'Hai due opzioni' mi dice, 'o prendi una delle cose che hai visto e te ne vai senza pagare, oppure mi segui.'
Mi si annebbia la vista, troppe emozioni in una mattinata. Traballo sulle ginocchia.
Mi aggrappo alla sua mano capiente.
Chiude a chiave il negozio.
Mi porta in uno stanzino sul retro.
La luce è bassa e i miei sensi ci mettono un pò a definire i contorni delle cose.
C'è un lettino da massaggi al centro della stanza.
'Bene, ora sarai ubbidiente, perchè tutto quello che farò sarà per il tuo bene'
Annuisco.
Mi toglie i vestiti lasciandomi solo le mutandine.
'Sdraiati a pancia bassa' dice indicandomi il lettino.
Obbedisco, lui prende un cuscino e me lo mette sotto il bacino, poi mi sfiora le natiche con le dita, passando per il centro. Un brivido mi percorre la schiena nuda.
'Prima di provare gli attrezzi, ci vuole un pò di riscaldamento' afferma e inizia a sculacciarmi in un lento crescendo. Io non faccio uscire un verso, neanche quando lui mi sfila le mutandine e i colpi diventano impegnativi.
Mi accarezza il sedere e la schiena, poi i capelli, poi di nuovo il sedere.
Mi allarga un pò le gambe e mi passa la mano in mezzo sfiorando il forellino tremante.
'Rilassati ora perchè passiamo all'artiglieria pesante'
Io giro un pò il capo per vedere di cosa si tratta e riconosco il fratello del paddle in pelle che avevo visto tra le altre cose in negozio. È lungo e largo.
Mi fa mettere il sedere indietro portando il peso sulle ginocchia.
Mi accarezza con decisione e poi partono i colpi. Ora li sento tutti, ad ogni colpo il mio corpo ha una scossa. Dopo trenta mi sono spostata dalla collocazione originaria e mi ordina di alzarmi.
Mi fa chinare con le braccia lungo il lettino la schiena inarcata la guancia sinistra che preme sul supporto.
Tira fuori la frusta lunga che avevo adocchiato prima. Sento tutto il calore del mio essere viva e pulsante sul culo, lui sembra un pranoterapeuta che rimette in circolo le energie aggrovigliate.
Quando mi sposto per il dolore, mi ordina di riassumere la posizione e quando lo dice mi bagno ancora di più.
Dopo un paio di ore e parecchie dimostrazioni esco dal negozio come rinata.
In un sacchetto porto avvolto il mio cordone ombelicale.
Bel racconto Indisciplinata,
scritto con gusto ed emozionante, l'ambientazione del sexy-shop è un classico si direbbe...
ciao,
Keith
É poco professionale per un commerciante.
[quote="Indisciplinata":2e1b0ttv]
Complimenti Indisciplinata, un bel racconto Mi hanno colpito soprattutto le immagini che hai usato: denotano secondo me un bisogno ancestrale, una passione che va oltre la superficie e che accomuna molti di noi. Non c'è solo "il prenderle" ma qualcosa di profondo. L'ingresso al sexy-shop, luogo si può dire "misterioso" perché quella soglia non era stata mai varcata prima dalla protagonista (almeno così intuisco), assume un significato preciso, è l'ingresso in una dimensione che è dolore e cura al tempo stesso. Poi c'è la frusta-cordone ombelicale, quindi qualcosa che non si può strappare dal proprio essere. Nel momento in cui la protagonista la porta via con sé scatta l' accettazione, dopo la sculacciata arriva la serenità interiore. E il negoziante-guru diventa la guida necessaria per arrivare al termine del cammino, che è come l'inizio di una nuova vita. Non a caso il titolo è "Rinascita".
Grazie Rosaspina!
Mamma mia che super recensione!
In realtà la fanciulla c'era stata altre volte al sexy shop...ma per altro tipo di suppellettili.... Monella inside.... ;-P
Me l'ero perso giorni fa.. godibilissimo racconto, diverso dalle solite ambientazioni, brava!
Ma che brava!
[quote:34rn661s]
[quote:mir3me0x]
[quote:3nb9k588]
"Suppellettili" per definire i sex toys ancora mi mancava
ciao,
Keith[/quote:3nb9k588]
Ehehehe
[quote:3o27qjp5]
In realtà la fanciulla c'era stata altre volte al sexy shop...ma per altro tipo di suppellettili.... Monella inside.... ;-P[/quote:3o27qjp5]
Prego!
Morirò di curiosità pensando all'altro tipo di suppellettili!!! [/quote]
Potrei soddisfare la tua curiosità sotto il piumone (mi fa caldo solo a scriverlo ormai!)
Bello Bello , complimenti indi
Grazie Severino!
[quote="Indisciplinata":1iqaxhyd][quote:1iqaxhyd]
Anche questo mi era sfuggito. Bello davvero, mi piace molto come è stato scritto, le emozioni prendono davvero vita
Grazie Eroise
Davvero molto carino e scritto benissimo. Ti prende dall inizio alla fine. Complimenti
Racconto di 14 mesi fa, che già commentai.
Grazie Camilla mi fa piacere ti sia piaciuto
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca