Marta era stata avvertita. Tante volte Ricky le aveva detto che si comportava come una bambina, tante volte si era sentita dire che avrebbe meritato una bella sculacciata. E quel giorno l'aveva meritata davvero, l'aveva combinata grossa.
Aveva lasciato incustodita la moto nuova del suo amico. Con le chiavi inserite, ovviamente. Andava di fretta, come sempre. Era in ritardo per l'università, come sempre. Si era anche dimenticata di chiedere a Riccardo il permesso di prendere la sua moto... ma lui non era in casa e sua madre le aveva dato le chiavi senza fare nessuna obiezione... si sarebbe arrabbiato? Forse. Ma poi lei gli avrebbe fatto uno dei suoi sorrisoni, gli avrebbe scompigliato i capelli, e tutto sarebbe tornato a posto.
Oh, no. Non quella volta.
"Porca miseria. LA MOTO. L'hai combinata grossa. Cazzo."
Questo fu quello che pensò Marta non appena si accorse dell'assenza della moto di Riccardo davanti alla facoltà. Si sentì profondamente mortificata realizzando che era stata proprio lei a lasciare le chiavi inserite nel quadro. Un invito a nozze per qualsiasi malintenzionato.
Nel tragitto in autobus per tornare a casa la ragazza si era preparata un discorso molto commuovente pieno di bugie da rifilare al suo amico per farsi perdonare.
Scese dal mezzo e si diresse da Riccardo, che abitava pochi metri più avanti di lei. Ancora una volta le aprì la porta la madre dell'amico, e le disse che lui la stava aspettando in camera sua.
Marta assunse l'espressione da cucciolo bastonato che inteneriva sempre Riccardo e bussò.
"Avanti!" okay, il tono della voce era tranquillo. Ancora non sapeva della moto rubata. Marta decise di fare finta di niente.
"Hei Ricky! Com'è?" Domandò lei con la voce leggermente incrinata.
"Tutto bene, ho appena finito la tesi. Com'è andata oggi in facoltà?"
Si, sembrava decisamente tranquillo. Ma non aveva notato la sua espressione?? Doveva dirglielo. Doveva proprio dirglielo.
"La solita palla... senti, stamani ero in ritardo.. cioè poi c'era sciopero dell'autobus.. mio padre doveva portare mia sorella a scuola.. perchè poi stanotte il gatto è scappato e mamma è uscita cercarlo ed è cascata e non poteva camminare perchè si è fatta male al polso.."
ma chi voleva prendere in giro? stava solo peggiorando le cose... eppure continuò, con lui che la fissava impassibile: "cioè insomma io dovevo andare a lezione perchè fra poco ho l'ultimo esame e devo finire la tesi.. che io sai mica sono brava come te.." stava farneticando.
"Arriva al dunque, Marta. Che hai fatto?" la interruppe Riccardo, che iniziava ad innervosirsi.
"Ma nulla, Ricky! Cioè, non ho fatto nulla.. è solo che tua mamma mi ha visto in difficoltà e mi ha offerto di prenderla.. però sai com'è in facoltà c'è brutta gente... avranno visto che era nuova.. l'hanno rubata, la tua moto... non ho potuto fare niente.. mi dispiace Ricky ma te la ricompro.. cioè sai poteva andare peggio.. adesso ti accompagno a fare la denuncia se vuoi.." Marta aveva iniziato a piangere, nel disperato tentativo di lenire la rabbia che vedeva montare negli occhi di Riccardo.
Ma lui non disse niente. La prese per un braccio e la trascinò di corsa fino in garage. Lì finalmente la mollò. Lei non capiva che diavolo stesse facendo. Voleva forse rinchiuderla là sotto?
Quando tirò su il bandone gli occhi di Marta si illuminarono. La moto era lì, nuova, splendente. Era davanti a lei.
Solo allora Riccardo parlò:
"Non hai potuto fare niente? Non credi che avresti potuto ricordarti di togliere le chiavi dal quadro!? Mia madre ti ha offerto se volevi usarla?? Non sei forse venuta a chiedergliela con quella tua faccina da cane bastonato?
Se io non ti conoscessi non ti sarei corso dietro appena ho saputo che avevi preso la moto. Chiunque avrebbe potuto rubarla. Ma che cazzo hai nel cervello, Marta? Mi sono rotto di dover pagare le conseguenze della tua distrazione perenne.
Non impari mai. Sei una bambina e sai che non lo sopporto. Mi hai anche preso per il culo. "Sciopero dell'autobus?" Ma per favore. Inoltre, non avresti mai ammesso di aver lasciato le chiavi nel quadro. Non ti prendi mai le tue colpe."
Marta tentò di interromperlo più volte, ma lui era un fiume in piena di parole rabbiose ed iniziava a intimorirla davvero.
