Ante scriptum
Grazie per chi ha letto e commentato il mio racconto della scorsa settimana. Spero che i vostri suggerimenti abbiano reso il mio stile, di neofita dei forum, un pò più leggibile.
Correva l'anno 1996 e dopo il diploma, decisi di prendermi un anno sabbatico per lavorare in un paese straniero, migliorare la lingua ed avere un bagaglio di esperienza prima di riprendere gli studi all'università.
Scelsi di andare a Londra, in Inghilterra, per vari e validi motivi: c'ero stata l'estate prima dell'ultimo anno di liceo in vacanza studio, conoscevo il posto, avevo un alloggio (almeno per iniziare da una host family deliziosa) e soprattutto c'era lui... Luke,.. il mio ragazzo d'oltremanica. L'avevo conosciuto appunto durante quelle cinque settimane a Londra, era uno dei professori del college dove frequentavo i corsi ed era pazzescamente bello. Impossibile non innamorarsi di lui.
Per un anno c'eravamo scritti, sentiti al telefono e visti quattro volte,durante le sue visite qui in Italia.
Insomma tornando al mio anno sabbatico... vedevo Luke tutti i giorni, perchè al mattino frequentavo le sue lezioni per il perfezionamento della lingua e al pomeriggio lavoravo in uno Starbucks non lontano da casa sua e di suo fratello Patrick. Di sera poi, tornavo a Northwood, dalla mia host family, perchè non vedevano di buon occhio che restassi ogni notte in città. Passavo da lui solo i fine settimana con la scusa di fermarmi per l'intensificarsi dei turni in caffetteria.
Era un venerdì come tanti, eravamo a cena e c'erano anche Patrick e la sua fidanzata Jeanie.
Io e Luke ce ne andammo presto in camera un po' per via della maretta che c'era tra la coppia succitata, un po', anzi soprattutto, per la voglia che avevamo di stare soli e insieme... e nudi!
Dopo un'ora di intense coccole, chiamiamole così, scesi al piano di sotto in cucina, per prendere un pochino d'acqua.
Sentii dei rumori, come dei colpi cadenzati e fragorosi, venire dall'altra camera e dato che la persiana del passavivande che ridava nel soggiorno/salotto era appena accostata, potei facilmente accostarmi e vedere da dove provenisse quel rumore.
E quando vidi quella scena il bicchier d'acqua per poco non mi cadde a terra. C'era Patrick che teneva Jeanie sulle ginocchia e le suonava delle sculacciate con la mano aperta. Ma quando uso il termine suonare non lo faccio a caso eh?!? Ogni secondo, come un metronomo, quella impietosa pala che aveva al posto della mano colpiva esattamente lo stesso punto, il centro di un sedere che una volta doveva esser stato appena rosa e adesso invece ridava letteralmente al color cremisi. Ad ogni colpo un sussulto, ed un piccolo urletto da parte di Jeanie.
Rimasi impietrita. Non sapevo cosa fare e cosa pensare. Sicuramente dovevo andar via, ma non ci riuscivo! Avevo le gambe incollate al pavimento, un pollice in bocca per martoriarmi l'unghia e gli occhi spalancati come i bambini allo zoo di fronte ai leoni.
Jeanie iniziò a chiedere scusa gemendo per il dolore e lui, non pago della situazione in cui versava la sua dolce donzella, prese da terra una ciabatta di pelle da camera e continuò più forte di prima.
Spalancai la bocca e sgranai ancor più gli occhi: ero preda di una congerie di emozioni contrastanti. Da un lato volevo aprire la persiana ed aiutare Jeanie prendendo a calci Patrick; dall'altra non riuscivo a smettere di guardare e soprattutto di... ehm... eccitarmi.
Finchè un salto, si il mio, perchè sentii sulla mia spalla una mano, conosciuta... infatti girandomi trovai Luke che giustamente era sceso pensando che avessi prosciugato la riserva idrica di Bayswater.
Guardò quel che io stavo guardando e dolcemente mi accompagnò in camera facendomi cenno di tacere.
Una volta al piano di sopra, con aria condiscendente mi disse “sweetie, non ti preoccupare, so che quel che hai visto può averti turbato ma non ha nulla a che fare con la violenza. Si chiama disciplina domestica ed anche se magari nel tuo paese non è all'ordine del giorno, una ragazza su due qui riceve almeno una sculacciata a settimana... e quella che hai visto probabilmente non era altro che la riappacificazione dopo la scenata di prima a cena!”.
Ecco ora ero davvero confusa. Infatti gli chiesi “scusa ma Jeanie non ha almeno 25 anni? Non è un po' grande per essere sculacciata?” e lui “cookie, qui le figlie, le mogli, le amanti, spesso anche le colleghe, vengono sculacciate fino a che si ritiene opportuno. Fattene una ragione signorina, prima o poi anche questo bel sederino diventerà rosso se continui a stare con me!” e così dicendo mi accarezzò le chiappette appena fasciate da una vistosa culotte di pizzo a pois. Mi strappò un sorriso e pensai che quel ragazzo sarebbe stato capace di mettere a proprio agio una molla elicoidale! Eppure quel che aveva detto non mi suonava proprio come scherzo...
Quella notte non dormii molto causa mia eccitazione massimi storici mai rilevati.
Al mattino mentre Luke era a scuola per una riunione, approfittai per rilassarmi con un bagno caldo
ed una buona colazione.
Quando tornò a casa, mi trovò strizzata nell'asciugamano mentre mettevo in ordine la cucina.
“Cookie, mi sembra sconveniente che tu vada in giro così, Patrick potrebbe rientrare da un momento all'altro e le finestre sono aperte” ed io “Luke dai non ammorbarmi con la tua solita gelosia, non mi vede nessuno e Patrick non tornerà prima di pranzo” “tesoro, non peggiorare la tua situazione” “perchè?” sbottai.
Lui mi guardò con aria maliziosa e, accarezzandomi il sedere sentenziò “non occorre farmi arrabbiare, già da ieri sera, quando ti ho scoperta a spiare mio fratello, avevo deciso di punirti e di iniziarti alla disciplina domestica...” . Come se mi fosse scoppiato un petardo ad un millimetro dall'orecchio, saltai lontano da lui ed urlai fintamente inorridita “cosa?” “si tesoro” continuò lui “non appena saremo soli per più di un paio d'ore, riceverai la tua prima sculacciata...” con un sorrisetto salace sulle labbra mi zittii terminando così la conversazione “ma ora non ci pensare, vado su a riordinare i miei appunti. Ricordati che oggi abbiamo appuntamento con le tue amiche per andare al London eye, vatti a preparare altrimenti facciamo tardi”.
Così, come se poco prima mi avesse detto che era il caso di andare in posta a pagare una bolletta, o che i trasporti londinesi non sono perfetti checché se ne dica, o che il tempo oggi era molto bello.
Non posso descrivervi il resto della giornata perchè ricordo ben poco. Ho passato tutto il pomeriggio a pensare e ripensare, ad immaginare, a rimuginare, a guardare Luke e le sue mani, a chiedersi cosa avrebbe usato per sculacciarmi, dove ci saremmo messi, quanto sarebbe durata la punizione, quanto male mi avrebbe fatto... Lui, visibilmente divertito da quel mio atteggiamento distratto e pensoso, ogni tanto attirava la mia attenzione facendo qualche battuta e commenti ironici e tendenziosi.
Fino alla cena, con Patrick e Jeanie, durante la quale i discorsi di Luke erano pregni di riferimenti a quel che mi aspettava.
Ero così imbarazzata ma anche in uno stato di perenne eccitazione, il mio corpo era sfuggito completamente al mio controllo, non sapevo come decelerare i battiti del mio cuore, come portare il cervello in fase analitica per interiorizzare il percorso che stavamo per intraprendere... insomma per farmi una ragione di quello che evidentemente era inevitabile... si leggeva chiaro nello sguardo di Luke.
Ma la notte passò e... niente.
Lui la fece finita con le battute e divenne imperturbabile ed enigmatico, una via di mezzo tra la Gioconda e la Sfinge.
Anche la domenica trascorse tranquilla tra poche coccole e tanto da fare. Lui lavorò tutto il giorno alacremente al pc.
Nel tardo pomeriggio iniziai a preparare la borsa per tornare a casa a Northwood, dovevo arrivare almeno per cena, il mio host dad ci teneva a mangiare tutti insieme la domenica sera: Luke mi chiamò dal salotto. Andai e mi disse con aria seria che eravamo soli... una botta gelata di adrenalina mi attraversò tutto il corpo. Capii immediatamente.
Mi ordinò perentoriamente di tornare in camera ed aspettarlo.
Mentre guardavo fuori dalla finestra mi sentivo stordita quasi... vedevo la gente che entrava ed usciva dal Tesco express che ignorava completamente quel che stavo per affrontare... tremavo, dall'eccitazione però non dalla paura.
Entrò piano nella camera, si sedette sul letto e disse di avvicinarmi. Mi scese pantaloni, scoprendo il mio sedere strizzato in un paio di mutandine di cotone; poi mi posizionò in piedi girata di schiena.
“Probabilmente non sei mai stata sculacciata, quindi non sai cosa ti aspetta, vero” “Si” balbettai io.
“Allora cerca di non irrigidirti o ti farà male, rilassati e pensa che lo faccio per il tuo bene”.
Avevo sentito quella frase solo nelle serie tv o nei film o nei cartoni, durante quelle scene che cercavo sempre di guardare in solitudine per il profondo senso di imbarazzo che mi provocavano.
Mi scese le mutandine e mi fece girare.
Ordinò con un gesto di stendermi sulle sue ginocchia ed in un attimo ero lì, con il sedere nudo, mentre l'aria fresca mi faceva pizzicare il sesso ormai provato dalle lunghissime ore di eccitazione che aveva provocato quella pièce di anticipazione durata quasi due giorni.
Shiaaaaaaaaaaack. Il primo colpo fu come un getto d'acqua bollente sul mio fondoschiena.
Shiaaaaaaaaaaaack-shiaaaaaaack-shiaaaaaaaaaaaaaaack. Le sculacciate arrivavano ritmiche, puntuali, inesorabili.
Fui tentata di alzarmi, di coprirmi le natiche con le mani, ma lui si fermò e fu bravo a ripetermi: “non ti irrigidire, altrimenti è peggio”. Così cercai di rilassarmi, anche se credetemi era davvero difficile. Non solo per il bruciore dei colpi, ma soprattutto per quella specie di orgasmo prolungato che stavo vivendo... continuavo a bagnarmi sempre di più. Mi sentivo il ventre vuoto e quella sensazione di essere in balia di Luke mi stava facendo girare la testa.
Ogni tanto lui accelerava e poi velocizzava l'intensità delle sculacciate. Faceva male e tanto, infatti iniziai a gemere, anzi a saltellare e bofonchiare qualcosa... la sua mano era assolutamente implacabile e forte, mi stava letteralmente facendo vedere le stelle, in vari modi.
Senza controllare più il mio corpo ed il mio cervello evidentemente, cominciai a pregarlo di smettere, a dirgli che sarei stata buona, che non avrei più spiato il fratello e che mi sarei comportata come una perfetta studentessa.
Quindi intenerito mi sculacciò ancora per poco e mi fece alzare. Ero rossa in viso, completamente trafelata con i capelli sconvolti e le chiappette in fiamme. Cercavo di trovare un po' di sollievo sfregandole con le mani, ma non servii a molto.
Luke mi accarezzò il volto e mi fece stendere sul letto. Mi sfiorò il sedere e saltai. Disse “cookie che culetto rosso ti ho fatto... questa è la disciplina domestica all'inglese...sai che fa male più a me che a te, vero?” ed io “non c'ho mai creduto a questa storia...scusa” smorzando un po' i toni di una recita che mi sembrava andata un po' troppo in là. In fondo lui non era il mio fottutissimo padre.
Infatti me lo ricordò presto: mi fece venire e venire e venire solo con la sua mano, giocando con il mio sesso e con il buchino del sedere ancora vergine... Che vergogna... ma che meraviglia!
Mi addormentai così, sfinita da quella miriade di sensazioni nuove e contrastanti.
Passammo di nuovo la notte insieme al mattino mi lasciò dormire. Trovai un biglietto sul comodino che diceva “honey, ieri sera sei stata dolcissima, non ti ho svegliata, dormivi così bene. Riposa ancora un po', vai a lavoro e poi fila a casa. Ok? Mi ami vero? Scommetto anche più di ieri... sei la mia bimba cattiva, a presto xxx”.
Con un po' di vergogna ricordai cos'era successo la sera prima. Mi guardai il popò allo specchio e non c'erano segni evidenti di sculacciate, per fortuna. Ma non era stato un sogno, affatto. E mi era piaciuto, anche parecchio. Non capivo perchè. Dovevo riflettere.
Andai a lavoro, ricevetti una strana telefonata dalla figlia della mia host family che mi chiedeva come mi sentissi, pensai che magari si fosse preoccupata di non avermi vista tornare la sera prima. Che palle pensai, sono adulta ormai. E dopo averlo pensato mi venne un po' da ridere immaginando la scena di me sulle ginocchia di Luke che mi faceva il sedere rosso...
Tornai a casa per cena ed in metropolitana non riuscii nemmeno a sedermi. Non si vedevano i segni però bruciava ancora un po'!
Ma appena rientrai trovai Jack seduto sulla panchina del giardino visibilmente irritato.
Mi guardò e furiosamente mi chiese dove avessi dormito la notte seguente.
Cielo, era nero. Spiegai che avevo avuto da fare al caffè ma dopo aver inventato quella scusa, lui divenne ancor più rosso in viso e sembrava stesse letteralmente per scoppiare. Urlò che aveva chiamato il mio capo e sapeva benissimo che ero stata a riposo tutto il week end.
Mi prese per un braccio e in mezzo minuto mi ritrovai di nuovo faccia a terra sulle ginocchia di un uomo... con la differenza che questo non era il mio ragazzo bellissimo ma un robusto signore di mezza età che stava per punirmi come una bambina piccola!
Non ci potevo credere di nuovo! E non era per niente eccitante!
Iniziò veloce e diretto e continuò per un tempo infinito. Cercavo di divincolarmi e lui mi teneva stretta con il viso sempre più vicino al pavimento ed il culo sempre più in aria. CHE VERGOGNA!
Mi sculacciò prima da sopra i pantaloni con la mano e poi mi scese anche le mutandine ma cominciò a colpirmi con una ciabattona enorme che faceva un male cane!!!!!!!!!!
Non ce la facevo più avevo il sedere in fiamme, gemevo come un agnellino e rassegnata ormai il mio corpo reagiva senza controllo ad ogni sculacciata con un saltello ed un “please stooooooooooop”...
Quando ebbe finito mi rialzai sconvolta ed andai in camera in un baleno.
Mentre sprofondavo la testa contro il cuscino mi tolsi pantaloni e mutandine per essere libera e trovare un pochino di sollievo, ma era difficile. Ero finita in un baratro di vergogna così profondo che per venirne fuori mi sarebbe servito uno speleologo.
Luke chiamò dopo una ventina di minuti. Non avevo voglia di raccontargli niente, troppo era l'imbarazzo, così mi finsi allegra e parlai del più e del meno. Ma dopo poco mi chiese “Jack era preoccupato vero?” ed io “si un pò” facendo la vaga. Luke incalzò “dai non mentire signorina, so che era molto in pena per te, ha anche telefonato a scuola questa mattina” “e tu che gli hai detto?” sbottai io “niente di più che la verità, ovvero che non eri venuta a lezione e che non sapevo dove fossi” “grazie per l'aiuto amore eh” affermai sarcastica... “certo tesoro non posso mentire per te , in fondo sei una mia allieva ed io sono un professionista di 35 anni, posso rovinarmi la reputazione per salvarti quel bel culetto?” ed io piccata risposi “hai detto proprio bene, avresti potuto salvarmi il culo, me l'ha fatto a strisce, sono stata sulle sue ginocchia fino a 20 minuti fa” “lo so amore mio, gliel'ho suggerito io di punirti alla vecchia maniera, evidentemente l'ho convinto”...
silenzio... “che STRONZOOOOOOOOOOOO” gli urlai nell'orecchio.
E dopo aver riso fece “signorina, con quest'ultima parolina ti sei guadagnata la sculacciata del prossimo fine settimana”.
Post scriptum
Per chi è arrivato fino alla fine di questo racconto, che ammetto è un pò lunghino per il lusorio luogo dov'è postato, merita un caldo ringraziamento e due parole. Sono Francesca, 33 anni, spankee mancata, che girovaga spesso in fantasilandia. Ma che ha poco tempo per i racconti, scusate quindi lo stile e gli eventuali refusi.
A presto se vi va.
Un po' lungo, certo migliorabile ma molto piacevole.
Spero di leggerti ancora, se ti va ricambia con i miei racconti.
Un sorriso,
Lukas
Ciao Francesca,
intanto benvenuta nel forum
complimenti per il racconto: verosimile, stuzzicante e più "british" di tante storie seriose di disciplina domestica, il tuo sa intrigare.
Grazie a te che hai ascoltato i suggerimenti è diventato piacevole anche dal punto di vista... oculistico
ciao,
Keith
Prima di tutto benvenuta Francesca!
Decisamente questo racconto è più scorrevole dell'altro ma secondo me puoi fare ancora meglio perchè a ben guardare scrivi bene e hai il senso dell'ironia.
Devi solo andare un po' con calma!
Anche la trama è carina e ha un senso perchè c'è una logica di causa/effetto.
Se poi hai voglia di partecipare anche nelle altre sezioni sei la benvenuta!
Ps. Sono sempre curiosa dei nick, zilli perchè sei fan di Nina Zilli?
io dal mio posso solo dire.....
"peccato che no sia vero"..
ci ho creduto fino in fondo.....
che peccato........
ciao a Blue, Keith, Babydoll e Lukas che hanno letto e commentato poi il mio racconto. Grazie per i complimenti e sono sempre ben accetti i consigli. Zilli effettivamente è il mio cognome... avendo sempre poco tempo per essere on line ne ho avuto pochissimo anche per partorire un nick... che tristezza eh???
ma purtroppo rubo pochissimi momenti qua e là per navigare e per fantasticare come avrete capito...
Sono sposata con un marito all'oscuro di ogni parola già scritta qui e altrove. Quindi con piacere parteciperei alle altre sezioni, ma mi è quasi impossibile.
Sarei felice però di leggervi e creare contatti, per parlare e scambiarci opinioni e fantasie.
buona giornata a tutti
...
[b:2yuil83t]Franci [/b:2yuil83t]ma stai dicendo che ti sei iscritta con nome e cognome?
Scusa se mi permetto ma se tuo marito è all'oscuro forse non è stato prudente...se ho capito bene, ti consiglio di scegliere un nick diverso...
Quanto al racconto, sembra sia un classico l'abbinamento Inghilterra/Spanking anche se io prima di arrivare qui ne ero all'oscuro...
Ma del resto prima di arrivare qui conoscevo le mie fantasie e basta!
@ [b:2yuil83t]Babydoll[/b:2yuil83t]... Ma sai che i primi tempi che leggevo i racconti nel web non capivo che anche se scritti in prima persona non erano reali?
Bel racconto!!Mi è piaciuto!
Stuzzicante, intrigante e appassionante!
Mi sono rifatta un bel tuffo in queste piacevolissime emozioni!!!!
Linda
Ciao Francesca... Che bellissimo racconto!!! A me è piaciuto tantissimo e mi auguro davvero che tu riesca a pubblicarne degli altri... Mi piace il tuo stile e posso dirti, spero ti faccia piacere, che il tuo racconto lo "inserisco" tra i miei preferiti!... In realtà fino ad adesso ne ho letti molti, ma solo uno mi è rimasto nel cuore... Da ora, però, ci sarà un posto anche per il tuo...
Pubblica, mi raccomando!!!
a me è piaciuto molto questo racconto! è davvero realistico mi ha coinvolta! sono entrata nella storia
Ogni tanto leggi qualcosa di bello e non ti viene da dire "che bello", ti viene da dire "vorrei averlo scritto io" . Racconto, scritto con brio e ricchezza lessicale. C'è ironia e coinvolgimento, brava!. Non siamo scrittori e possono esserci alcune ingenuità , ma questo rendono il racconto più vero. Mi viene voglia di imitarti, magari nei prossimi giorni ci provo anche io, con un racconto vero, di reale vita vissuta.Nudo e Crudo. Ciao un bacio e tante ....
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca