“ UNA SERATA PARTICOLARE”
Questo è un racconto di pura fantasia, un rapporto tra moglie e marito, dove la moglie è la dominatrice assoluta ed il capo famiglia, io non sono sposato e quindi è solo una fantasia o un sogno, come preferite.
Steso sulle ginocchia di mia moglie, con i calzoni calati, aspetto che abbia inizio la mia solita sculacciata, non è una novità per me, ne ho prese tante, in questi 15 anni di matrimonio e ci sono abituato.
Mia moglie, fu molto chiara, quando le chiesi di sposarmi, avrebbe accettato ma ad una sola condizione, sarebbe stata lei a comandare e voleva assoluta carta bianca sulle eventuali punizioni da impartire, mi disse che anche lei era innamorata di me ed apprezzava molte mie doti, ma vedeva in me anche molti difetti da correggere e quindi sarebbe stata costretta a punirmi molto spesso, proprio perchè mi voleva bene, per il buon andamento della vita di coppia e per fare di me un uomo migliore.
Mi disse anche che alla minima ribellione, mi avrebbe lasciato e avrebbe chiesto il divorzio.
Io innamorato com'ero e come lo sono tuttora, naturalmente accettai subito, senza pensarci sopra e firmai una specie di contratto che la mia futura signora mi mise davanti.
E debbo dire che, nonostante ne abbia prese tante, ma davvero tante, in questi anni di matrimonio, non mi sono mai pentito della mia scelta, so di essere in buone mani e mi fido di mia moglie e so che quello che fa, è sempre giusto.
Un uomo, ha bisogno di una donna forte ed educatrice accanto, che assuma il controllo e la disciplina, io con lei, mi sento tranquillo, so che lei prende le decisioni giuste, anche se spesso mi manda a dormire con il sedere in fiamme e rosso come un pomodoro.
Sento le dita di mia moglie, infilarsi sotto l'elastico degli slip e sento scivolare le mutande, lungo le cosce.
Sento la sua mano posarsi sul mio sedere ed accarezzarlo, non ha nessuna fretta di iniziare, sa bene che non ho alcuna possibilità di sfuggire al mio castigo e gode nel tenermi così in attesa, sa bene che sto tremando dalla fifa e che vorrei che iniziasse e finisse presto.
Quando sento il primo ciaf sonoro, forte stamparsi sulla mia natica destra, ho un sussulto e non posso trattenere un grido:
“Buono, buono, lo sai di meritartele e quindi zitto e vedi di imparare la lezione” mi dice mia moglie, stampando un'altra sonora sculacciata sulla natica sinistra e così via, con una cadenza regolare, la mano di mia moglie si abbatte ora su una, ora sull'altra natica, sento il bruciore aumentare ad ogni colpo, ma mi guardo bene dal lamentarmi, non vorrei peggiorare la situazione.
Ogni tanto mia moglie si ferma, accarezza il mio sedere, per poi ricominciare con maggior forza ed intensità di prima.
I primi cinque minuti di solito, sono sopportabili, ma poi quando le sculacciate cominciano ad aumentare di forza ed intensità, diventa dura, molto dura da sopportare, tenendo conto che mia moglie, ha la mano pesante e molto resistente, è capace di sculacciarmi per mezz'ora senza fermarsi, senza nessun problema, sono io invece che ho problemi a sopportare punizioni così pesanti, ma non posso dire niente, è mia moglie ed ha tutto il diritto di punirmi, come meglio crede.
Come temevo la sculacciata, diventa estremamente pesante, la mano di mia moglie, si abbatte inesorabile sul mio didietro e non posso fare a meno di lamentarmi, però senza muovermi ed accettando la lezione, da bravo marito sottomesso.
Ci troviamo in camera da letto, mia moglie seduta su un pouff ai piedi del letto, di fronte a noi, appeso alla parete, c'è uno specchio, se giro la testa posso vedere la scena, molto umiliante per me, mia moglie mi sculaccia spesso in questa posizione, proprio per rendere ancora più umiliante e utile la punizione, in questo modo non solo sento il sedere scaldarsi, ma lo posso anche vedere diventare sempre più rosso, le mani di mia moglie lasciano delle impronte rosse indelebili e ben visibili.
Il viso di mia moglie, che vedo riflesso nello specchio, è stupendo, tranquillo e rilassato, nonostante l'impegno fisico richiesto dalla sculacciata sia notevole.
Se la sta godendo, ogni tanto si guarda, anche lei, nello specchio, soddisfatta di come procede la sculacciata.
Mia moglie è una bellissima donna, me ne innamorai subito, la prima volta che mi fu presentata ad una festa tra amici, alta ben strutturata, fisico atletico, avendo fatto molto sport, in gioventù, nuoto, pallavolo, tennis ed ancora adesso grande frequentatrice della palestra, per tenersi sempre in forma e potermele suonare di santa ragione all'occorrenza, capelli neri, occhi azzurri, sguardo intenso e severo, modi schietti e decisi, una grande donna, di cui potersi fidare ad occhi chiusi.
Mia moglie procede come una macchina, perfetta, precisa ed instancabile, chissà quanto durerà ancora, prevedo una durissima lezione, come non ne prendevo da tempo, io comincio a soffrire ai limiti della sopportazione, ma stringo i denti e mi rendo conto, come da parte di mia moglie non ci sia il minimo cedimento, il suo braccio continua ad alzarsi, bene in alto e la sua mano continua ad abbattersi sul mio didietro, ormai paonazzo, rendendolo incandescente.
Chiedere scusa, promettere di comportarsi meglio? Potrebbe essere rischioso e sortire l'effetto contrario, facendola arrabbiare ancora di più, meglio stare zitto e buscare, del resto mia moglie ha tutto il diritto di suonarmele e di punirmi, come , quando e quanto le pare.
Che donna, l'ammiro veramente, anche se la temo, non smetterò mai di amarla.
Finalmente sento la mano di mia moglie accarezzare il mio sedere rovente, che sollievo, è piacevole sentire quella mano calda pure lei, che mi accarezza, speriamo che sia finita, non ne posso proprio più.
“Allora, maritino cominciamo a ragionare?”
“Sì tesoro, ti chiedo scusa, mi sono comportato male”
“Bene, vedo che le mie sculacciate, ti hanno fatto bene, ma non penserai di cavartela con quattro pacche sul culetto, come un bimbetto capriccioso e no mio caro, ci vuole ben altro con te, ci vuole una lezione memorabile, che tu te la possa ricordare, per molto tempo, ma molto, non sei d'accordo tesoro?”
“Sì mia cara, hai ragione tu, come al solito”
“Bene, vedo che il periodo di grande disciplina che ho instaurato in questi ultimi giorni, comincia a dare i suoi frutti, è così, lo sai meglio di me, con voi uomini, non c'è altro sistema che ungervi di botte e quando sembra di avervene date abbastanza, ricominciare da capo, è l'unico modo per avere la vostra attenzione e la vostra obbedienza” “Ora alzati e vai in castigo nell'angolo, ti concedo qualche minuto di riposo, mentre vado a prendere gli attrezzi necessari per continuare la nostra lezione, lascia i calzoni calati e non ti toccare il sedere, voglio che bruci, lo devi sentire bene, altrimenti che punizione sarebbe”
Obbedisco e che altro potrei fare e vado nell'angolo in castigo, le mani sopra la testa ed i calzoni sempre calati, il sedere è in fiamme, mi vedo riflesso nello specchio, il mio didietro sembra un pomodoro maturo, rosso, quasi lucido e non sto a dire quanto brucia.
Mia moglie intanto è uscita dalla stanza, chissà cosa altro avrà in mente.
Quando la sento rientrare non ho il coraggio di guardare, sento solo che ha buttato qualcosa sul letto, spero non sia quello che temo.
La sento tornare verso di me, sento di nuovo le sue mani accarezzare il mio sedere e poi ancora una decina di sculacciate che si stampano sulle mie natiche, forti e secche.
“Ora voglio che ti togli i vestiti, tutti ti voglio nudo completamente e veloce, non vogliamo far raffreddare questo bel culetto, non è vero?”
Mentre obbedisco vedo mia moglie sistemare i due cuscini al centro del letto, uno sopra l'altro.
“Forza adesso vieni qui e stenditi sul letto, con la pancia sopra ai cuscini, voglio il tuo sederino bene in alto”
Obbedisco e vedo posati sul letto, un cucchiaio di legno da cucina, ed un battipanni di vimini.
Mi stendo sul letto come ordinato, mia moglie si inginocchia accanto a me, sul letto e prende il cucchiaio di legno, me lo fa vedere.
“Ti ricordi di questo, tesoro lo abbiamo comprato la scorsa domenica a quella fiera dell'artigianato e non ho ancora avuto la possibilità ed il piacere di provarlo, quale migliore occasione, non trovi, non sei ansioso di sentire che effetto possa fare sulle tue chiappe, vedrai sarà eccitante”.
Il primo colpo è terribile, vedo le stelle e poi un altro colpo ed un altro ancora, sempre più forte, non so come riuscirò a sopportare una simile punizione, mi prendo una ventina di colpi, in rapida successione.
“Che te ne pare, maritino? A me sembra molto efficace, il tuo sedere, è diventato molto più rosso di prima”
“Eccome”, dico io, con un filo di voce.
“Non mi sembri poi così entusiasta, eppure io ci ho messo il massimo impegno, forse dovrò aumentare un po' la dose” dice mia moglie, scoppiando in una risata e ricominciando a picchiare, come solo lei sa fare.
Poi finalmente la vedo alzarsi da letto, fare il giro e prendere il temutissimo battipanni.
“Ed ora, mio caro maritino, il tocco finale, ti voglio battere come un tappeto, una bella spolverata al fondo schiena, con il caro vecchio classico battipanni, oggi non è molto usato, un po' dimenticato nelle soffitte, ma io lo sai che ne ho una bella collezione, di tutti i tipi, forme e materiali, oggi sono andata sul classico battipanni in vimini, come puoi vedere. Lo usavo sempre con i miei tre fratelli, era dura farli rigare dritto, ma io mi facevo rispettare, te lo ho raccontato spesso, mia madre non era mai in casa, per via del suo lavoro e così aveva lasciato a me, il compito di prendermi cura dell'educazione dei fratelli, quante gliene davo e poi li mettevo in castigo negli angoli in cucina, così quando mia madre tornava a casa, li trovava con i pantaloni calati ed il sedere rosso rosso.
Ma ora tutte le mie energie le riservo per te, mio caro, dovresti essermi riconoscente per questo, lo sai quanto ti voglio bene, i miei fratelli ormai sono sposati, li ho fatto sposare tutti e tre, con delle mie amiche, educatrici, pure loro e quindi hanno chi si prende cura dei loro sederini e a quanto mi raccontano, quando li sento al telefono, sono sottoposti ad una rigidissima educazione domestica. Ma non siamo qui per chiacchierare, ma è l'ora di iniziare la sculacciata con il battipanni”
Ed ecco il primo colpo, preciso, forte, sono costretto a fare appello alle poche risorse che mi sono rimaste, per sopportare, una simile battitura, una sculacciata che sembra non finire mai, dopo una lunghissima sequenza di colpi, molto forti ed energici, finalmente mia moglie butta il battipanni sul letto accanto a me, si siede vicino al mio fondo schiena ed inizia ad accarezzarlo.
“Bravo maritino, vedo che hai sopportato bene e senza lamentarti troppo, la mia punizione, del resto sapevi bene di meritarla e lo sai che se ti do tante botte è proprio, perchè ti voglio bene, ma ora non ti preoccupare è finita, voglio solo concludere con una piccola sorpresa, non ti muovere, torno subito, solo pochi minuti, ti sorprenderò vedrai”.
Passano alcuni minuti, che mi sembrano un eternità, non vedo l'ora che finisca, questa lezione.
“Eccomi qui, amore, non ci ho messo molto vero?Voglio solo darti il tocco finale, una bella ripassata, per toglierti le pieghe”
Mi giro a guardare mia moglie e la vedo con in mano un ferro da stiro, mio Dio non mi vorrà mica stirare, non potrei sopportare una cosa del genere.
“Non ti preoccupare, è appena caldo, ho inserito la spina nella presa per pochi minuti, solo per scaldarlo, non ho intenzione di ustionarti le chiappe, altrimenti poi, come potrei sculacciarle, ti pare ed io ti voglio sculacciare sempre, un po' tutti i giorni.
La sento aprire il cassetto del comò e prendere un asciugamano, la vedo che lo piega in due e me lo posa sul sedere.
“Questo renderà la stiratura, meno dolorosa e pericolosa, non temere, sei in buone mani, ti devi fidare di me, ti voglio solo insegnare la disciplina, non ti voglio torturare”
Sento il ferro posarsi sul sedere, è caldo ed il calore si aggiunge al bruciore per le sculacciate, appena ricevute.
Meno male che il ferro viene mosso da mia moglie, appena l'azione rallenta, lo sento bruciare e non posso trattenere un mugolio.
“Fai il bravo, stringi i denti, non mi costringere a legarti o sarà peggio per te”
Accetto il consiglio e sopporto il dolore, nella speranza, che anche questo castigo, finisca presto.
“Lo sai amore, questo ferro è ottimo, per togliere le pieghe ed un maritino indisciplinato, come te, lo dovrò consigliare anche alle mia amiche ed alle mi colleghe”
Speriamo finisca presto, anche se il ferro da stiro, non è rovente, il calore si sente.
Quando finalmente sento dire a mia moglie: “Bene sono soddisfatta, direi che per oggi, possa bastare, ora voglio che ti alzi e che metti il pigiama e poi dritto filato a letto a dormire”
Sto per rispondere ed obbiettare che visto l'ora, le 21 di sera, non mi sembra il caso di dormire, ma visto l'occhiata di mia moglie, desisto ed obbedisco.
“Lo so che è presto, per dormire, ma anche questo ti servirà di castigo, andare a letto presto, senza televisione, senza lettura, al buio a ripensare ai motivi che ti hanno portato a prendere tante sculacciate dalla tua signora, forza sbrigati, fra cinque minuti torno a rimboccarti le coperte, e guai a te, se ti trovo ancora alzato, guai a te, ricomincio tutto da capo, sei avvisato, sai che non scherzo, su queste cose”.
Eseguo l'ordine metto il pigiama e mi infilo sotto le coperte, non riuscirò sicuramente a dormire, sopratutto perchè mi devo mettere a pancia sotto, con il sedere conciato in quella maniera, non potrò dormire supino.
Quando sento i passi di mia moglie nel corridoio e la vedo sedersi accanto a me, spero che cambi idea, ma non è così.
“bene vedo che sei diventato più obbediente, vuol dire che le sculacciate che ti ho appena dato, ti hanno fatto bene, dovrò dartele più spesso, è per il tuo bene, lo sai meglio di me, ed io voglio che tu sia un bravo marito, ora vedi di dormire, senza fare storie, non devi scendere da letto, per nessun motivo, se devi andare in bagno, mi devi prima chiamare e chiedere il permesso, siamo intesi?”
“Sì amore, certo, come vuoi tu”
“Bene, bravo bambino, ora fai la nanna”
La sento chinarsi su di me e baciarmi su una guancia, sento il suo profumo inconfondibile, che donna stupenda, forte sicura autoritaria, lei sì che sa guidare un uomo pigro e scombinato, come me, come farei senza di lei.
“Ora io vado nel salone a vedere la televisione, ma lascio la porta aperta e lo sai che dal divano, vedo perfettamente quello che farai, quindi sei avvisato, vedi di comportarti bene e per te non ci saranno altri problemi. Non mi devi dire niente?”
“Sì, scusa cara, ti volevo ringraziare per le sculacciate e la stiratura, saprò fare tesoro della lezione”
“Bene, molto bravo, su dormi adesso, sogni d'oro”
La vedo allontanarsi, spegnere la luce ed uscire dalla camera da letto, adesso finalmente posso portare le mani sul sedere, è bollente, lo massaggio a lungo, sperando di alleviare un po' il bruciore, questa è la vita che spetta a chi ha una moglie padrona, come me, ma non mi lamento, le voglio bene, anche quando mi gonfia di botte, grazie amore mio.
Quante ne ho prese, il mio sedere è bollente, diventa dura resistere e poi non riesco proprio a dormire, come vorrebbe mia moglie e mi è venuta una sete pazzesca, devo assolutamente scendere, andare in bagno e bere un sorso d'acqua, ma non voglio chiedere il permesso, non sono mica un bimbetto, farò piano piano, senza farmi sentire e tornerò subito a letto.
Lentamente mi giro su un fianco, alzo le coperte e metto giù le gambe, faccio fatica, ridotto come sono, ma riesco a mettermi in piedi, mia moglie è in sala che si guarda la televisione, speriamo sia distratta, devo fare piano, senza accendere la luce, del resto per arrivare al bagno, sono pochi metri, ma improvvisamente inciampo nel pouff, dove era seduta mia moglie, quando mi ha sculacciato e cado a terra, con un tonfo sordo, quando rialzo gli occhi e faccio per rialzarmi, eccola lì, sulla porta della camera, riaccende la luce e mi viene incontro minacciosa.
“Cosa ti avevo detto, eh, cosa ti avevo detto, possibile che non riesci mai ad obbedire ad un mio ordine”, mi aiuta ad alzarmi e poi mi afferra per la giacca del pigiama e mi sbatte contro il muro, prendendomi a ceffoni, solo un paio di schiaffi, ben dati, poi mi gira faccia al muro, mi cala i calzoni del pigiama e prende a sculacciarmi, sul sedere nudo, con quelle sue mani pesanti, una vera scarica di sculacciate, che mi lascia senza fiato.
“Ti avevo detto, che se volevi scendere, mi dovevi chiedere il permesso, te lo avevo detto o no?”
“Sì, sì, tesoro, ma volevo solo andare a bere un bicchiere d'acqua, non ti volevo disturbare per così poco”
“Sì, raccontala ad un'altra, ora cosa dovrei fare con te, ricominciare da capo, vuoi un'altra razione di sculacciate, debbo essere più severa?”
“Bene ho preso una decisione, adesso ti stendi sul letto, di traverso, parallelo ai cuscini, qui a centro letto, mettiti giù a pancia sotto e non ti muovere”
Vedo mia moglie aprire il cassetto del comodino dalla sua parte, per prendere le corde di nylon, che usa spesso per legarmi, quando la lezione è molto dura e non riesco a stare fermo.
Mio Dio, cosa vorrà fare adesso, mi troverò completamente nelle sue mani, ma non posso certo opporre resistenza, meglio di no.
Sento che mia moglie mi afferra il polso destro e me lo gira dietro la schiena, subito dopo l'altro polso, che viene legato assieme al precedente, poi è la volta dei piedi, legati assieme, mia moglie è molto brava a fare i nodi e le bastano pochi minuti per impacchettarmi, come un salame e rendermi del tutto inerme.
“Non ti metto il bavaglio, a patto che non urli, siamo intesi?”
“non urlo, promesso, grazie”
“Ora torno in sala a vedere il mio film, è quasi finito quindi stai tranquillo, sarò presto da te ed avrai una nuova sorpresa, non sei curioso di sapere, quello che ti succederà? Inutile, tanto non te lo dico, devi solo avere pazienza, ma ti prometto di stupirti”, mia moglie lascia la stanza ed io rimango lì steso, legato impossibilitato a muovermi, chissà cosa avrà di nuovo in mente, quella donna, ogni giorno trova sempre qualche nuova soluzione, per mantenere la disciplina in casa, sicuramente non mi annoio, con una donna del genere accanto, ma quanta ansia e quante botte.
Finalmente dopo una ventina di minuti, sento la musica dei titoli di coda del film e poi non sento più niente evidentemente,mia moglie ha spento la Tv, la sento ora in cucina, sento dei rumori, ha preso qualcosa di metallico, sento il rumore dell'acqua che esce dal rubinetto, sta riempiendo qualcosa, poi il silenzio, per diversi minuti, poi sento aprire degli sportelli in cucina, sta prendendo qualcosa, sento il fischio del bollitore, cosa starà architettando, comincio a preoccuparmi, sento di nuovo il rumore dell'acqua, poi i passi di mia moglie che sta tornando in camera.
“Eccomi qua , tesoro, non ti ho fatto aspettare troppo vero?” Ho deciso di venire a letto anch'io, in televisione non c'è più niente di interessante e voglio leggere il mio libro che è molto avvincente, però siccome fa freddo, questa sera mi sono preparata una borsa dell'acqua calda e siccome, io penso anche a te e non voglio che questo bel culetto, si raffreddi in fretta, poserò la mia borsa sul tuo sedere e poi appoggerò i miei piedi sulla borsa per scaldarli, non ti sembra un'ottima idea?”
Ciò detto sento le dita di mia moglie infilarsi sotto l'elastico dei pantaloni del pigiama e mi ritrovo nuovamente col sedere nudo e subito dopo una morsa rovente sul sedere, la borsa è molto calda e non riesco a trattenere i lamenti.
“Ah, ah, niente storie o è peggio per te, una punizione è una punizione e lo sai bene, il motivo per cui sei stato punito, è molto grave”
Ciò detto mia moglie appoggia i due cuscini allo schienale del letto, si mette seduta comoda, prende il suo libro dal comodino e poi appoggia i suoi piedi sopra la borsa dell'acqua calda, che si trova sul mio povero sedere.
E' durissima resistere in queste condizioni, stringo i denti, non voglio lamentarmi troppo, altrimenti rischio altre sculacciate.
Meno male che ogni tanto, mia moglie controlla la situazione, alza un attimo la borsa, la posa sul letto accanto a me e mi dà un attimo di sollievo, ma poi di nuovo in posizione ed io a soffrire, non è era ancora abbastanza caldo il mio fondo schiena, ci voleva ancora questa nuova diavoleria di mia moglie.
“Stai fermo e zitto, devo finire questo capitolo e poi possiamo dormire, ho ancora quattro pagine, stai tranquillo, non ci vorrà molto”
Quei minuti mi sembravano eterni, non ce la faceva proprio più, ancora un po' e mi sarei messo a piangere, quando finalmente ho visto mia moglie alzarsi dal letto, posare il libro sul comodino, mi sono sentito sollevato, finalmente ha preso quella maledetta borsa dell'acqua calda e si è avviata verso la cucina.
Poi tornata, mi ha sciolto dai legami, mi ha fatto sedere sul letto, si è seduta accanto a me e mi ha abbracciato stretto stretto.
“L'ho dovuto fare, lo sai anche tu, è per il tuo bene, dimenticare di pagare la bolletta del provider del computer, è una cosa molto grave, oltre alla multa, adesso dovremo restare un mese, senza computer, e lo sai che ci serve, io alla sera, mi rilasso navigando al computer, dopo una giornata di lavoro ed anche tu lo usi durante il giorno. Sono giorni che te lo ricordo di andare alle poste a pagare il bollettino e tu mi dici di sì e poi ti entra da un orecchio e ti esce dall'altro, come se neanche avessi parlato ed allora bisogna suonarti come un tamburo, è l'unico sistema. Lo so che hai molti impegni, sei un artista, mi piacciono i tuoi disegni, mi piace la tua musica, ma bisogna anche avere un rapporto con la vita reale, non puoi vivere sempre tra le nuvole,non ti pare?”