"Adesso ti insegno io ad accettare le conseguenze delle tue azioni." Continuò Riccardo: "Credo che tu sappia che cosa ti meriti, ed è proprio quello che stai per avere."
Si, Marta lo sapeva. Ma non voleva crederci.
Invece avrebbe dovuto, perchè vide che il suo migliore amico prese una vecchia sedia e la portò al centro della stanza, ci si sedette sopra e le disse di avvicinarsi. "Forza, svelta. E' per il tuo bene."
Lei non ebbe la forza di proferir parola. Sapeva cosa avrebbe dovuto fare: si avvicinò a Riccardo e si sdraiò sulle sue ginocchia. Con il sedere rivolto verso di lui, ovviamente. Sentì il vestito salire e le mutandine che venivano tirate in alto. Sentì le mani di lui sul suo sedere, sentì i colpi, il bruciore.
...
...
...
...
Il sedere di Marta implorava pietà, era rosso fuoco e bruciava tantissimo. La ragazza aveva il viso inondato di lacrime ed il labbro inferiore le doleva per quanto se l'era morso, nel vano tentativo di contenere le urla di dolore che ogni colpo le scatenava.
Ed era ancora lì, distesa sulle ginocchia di Riccardo, con il vestito arrotolato sui fianchi e le mutandine tirate su che erano diventate una striscia di stoffa bagnata ben incastrata nella fessura fra le sue natiche. Il sedere era vergognosamente esposto, completamente alla mercè delle mani inclementi di Riccardo.
Ricky, proprio lui. Ma chi l'avrebbe mai detto che aveva tutta quella potenza nelle mani? La stava sculacciando da almeno un quarto d'ora, i colpi si abbattevano sul didietro di Marta sempre con la stessa cadenza, sempre con la stessa forza, eppure ogni colpo faceva più male del precedente. Dopo i primi venti colpi la ragazza aveva iniziato ad implorare l'amico di smetterla, a piagnucolare che aveva capito la lezione, che le dispiaceva.. ma vedendo che lui rimaneva totalmente indifferente e continuava a sculacciarla con severità, Marta decise di lasciar perdere e si abbandonò completamente a lui, accettando quello che le stava capitando, mentre l'imbarazzo che provava per quella situazione cresceva sempre di più. Il suo viso era rosso quasi quanto il suo sedere. Lui la stava punendo come si punisce una bambina di 5 anni, sarebbe mai più riuscita a guardarlo in faccia? La loro amicizia sarebbe finita?
Ma non poteva soffermarsi su questi pensieri, doveva concentrarsi ad accogliere il dolore e prepararsi a quello successivo.
La sculacciata si interruppe, ma lei quasi non se ne accorse. Riccardo la fece alzare, ma le vietò di sistemarsi le mutandine. Anzi, gliele fece abbassare fino alle caviglie. Poi le disse di appoggiarsi alla moto, quella maledettissima moto, e di tenersi forte, perchè adesso le avrebbe fatto male.
Cosa? Perchè, finora avevano giocato a carte!? ANCORA PIU' MALE??
Marta iniziò a tremare per la paura, l'imbarazzo e l'eccitazione. Appoggiò i gomiti alla sella e divaricò leggermente le gambe per avere più stabilità. Si preparò ai colpi. Sentì l'amico armeggiare dietro di lei, ma non osò voltarsi.
Capì cosa aveva preso solo quando sentì la fitta di dolore graffiante provocata dal cuoio che sbatteva contro il suo sedere. Urlò con tutto il fiato che aveva nei polmoni.
Si prese dieci colpi di cinghia, poi lui riprese a sculacciarla con le mani. Non finiva più.
Ad un certo punto la guardò negli occhi ed ebbe pietà di quel viso distrutto dalle lacrime. si fermò, le rimise le mutandine e l'abbracciò.
"Mi dispiace averti fatto del male. L'ho fatto per te. Lo farò tutte le volte che ne avrai bisogno, da adesso in poi.
Stai bene?"
"Sto bene. Grazie.. per tutto." Rispose Marta, senza riuscire a sciogliersi dall'abbraccio. Si sentiva diversa. Si sentiva libera.
Complimenti guia!
bel racconto, situazione classica se vogliamo chiamarla così, e verosimile, scritto in un buon italiano, e poi... particolarità: è la prima volta che leggo di una motocicletta come "supporto" sculacciata ...sei stata anche originale!
ciao,
Keith
Brava guia, anche a me è piaciuto molto! Sei stata capace di rendere accattivante ogni scena, mentre si legge si ha l'impressione di "vedere" i luoghi e i personaggi. Apprezzo anche i dialoghi e il modo in cui hai saputo riportare le emozioni della protagonista. Concordo con Keith, è anche ben scritto!
Brava Guia,
Anche a me è piaciuto
Bellissimo racconto, mi è molto piaciuto
bello e naturale. vien voglia di saperne di più dei personaggi
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca