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Domenica(parte seconda)

Avviato da monellina737 il 12/10/2006 alle 11:09

Domenica(parte seconda)

monellina737 (15 post, compleanno non disponibile)

Domenica era stata una giornata pesante e dopo che Paolo mi diede la pastiglia mi addormentai profondamente.
Credo di aver avuto un sonno abbastanza agitato,avevo mille pensieri;quello sull’inevitabile punizione, invece, non ebbe un posto rilevante nella mia mente per molti giorni…certo! Ci pensavo, ma non ero nervosa o agitata, confidavo nella comprensione di mio fratello che, quella domenica, me l’aveva ampliamente dimostrata. Non pensai neanche per un attimo che se la potesse dimenticare o soprassedere all’evento, era troppo grave. Dovevo imparare la lezione…anche se ,credo, non dubitasse del fatto che l’avessi gia appresa!
Riuscimmo ad andare via di là il lunedì mattina, Paolo aveva dormito poco proprio per il mio malessere e facemmo entrambi un po’di fatica a carburare.
Comunque alle 13 eravamo a casa,avevo ancora un po’ di febbre…quindi dovevo riguardarmi,seriamente stavolta!
Non ci fu neanche bisogno che Paolo mi dicesse di rimanere 2 giorni a casa senza uscire…l’avevo compreso al volo…lungi da me aggravare la mia già precaria posizione!
Mia madre quella mattina aveva chiamato infinite volte,avevamo risposto a turno…eravamo gia esauriti. L’ultima di quelle chiamate fu proprio mentre eravamo fermi ad un bar,rispose Paolo:” Si,si sta bene Giorgia…ma ti pare che… ok lasciamo stare. Senti le hai fissato l’appuntamento dal medico?-sapeva benissimo quanto detestavo medici ed ospedali,ma non dissi nulla- oggi pomeriggio alle 16 e 30? Perfetto,dovrei riuscire ad accompagnarla…si si non dovrei,ce la faccio,va bene? Tranquilla!!!”
Quando mia madre ci si mette è uno stress,ma andava capita.
Ormai era tardi per fare colazione, Paolo mi propose qualcosa per il pranzo,presi un pezzettino di pizza bianca,giusto per prendere la pastiglia, naturalmente non fu entusiasta, ma lasciò stare.
Arrivati a casa mi misi al letto,avevo la pressione sotto terra,non volevo farmi vedere così.
Ma non dormii, mi riposai solo…tanto alle 16 dovevamo andare dal medico!!!
Uffa!! Non mi andava proprio, tanto ormai le diagnosi me le facevo da sola…mi diceva sempre le stesse cose: carenza di calcio,pressione bassa,prescrizioni di analisi(che tanto puntualmente non facevo!!)ecc…
Da ciò si evince che era una perdita di tempo andarci,ma non si può disubbidire agli ordini…almeno non sempre!
In macchina feci le mie considerazioni,anche sul fatto che potevo andarci benissimo da sola dal medico,diventai un po’ polemica:
“Paolo io ci vado dal medico, ma tanto che vuoi che faccia? È solo un raffreddore!!”
“Si, ma è il secondo in 2 settimane!”
“Ma dai, passerà presto…come l’altro”
“Poi con la tua medicina alternativa sicuramente. Adesso smettila di fare questi capricci,tanto sono inutili.. se continui è probabile che invece di portarti dal medico,ti porti dal pediatra.. è abituato ad avere a che fare con delle bimbe così!”
Ero diventata tutta rossa,avevo accusato il colpo…e lui se la rideva.. che bravo!
Mi prendeva sempre in giro, io facevo un po’ la sostenuta, ma in fondo non mi dispiaceva quel “trattamento”…era una bella complicità…non l’avrei mai voluta perdere!
Salendo nello studio del Dottore vedemmo tantissime persone anziane…ci avremmo fatto notte!!
Non mancò la mia frecciatina sul fatto che tra qualche anno anche lui si sarebbe ridotto così…anche se lo studio era al terzo piano ci misi un attimo ad arrivare!:-)
1 a 1.
In realtà facemmo subito, mi conosceva, mi fece le solite prescrizioni e via.

La sera a casa ricevemmo la “bella” notizia: eravamo stati tutti invitati al matrimonio di un parente…unico inconveniente: distava da noi 600 km!!!
Una rappresentanza della famiglia doveva andare,assolutamente, ma io ero convalescente, mio fratello altri impegni non li poteva spostare quindi rimanevano solo altri due componenti della famiglia!!! Una salvata di niente!! Come si fa a mettere un matrimonio di mercoledì!! Mah!!
L’indomani mattina sarebbero partiti presto, alle 6, non più tardi..”partenze intelligenti”.
Dopo cena mi andai a mettere sul divano, tutta rannicchiata.. faceva freddo o forse io sentivo freddo.. non so; mio fratello mi si avvicinò:
“ Piccola come ti senti? Non hai mangiato molt…..”
“Scusami,non ho molta fame, mi sento un pochino strana,sarò stanca, ma domani mangerò come si deve davvero!”
Diciamo che avevo messo le mani avanti, ma lui non era venuto per sgridarmi.. quel giorno non aveva solo chiuso un occhio…ma entrambi sulla questione “pasti”!!
“ é meglio se ti stendi sul letto,domani sarà una giornata intensa!”
Sorrideva ma sapevo cosa intendeva, ma non volli indagare ulteriormente altrimenti ci avrei pensato tutta la notte…la notte serve per dormire, non per pensare!!!

La mattina successiva mi svegliò con un bacio sulla fronte: “ Buongiorno pigrona. Rimani a casa oggi.. ubbidisci a tuo fratello qualche volta, non farmi preoccupare,intesi?”
Annui e aspettai che proseguisse:
“ Tornerò nella pausa pranzo, fatti trovare pronta”
A quel punto dovetti chiedere spiegazioni, non potevo fantasticare troppo:”
Paolo in che senso?”
“ Ora devo andare Bimba, ti ho lasciato una lettera sul tavolo leggila e fai la brava!”
Aveva preparato tutto nei minimi particolari…va bene che una punizione non dovrebbe essere data mai per rabbia, ma sempre per far comprendere realmente l’errore commesso,ma lui ci si era impegnato veramente tanto…mi aveva lasciato senza parole!
Forse perché era passato più tempo del solito,forse perché la mancanza era stata grave,riguardava l’educazione e la mia salute, forse perché si era preoccupato più che arrabbiato… fatto sta che questa punizione si presentava “diversa”;confidavo nel bene che mio fratello mi voleva ovviamente, ma non riuscivo a ragionare tranquillamente.
Andai a leggere la lettera…bene.
C’era scritto tutto quello che dovevo fare,come e quando…anche lui la notte non dorme!!
Dovevo indossare una gonnellina e una maglia( solitamente se la punizione non doveva essere data subito questa era la mia“tenuta”),dovevo scegliere due “strumenti” il terzo lo avrebbe scelto lui,una volta scelti dovevo scrivere due righe sul perché avevo fatto la scelta e decidere un minimo di colpi.
In più, come castigo, dovevo scrivere 50 volte, in bella calligrafia: “ devo imparare ad ubbidire”.
Non ricevevo un castigo del genere dalla prima elementare, mi venne da ridere, ma la situazione non era divertente.
Sarebbe stata difficile,soprattutto per il mio orgoglio; la punizione avveniva a “freddo” non ero presa dal turbinio di emozioni che scaturiscono dalla trasgressione,la sua scoperta e il provvedimento… non c’era nulla di tutto questo.
Era sicuramente mirata a farmi rendere conto che ogni azione ha delle conseguenze e come tali devo accettarle, rifletterci e assumermi le mie responsabilità! Come teoria ed interpretazione mi do 30, per la pratica avevo i miei dubbi!!!
La gonna e la maglia le trovai velocemente,entrambe di un tessuto molto morbido ed elastico per facilitare il procedimento.
La scelta degli strumenti fu ardua: dopo circa un’ora decisi: la spazzola e la mano, se quest’ultima non fosse andata bene avrei scelto il mestolo,dovevo essere previdente.
Scrissi che la spazzola l’avevo scelta perché rendeva bene la punizione,i colpi erano decisi e prendevano una larga superficie e poi , dato che era la “mia” punizione l’oggetto con cui mi veniva data doveva essere il mio.
Per la mano.. bè..un po’di difficoltà ci furono,non volevo scrivere troppo,non sapevo se andare sul personale o considerarlo come solo uno “strumento”. Scrissi che la mano mi dava tranquillità e anche se i colpi erano sostenuti riuscivo ad accettare maggiormente la punizione, mi sentivo protetta e solo in quel modo riuscivo piangere,perché realmente mi dispiaceva.
Fu difficile, era strano scrivere o pensare queste cose,dovevano rimanere personali, mie, ma volli andare più nello specifico…era pur sempre mio fratello che me le impartiva!
Di colpi ne stimai 60 come minimo…sapeva che mi avrebbe messo in difficoltà, non potevo metterne troppi o troppo pochi,dovevo cercare il giusto.
Mi misi anche ad eseguire il castigo delle 50 frasi ripetute in bella calligrafia.. non si sa quanti fogli avrò buttato!!
Questa preparazione mi aveva preso molto tempo e per mia fortuna Paolo ritardò un pochino; gli feci trovare tutto ordinato sul tavolo della cucina e io in salotto.
Appena entrò scattai in piedi,come un soldatino,ero molto molto tesa! Se ne rese conto:”
Piccola non vieni a salutarmi? Ti senti meglio oggi?hai fatto la brava?”
Le domande erano scandite bene,proprio volte a tranquillizzarmi. Gli dissi che era tutto in cucina, mi prese per mano e mi portò con lui.
“Bene, lo vedi che se vuoi sai essere brava? Possibile che dobbiamo sempre arrivare a queste conclusioni per far si che tu ubbidisca? Sei proprio una bimba…ora vedremo di rimediare, di rimetterti in riga,ti voglio bene ed è proprio per questo che sarò severo.”
Sapevo bene cosa intendeva,era severo ma giusto, non era per le punizioni frequenti, ma quando ce ne era la necessità era inflessibile. Dopo questa prima sgridata non potei che sentirmi piccola,l’ascoltai,ma ormai volevo solo che cominciasse per finire al più presto!
Lesse con cura i miei biglietti,sorrise quando lesse quello sulla mano e mi disse che andava bene, non lo dovevo cambiare;lesse anche le 50 frasi. Lui scelse il terzo strumento: sapeva bene che non poteva usare la cinta ne tanto meno era un oggetto che lui avrebbe utilizzato su di me… scelse il righello.
I colpi ne stimò più di 60: i primi 30 sulla gonna con il righello,i successivi 30 con la spazzola sulle mutandine e, a sua discrezione, quelli con la mano, abbassando l’ultimo indumento in questione. Io ascoltavo tutto con gli occhi bassi,mi tormentavo le mani,lo faceva apposta a parlare così tanto.. per prolungare l’attesa!!
Mi fece mettere in una posizione “impersonale” poggiata con le mani sul divano, sui cuscini con tutti i vestiti ancora al loro posto;
“ Questi sono per il gesto maleducato che hai commesso nei confronti di Eleonora, ma no perché sia lei, perché devi imparare a ragionare, a non essere impulsiva e soprattutto, anche se devi dire le cose come stanno sempre con la massima educazione” mentre parlava usava il righello, faceva delle pause più o meno lunghe in modo che potessi sentire sia il dolore(ancora molto lieve) che un po’ di vergogna.
Finiti i 30 colpi con il righello si passò alla spazzola e mi cambiò la posizione:ora la pancia era appoggiata sul bracciolo del divano…posizione veramente umiliante e credo anche scomoda per lui…gia non ero alta poi mi faceva anche sdraiare!!
Mi fece alzare la gonna,che fermai sopra i fianchi,e cominciarono le sculacciate con la spazzola, queste non furono seguite da commenti,furono molto energiche e le sentii bene, si sentivano solo i miei lamenti. Alle ultime 15 cominciai a muovermi e Paolo mi fermò la schiena e continuò sempre senza dire nulla…bruciavano tantissimo e non riuscivo a stare tranquilla.
Finiti anche questi, mi fece alzare si mise a sedere sul divano e mi fece cenno di mettermi sulle sue ginocchia. Mi lasciò riposare un momento mentre lui controllava la situazione,si era reso conto di essere stato molto duro,bastava che passasse una mano sulla pelle arrossata perché io mi contraessi.
“Allora, piccola, imparata la lezione? Mi sono astenuto dal fare i commenti perché tu sapevi per cosa erano quelle. Non puoi e non devi trascurati, lo sai che fai stare in pensiero molte persone così? Devi imparare ad ubbidire,se ti dico qualcosa lo dico per il tuo bene, ci hai pensato a questo? Non parlo tanto per farlo. Sono sicuro che queste sculacciate ti aiuteranno a riflettere meglio, erano necessarie a mio avviso. Ora anche se hai capito, conterai gli ultimi dieci colpi…sei pronta piccolina?”
Dissi di si, ma gia piangevo. Cominciai a contare,era lento,tranquillo e solo alla fine mi resi conto che non aveva tirato giù le mutandine. Mi fece alzare e sistemare. Mi abbracciò mentre piangevo ancora e mi disse:” Basta così,sei stata brava,veramente,stai diventando grande, ma credo che avrai bisogno di me ancora per un po’!”
Effettivamente si,diciamo che in quei casi era il mio “porto sicuro”, sicuramente ne avrei avuto ancora bisogno…la strada da percorrere era ancora lunga!

Inviato il 12/10/2006 alle 11:09

davide24 (125 post, compleanno non disponibile)

sempre + brava la mony

Inviato il 14/10/2006 alle 13:10

Chi eravamo

Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.

Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.

Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.

Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.

Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.

Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.

Luca