“Hai ragione, mia cara, hai tutte le ragioni di questo mondo, mi spiace molto per quello che è successo, ti prometto di stare più attento”
“Speriamo che la lezione sia arrivata, ora andiamo a letto, forza che hai bisogno di riposo”
Ci infiliamo a letto, io a pancia sotto naturalmente, mia moglie si rannicchia accanto a me e mi abbraccia e poi sento la sua mano scivolare, lungo la mia schiena, fino al sedere, la sento infilarsi sotto i calzoni del pigiama e palpeggiarmi le chiappe bollenti.
“Che culetto caldo, mio caro, l'ideale per scaldarsi le mani, in una serata così fredda, ho fatto un ottimo lavoro a quanto pare, ti voglio bene, lo sai questo vero?
Nonostante le tue monellerie, le tue mancanze, so che accetti ed apprezzi il mio lavoro di rieducazione”
“Sì certo, per fortuna che ci sei, cosa sarei io, senza di te”
“Buonanotte, tesoro, dormi bene”
“Buonanotte anche e te, mia cara e grazie ancora per la lezione”
Molto bello complimenti
Grazie Sammy,
Mi fà piacere che ti piaccia, temevo fosse troppo lungo, ma chi è interessato all'argomento forse non ci fà caso.
Si certo è un pò lunghetto ma a mio avviso vale veramente la pena di leggerlo!!
Molte grazie Sammy, mi fà piacere avere trovato un'estimatrice "spanker", se ci fossero mogli così, come quella del mio racconto o quella del tuo, che ho letto con grande interesse e spero abbia presto un seguito, ci sarebbero di certo molto meno divorzi o liti inutili, una buona sculacciata, al momento giusto e tutto ritorna alla normalità, senza musi o rancori.
Grazie ancora e buona giornata.
Spankme in versione scrittore! Sì, è vero, è un po' lunghetto ma quando un racconto è scritto bene non è certo un difetto!
Ma dico io, dopo il battipanni che pieghe poteva mai avere da richiedere il ferro da stiro? Secondo me era bello gonfio e la pelle tesissima!
Grazie mille Blue,
hai ragione, riguardo al battipanni ed al ferro da stiro, ma una bella ripassatina, và sempre bene, con grande cautela naturalmente, il ferro appena caldo, deve essere una punizione, non una tortura atroce, Ciao buon pomeriggio
Complimenti hai fatto un buon racconto meglio del mio sicuri continua cosi vorrei leggere altri tuoi racconti
Grazie Igor, anche tu devi continuare a scrivere, nel tuo racconto si vedeva molto entusiasmo e partecipazione sincera.
Bravo spankme,
anche se non è il mio genere manco per idea , riconosco oggettivamente quando c'è l'impegno nello scrivere una storia in un buon italiano e appassionante per chi ama il genere.
ciao,
Keith
Grazie mille a Keith, Blue, Sammy ed Igor per i loro interventi, molto graditi, spero che possa piacere ed essere letto, al di là delle preferenze personali. ciao
Lo faro presto ma ora sto attraversando un brutto periodo dal 19 dicembre 2010 ma non sto qui a raccontarti ma attendetemi che mi rialzi
Qualunque cosa sia Igor, in bocca al lupo, cerca di risalire in sella al più presto, OK., i periodi tristi li abbiamo avuti e li avremo ancora tutti, l'importante è reagire.
veramente bel racconto complimenti
Caro amico nel tuo racconto rivedo me stesso. Buone punizioni per un marito disubbidiente, ma anche tanto amore.
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca