Il sito italiano sulle sculacciate.

Archivio del forum storico.

John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

Avviato da JuliaB il 20/09/2012 alle 21:54

John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

JuliaB (176 post, compleanno non disponibile)

John P. e la terapia psichiatrica
John P. disse un giorno di tanti, dopo aver parlato con l'ennesimo pazzo, che mi avrebbe volentieri sposata.
Risi. “Mi dispiace, sei arrivato tardi.” dissi. “Dovevi propormelo dieci anni fa.”
Era uno che scherzava un sacco, cosa alquanto strana per uno psichiatra.
Si capiva che era un gioco, ma da quel giorno non so per quale motivo cominciai a prenderlo in giro di mala maniera. Mi piaceva intimidirlo, godevo nel fare la parte della donna aggressiva, e lui a dire la verità è un uomo piuttosto timido. La nostra interazione durò soltanto 4 mesi, il tempo di capire che non ero fatta per la psichiatria, o essa per me.
Dieci anni prima mi piaceva un sacco, ma a luglio 2011, non poteva interessarmi di meno. Non mi sembrava altro che un uomo qualunque, e del resto lui non sapeva quanto fossi perversa, sarebbe stato difficile spiegare ad uno tutto quadrato la natura contorta della mia ossessione perversa.
Non so che vita avesse vissuto in quello spazio di tempo, forse come molti psichiatri, non aveva vissuto nessuna vita. Lo sentivo banale e ossequioso verso il capo. Capisco troppo bene il concetto di gerarchia, e capisco anche che sono una persona molto competitiva, una qualità che parecchi giudicano poco femminile.
Mi sentivo un po' cattiva a prenderlo in giro, ma godevo, tuttavia, della mia cattiveria, della mia superiorità. E così il gioco di schermaglie mentali continuava, con lui, a mio dire sempre più perdente.
Non ci posso fare niente, non sono una donna tutto zucchero e non riesco ad accettare la banalità, sebbene ammetto che John P è una brava persona e credo che con lui abbia esagerato.
“Senti un po'” gli feci un giorno di quel luglio interminabile durante una guardia al manicomio.
“Ma perchè hai fatto lo psichiatra? Ti piacciono i matti... o hai paura del sangue?”
Mi guardò con un sorriso traverso, più irritato che compiacente.
“Senti un po', ragazzina... a che devo questa tua animosità?”
Sorrisi. “Non chiamarmi ragazzina, sai che mi irrita. Sei tu che hai iniziato questo gioco, un mucchio di anni fa, non sto facendo altro che renderti pan per focaccia.”
“ Forse invece di parlare dovrei darti una lezione” Esclamò, con mia sorpresa, fingendo di essere serio.
“Perchè non lo fai allora?! Sai potrebbe essere una terapia migliore di quelle pillole malvagie che date ai pazienti!”
Stetti a guardarlo, per un attimo lungo un'ora. Forse non era poi così banale. L'attimo passò e non successe nulla.
“Allora?” Incalzai, sorridente. “solo chiacchiere, chiacchiere e chiacchiere... Sai, forse quello è l'unico modo in cui puoi vincere... e non mi dispiacerebbe se per una volta vincessi.”
Il suo volto era paonazzo come il giorno di dieci anni prima in cui gli avevo dichiarato che volevo uscire con lui.
Non se ne fece nulla.
Peccato. Per lui, dico.
Mi chiedo se fosse un po' gay, non ricordo di averlo mai visto con una donna.
Mi resi conto che il mio era un gioco perverso, e la fortuna volle che la settimana successiva ci dovessimo ritrovare insieme nella stessa stanza d'ospedale per 12 lunghe ore. Avevo completamente dimenticato che dovevo scrivere una relazione sulla signora Rossi. O forse avevo volutamente dimenticato il compito tedioso. Fatto sta che John P. mi interrogò sulla stesura del documento quel giovedì mattina alle otto appena entrata in reparto.
Sbadigliando assonnato mi fece, senza guardarmi negli occhi: “Allora, la relazione?”
“Relazione? Ancora non ho scritto nulla, John... Pensavo, potresti scriverla tu, visto che sei molto più bravo di me.” Gli feci io con un ampio sorriso.
“Come?!”_ Escamò irritato “Beh, puoi scriverla adesso dal momento che devi stare qui per le prossime 12 ore.”
“Ho da fare.” Dissi io, senza alzare lo sguardo da un libro che stavo leggendo. “Lo vedi questo? È un libro sull'ECG. Ho intenzione di leggerlo tutto.”
“Ah si? Vedremo se scrivi o no quella relazione prima che la guardia sia terminata.” Disse con sguardo severo. Cominciai ad avere l'impressione che quel gioco piacesse anche a lui.
“Che hai intenzione di fare? Dirlo al grande capo così mi fa una ramanzina?”
“Nulla affatto”_ disse lui_ “Credo di avere abbastanza autorità senza il gran capo come la chiami tu, vale a dire la prof.”
“Del resto”_ continuò_ “Non voglio metterti seriamente nei guai.”
“Grazie per la benevolenza, collega Boss.”_ Risi_ “è molto gradita.”
Passò la mattina dunque ed il pranzo, alle cinque circa il reparto era sgombro. Dopo cinque ricoveri e quattro interviste i malati erano chiusi a chiave nel reparto, gli infermieri in guardiola e noi nella nostra stanza. Ovviamente la relazione non era stata scritta.
“È ora che tu scriva quella dannata relazione, Julia” _ Mi fece a quel punto.
Ero comodamente seduta sulla sedia con le ruote, immersa nella lettura del mio libro, nemmeno feci lo sforzo di guardarlo in volto quando mi rivolse quelle parole.
“Andiamo” _intimò, la sua voce più aspra del solito.
Non mi mossi di un millimetro. Fu allora che sentii la sedia spostarsi. Senza più parlare mi spostò con tutta la sedia difronte al computer.
“Stiamo diventando piuttosto prepotenti.” Feci io, sorridendo.
Si chinò su di me per aprire Words, sentii il suo tiepido fiato sul collo. Mi strappò il libro dalle mani.
“Ridammelo!” _Dissi.
“Non se ne parla nemmeno.”_ Rispose lui calmo_ “Prima fai il tuo dovere.”
Guardai la pagina vuota sullo schermo. Non avevo nessuna intenzione di cedere.
Mi sgranchii le braccia sbadigliando.
“Avanti colleghina”_ Disse lui, con un florido sorriso_ “Ti compro un bel gelato se fai la brava.”
Il tempo passava ma io non capitolavo.
“Se non scrivi con le buone, lo farai con le cattive, sai a estremi mali...”
Ebbe un attimo di esitazione.
“Adesso te le suono”_ fece dopo quel lungo momento di esitazione.
“Ok, sto aspettando”_ feci io, che non credevo lo avrebbe mai fatto.
“L'hai voluto tu” _ disse_ “Quindi non lamentarti.”
Rimasi seduta ad aspettare. Lo vidi precipitarsi a serrare l'uscio con la chiave. Sentii i suoi passi avvicinarsi. Continuavo a fissare la pagina vuota. Questa volta ero io a non avere il coraggio di guardarlo negli occhi. Era dietro di me e si stava sfilando la cinta, il suono era inequivocabile.
Mi tirò su afferrandomi per la vita e spinse la sedia per aver più spazio.
Mi veniva da ridere e risi, ma era solo l'imbarazzo che prendeva strane forme. Mi tirò via il camice immacolato, avevo ora solo un vestito di cotone. Strinse il mio polso destro nella mano spingendomi a faccia sotto sulla scrivania, impugno la cinta di cuoio e partì il primo colpo.
Bruciava attraverso il cotone, ma non feci nemmeno un respiro. Mi colpì ancora senza esitazione.
“Allora la scrivi o no quella relazione?” non vedevo il suo volto, ma sentivo che sorrideva.
“No.” _risposi con un filo di voce. Non avevo certo voglia di urlare.
Colpì ancora, più duramente di prima. Gemetti piano -”Santo Dio! Piantala, fa male.”
“Ah si?”_ disse lui mentre sferrava altri quattro o cinque colpi.
“Basta!”_ Invocai, ansimando_ “Ho capito dannazione! Non vorrai mica ridurmi in lacrime!”
“Allora” _ Fece, schiarendosi la gola_ “La scrivi o no?”
“Ho detto di si! Bastardo!”_ esclamai.
“Questo è per il bastardo!” _Rispose con un ultimo colpo, e mi lasciò andare.
Mi ricomposi senza avere il coraggio di affrontare il suo sguardo. Non mi restava che scrivere quella dannata relazione sulla pazzia della signora Rossi.
“Non pensavo avessi le palle.”
Bofonchiai.
“Che hai detto?”
“Mi hai sentito.”
Julia B

Inviato il 20/09/2012 alle 21:54

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

Roby (829 post, compleanno non disponibile)

Bel racconto!

Inviato il 21/09/2012 alle 00:03

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

Keith (9219 post, compleanno non disponibile)

Brava Julia: raccontino originale e divertente
ciao,
Keith

Inviato il 21/09/2012 alle 23:08

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

JuliaB (176 post, compleanno non disponibile)

grazie per i complimenti!!!!

Inviato il 22/09/2012 alle 00:09

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

indomabile ribelle (633 post, compleanno 1982)

Bello, coinvolgente e ben scritto, brava!

Inviato il 22/09/2012 alle 21:57

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

JuliaB (176 post, compleanno non disponibile)

Grazie Indomabile!
A presto!

Inviato il 18/10/2012 alle 23:39

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

Lestat (334 post, compleanno 1-1-1976)

ma che bel racconto!

Inviato il 19/10/2012 alle 14:24

Re: John P. e la terapia psichiatrica (Julia B)

JuliaB (176 post, compleanno non disponibile)

Grazie!

Inviato il 15/11/2012 alle 20:22

Chi eravamo

Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.

Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.

Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.

Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.

Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.

Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.

Luca