...ci riprovo
anche se sembra non essere destinato perchè:
- il primo scritto l'ho scritto qui e per via del mouse l'ho cancellato prima che riuscissi ad inviarlo...
- il secondo lo volevo identico al primo, ma non mi ricordavo le parole che avevo usato...
- il terzo è un ex-novo che non riesco a finire perchè non mi stimola più... (e che tra un pò finisce nel cestino )
vi mando il quarto
sinceramnete non gli ho dato un titolo e pensandoci forse non è super fantastico come il primo che avevo scritto...
vabbè...
è pur sempre un regalo!
ed i regali si accettano per quello che sono!
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non siate severi
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Io in piedi, tu alla scrivania, credevo te ne fossi dimenticato visto il grande carico di lavoro in questi giorni…
Ero fuori, con un sms all’apparenza tranquillo, mi hai detto di salire fino al tuo studio, in un vecchio palazzo del XVII secolo, per poi andare a pranzo insieme, non lo facciamo da un po’…
La tua segretaria, come al solito, mi accoglie con un gran sorriso, e dopo avermi fatto entrare esce chiudendo la parta alle sue spalle, dicendo: “vado a mangiare qualcosa, il dottore mi ha detto che potevo uscire per pranzo oggi”.
Entro nel tuo ufficio raggiante, avevo proprio voglia di passare del tempo con te!
Io in piedi, tu alla scrivania, credevo te ne fossi dimenticato visto il grande carico di lavoro in questi giorni…
Non mi guardi, non mi vieni incontro, rimani seduto, la faccia tra le mani…
Credo qualcosa non va, mi avvicino… la mia mano nei tuoi capelli… le tue mani si posano sul rivestimento in pelle della scrivania…
Mi guardi pensieroso, tu ed i tuoi capelli non siete scomposti; mi guardi, ma è come se mi oltrepassassi, come se non mi vedessi, ma entrambi sappiamo a cosa stai pensando…
La mia bocca mostra il mio nervosismo, si arriccia e si schiude, so cosa vuol dire quel tuo sguardo trasognato, lo hai sempre quando pensi a come punirmi…
Trasognato non è la parola giusta… stai sognando come punirmi, ecco la parola corretta!
Ma non sarà un sogno, so come puoi essere severo con me…
I tuoi occhi fissano i miei, deglutisco, inutile parlare di altro, ci ho già provato, non verrai distratto da niente!
Con una lentezza snervate ti alzi, ti togli la giacca e ti sollevi le maniche della camicia… con le mani dietro la schiena cominci a scrutarmi “non sarò così morbido tesoro! Questa volta credo tu abbia bisogno di una bella lezione, ho fatto uscire la mia segretaria per non essere disturbato ed ho staccato il telefono! Abbiamo un sacco di tempo. Vediamo… ritardi, rispostacce, mancanze, non credo di aver scordato niente, che dici?”
Guardo a terra, fissando un immaginario sassolino che sto spostando con la punta del piede, mi sollevi il mento, e aspetti che io dica il resto. “il progetto” aggiungo. E tu, soddisfatto “ah, vero! Il progetto che non ha studiato come si deve”.
Continui a passeggiare fino al balcone, chiudi le tende, e mentre mi passi dietro mi sfiori il sedere… ma non mi colpisci, sospiro.
Prendi la sedia senza braccioli, rivestita di raso verde, la metti di fronte al balcone e ti sbatti due volte la mano sulle gambe, so che non ti piace ripeterti e vedendo che non sei nemmeno di tante parole oggi, mi giro e titubante mi avvicino a te, stanco della mia indolenza, mi prendi il polso e mi tiri verso di te, con lo stesso trasporto di quando vuoi baciarmi o hai voglia di fare l’amore, ma la tua occhiata è più dura, non ci sarà tenerezza, e non ci sarà delicatezza, la tua mano infierirà senza indulgenza…
Mi accarezzi lentamente, dicendomi quando sei deluso dal mio comportamento e che non è bello dover punire la propria donna come una bambina (ma sappiamo entrambi che non è così), visti i suoi infantili comportamenti e la sua mancanza di responsabilità! (forse però sappiamo entrambi che ci piace così il nostro rapporto… tant’è che non facciamo niente per cambiarlo!)
La ramanzina finisce, ma tu sembri voler temporeggiare, tentenni, ma lo so che lo fai apposta per non smorzare le tensione dell’attesa…
Il tuo braccio si alza, ma non colpisce, accarezza… il mio respiro continua a rimanere regolare, conosco il tuo modo di fare, vuoi goderti il momento, ti lascio fare!
Ma la punizione senza il solito preavviso comincia, mi cogli di sorpresa, la mano prima sola appoggiata sull’osso del mio bacino ora lo tiene con fermezza, onde evitare io possa abbandonare, se pur non volontariamente, la posizione (non è quello il tuo pensiero, sai che non lo farò, ma ti piace avere il controllo e la tua stretta si fa più decisa).
I colpi si susseguono a volte alternati, altre volte doppi o tripli, quasi a voler rimarcare le zone che non sono state colpite come avresti voluto.
Senza farmi alzare mi sollevi la gonna, poi ci ripensi “è più imbarazzante se te la faccio togliere, alzati, sbottonala e lasciala alle caviglie!”
Mi riposizioni sulle tue ginocchia, e con sarcasmo aggiungi “è leggermente arrossato, sono stato troppo delicato evidentemente”; riprendi vigorosamente a sculacciarmi, come se stessi cominciando adesso e le calze di nylon male attutiscono i colpi sempre più forti e abilmente centrati.
Mi mordo il labbro inferiore, e sposto leggermente una gamba, seccato dalla cosa mi colpisci più forte, non so nemmeno perché l’ho fatto, credo un movimento involontario mi risistemi e ricominci, il tempo passa, la tua mano è sempre più calda ed il mio sedere anche, il mio sesso quasi a voler spegnere quel fuoco s’inonda, ma la mia bocca rimane serrata e tu sembri non accorgerti di niente, fino a quando mi ordini di alzarmi e di far scendere le calze, ti alzi, facendomi passare un braccio sotto la pancia e costringendomi a rimanere a novanta gradi continui la tua opera, le ginocchia mi si piegano, il tuo braccio mi sorregge; “attenta a quello che fai! Rimani in posizione o sarà peggio!”
L’ultimo baluardo cade, i miei slip scendono inesorabilmente, chiudo gli occhi e il dolore penetra nuovamente il piacere, come l’acqua del mare la tua mano persevera nello sbattere sul mio culo, la sua spiaggia, e sono come riscaldata da un nuovo sole, la tua mano, dentro e fuori…
Il mio corpo non risponde più, non so se perché in balia del piacere o perché in balia del dolore, i muscoli si contraggono e si rilassano involontariamente, senza riuscire a controllarmi gemo, non so da quanto tempo mi stai punendo… il respiro si fa affannoso, il tuo braccio non mi regge e cado sulle ginocchia, le mie…
D’istinto alzo lo sguardo verso di te, che con le mani sui fianchi ed il sopracciglio sollevato mi esamini contrariato…
“Ero stato chiaro! Prenderò delle precauzioni per questo tuo comportamento! La punizione sarebbe finita a breve, ma a quanto pare abbiamo bisogno di un supplemento signorina!”
Torni a fissare fuori dal balcone, cerco di rialzarmi, il dolore procuratomi dalle tue forti mani è stato così intenso fa farmi tremare, respiro a fatica, ma con rabbia mi rialzo … (e nella mia testa una frase “lo stai facendo solo per orgoglio, rimani giù, non alzarti, per una volta capirà che non ce la fai!”) … ma il mio orgoglio è più forte, o è solo che non mi va di mostrare questa debolezza, o è che non mi va di deluderti?
Il motivo del mio rialzarmi passa in secondo piano, prima c’è altro, la fine della punizione, poi potrò pensare a ciò che voglio!
Ti volti e ti sorprendi di rivedermi in piedi, e mi sorridi ed il tuo sorriso ora è tenero, mi chiedi se voglio che continui, mi limito ad un cenno con la testa, sollevandomi il mento di rammenti che sarà dura, non rispondo alla tua provocazione, mi fai girare su me stessa e mi fai piegare sulla scrivania, le mani devono avere la stessa distanza che hanno le spalle, mi fai divaricare leggermente le gambe fino a quando gli indumenti alle caviglie lo permettono, giri intorno alla scrivania, ma sono troppo concentrata su di me per accorgermi che hai preso qualcosa…
Me ne accorgo solo al primo colpo, sobbalzo per la sorpresa, ma so di cosa si tratta, è quel righello che usi per i tuoi progetti, su per giù trenta/quaranta centimetri, in legno, non molto spesso, abbastanza flessibile, tanto da sferzare l’aria, mi chiedi di contare, sai che non lo farò… mi poggi una mano sulla schiena per costringermi ad inarcarla e tenendola ancora lì mi obblighi a star ferma, e cominci dicendomi “quando sentirò il numero trenta smetterò”, non do peso alle tue parole, sai che non conto mai…
Ma questa volta hai altro in mente, sei stato chiaro, è evidente il tuo volermi umiliare, e continui a colpirmi nonostante i lamenti anche dopo i trenta…
Ti fermi e con un sorriso sarcastico mi dici: “non ho sentito il trenta! continuerò fino a quanto non lo sentirò”, respiro profondamente, la tua mano non mi consente di modificare la mia posizione, sollevo una mano dalla scrivania e mi strofino gli occhi nell’atto di pensare. Innervosito sbatti pesantemente il righello sulla scrivania che si spezza…
“Troveremo un modo alternativo piccola, non temere!” mi dici beffardo, ma suonano al campanello…
Sistemandoti le maniche della camicia che avevi attentamente arrotolato sopra i gomiti all’inizio della punizione ti dirigi alla porta intimandomi di rimanere immobile!, mentre facendomi l’occhiolino mi indichi la cintura dei tuoi pantaloni…
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Gentilissima signorina Cattiva,
i regali si accettano sempre volentieri... Grazie.
Ho letto con interesse ed attenzione; a breve, se le aggrada, le invierò privatamente un commento sintetico.
Un cordiale saluto,
Che bello Cattiva, brava!
Però devi produrre il seguito, non puoi lasciarci in sospeso con quella cintura dei pantaloni che pende minacciosa sul tuo culetto...
Ma è tutto vero o è invenzione? Se è vero beata te!
E noi apprezziamo il regalo!
Anzi buon comple-forum!
Cattiva, certo che sono orgogliose queste spankee!
Grazie del regalo al forum Cattiva
In questi casi per festeggiare, e [i:1w9uq5d6]festeggiarti[/i:1w9uq5d6], alla grande ci vorrebbe un bel [i:1w9uq5d6]birthday spanking, io te lo auguro![/i:1w9uq5d6]
Riguardo al racconto, punizione a domicilio... sì, quello di lui!
Ho notato cura per la descrizione dell'ambiente e naturalmente delle tue emozioni, prima e durante, questo rende la storia vivida e spontanea.
ciao,
Keith
Intanto auguri per il tuo compleanno forumistico Questo è un regalo e come tale, come già detto da altri, va accettato. Il racconto è interessante, secondo me alterna momenti molto riusciti, con descrizioni vivide, ad altri più stereotipati... specie i dialoghi, secondo me stonano un po', ecco Io avrei evitato proprio il discorso diretto: essendo un racconto giocato molto su ciò che accade nella testa di lei e su ciò che si crea tra i due, in fondo i motivi dellla punizione e le parole di lui sono superflui.
Comunque peccato per il primo racconto, io avrei lanciato imprecazioni che mi avresti sentito anche tu...
un buon compleanno, a chi? a me!
un buon compleanno, a chi? a me!
un buon compleanno, a chi? a me!
è un anno che sono su questo forum...
[i:2x7w2h7m]azie a ttt[/i:2x7w2h7m]
E' uno dei tanti episodi con Bonolis-Laurenti in paradiso, spot Lavazza
ciao,
Keith
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca