Piccola premessa
Questo è il secondo racconto che pubblico qui, mi sono divertito a scriverlo come spero voi vi divertirete a leggerlo.
Il genere è spanking/erotico e anche ironico, è una storia di fantasia dove i protagonisti sono adulti e vaccinati, ma i particolari sono reali.
Lo dedico a un'amica speciale che mi sta leggendo adesso.
Buona lettura a tutti.
[b:az5r1wjh]NELLO SPECCHIO[/b:az5r1wjh]
[i:az5r1wjh] Riflessi del cu...ore![/i:az5r1wjh]
Studia il riflesso, la bella [i:az5r1wjh]Carmencita[/i:az5r1wjh] - come la chiama Lui, l'intenditore, per via della forma del suo... ma questo non è importante adesso - la testa girata e la schiena inarcata come le damine nei disegni francesi del secolo scorso, le gote rosse sopra uguali ai pomelli dipinti sotto sul bel fondoschiena nudo. Ebbene sì, il suo gran bel culo – grande e grosso per importanza e presenza - lo ha suonato bene, finalmente, dopo tante promesse ha fatto il suo dovere e piacere.
Lo specchio rimanda le mutandine di lycra beige a mezza coscia, sotto le natiche, lì dove gambe e culo si baciano lievi, una striscia di tela tesa a sottolineare quel popò di popò nella cornice di noce arzigogolata della lastra d'argento a figura intera, vecchia maniera.
Si guarda in basso, laddove scotta ancora, sottopelle e sopra l'anima, rossa in viso e sul mappamondo che riempie tutto lo schermo panoramico - e che panorama bucolico! - impossibile non fissarlo e non fissarsi. Lui è “malato di culo”, gli dice sempre.
[i:az5r1wjh]Con i jeans elasticizzati è una gioia: straripa, li tende e riempie fantasticamente, di morbida brama di toccare, tastare, schiaffeggiare cotanto globo opulento, burroso e gaudente, magico e irridente sotto quella tela protettiva e avvolgente che lo fascia al millimetro, lo ripara e lo imprigiona e saperlo poco più sotto avvolto come caramella dalla carta preziosa di mutandine vezzose, traforate, colorate, disegnate su misura, studiate per tanta meraviglia solare, sferica, gioia doppia, fa impazzire, impennare la voglia di abbassare quella stoffa, scenderla dall'elastico, farla percorrere quei centimetri pari a chilometri, quel tuttotondo rigoglioso, prenderlo a palmi aperti, cinque dita per chiappa e goderne, averne, prenderlo tutto sotto il segno di palpiti, sobbalzi e brividi, fin giù, lungo le cosce, fino alla sorgente del solco, irta, bruna bruma e afosa. E poi spalancarlo, aperto e chiuso, aperto e chiuso, ancora e ancora, profumo di vaniglia e cannella.[/i:az5r1wjh]
E lei lo sa, lo sente ma non lo ammette, non vuole che si dica: per strada, sul tram, in coda alla posta, alla cassa del market, dal fruttivendolo, persino seduta, dietro lo sguardo maschile lo punta, la bocca lo chiama, lo apostrofa in mille modi, lo irride, talvolta volgare, ma lo vuole sempre e comunque, quel culo che riflette la sua passionale sculacciata nel doppio dello specchio.
La prima volta è stato il ritardo. Non l'ha avvisato.
Lui odia restare all'oscuro delle sue mosse.
Al rientro siede a tavola con i maccheroni duri usciti dal microonde.
La fissa, ma non parla. Basta quell'occhiata che vuol dire tutto. Lei piroetta. Gli mostra sbarazzina il pendolo magico, glielo dondola sotto il naso quel gran culo che si ritrova. È un richiamo. Ma finisce lì, per lei e per lui.
La seconda volta ha le mani in pasta.
È di scena la torta di mele del sabato pomeriggio.
Lei istintiva, lui preciso, ci tiene a pesi e misure. Farina, zucchero, burro e lievito. Non sono per incrementare il suo posteriore – semmai andrebbe farcito! - che tende i pantaloni piegata sull'impasto. Lui puntualizza ma lei fa di testa sua. Aggiunge, toglie, mette e ri-aggiunge a piacere.
Risultato: il cuore della torta non cuoce abbastanza, è una poltiglia appiccicosa.
La rimprovera: [i:az5r1wjh]“Sei sempre la solita, non ascolti mai!”. [/i:az5r1wjh]Poi l'agguato alle spalle...
Due forti sculaccioni mentre riordina le stoviglie. [i:az5r1wjh]“Ouhhh”. [/i:az5r1wjh]Sorpresa. Spiazzata. Inaspettata, ma dentro è un fremito, avrebbe voluto di più, avrebbe desiderato jeans e mutandine tirate giù con decisione, senza remore... se la ride sotto i baffi.
La terza è stata uno sbaglio. Non voleva romperla.
È stato un vero incidente. E Lui ci teneva, era quella del suo battesimo.
Un carrettino con annesso cavallino di vetro e il fiocco azzurro con i confetti ingialliti. La bomboniera è caduta frantumandosi in mille scaglie.
Al suo rientro non ha avuto il tempo di spiegazioni, stava ancora raccogliendo i pezzi – piegata a squadra - e in mano teneva il sacchettino celeste.
Lui scuro in volto gliel'ha strappato e se l'è trainata come un forzuto rimorchiatore fa con il translatlantico verso il porto: il divano rosso fuoco. E sono state scintille. Sfrigolii. Sussulti. Brucianti sorprese.
Ricorda l'intimo. Non gli aveva mai dato tanta importanza come in quel momento.
Indossava quelle culottes nere di pizzo, tanto svasate da stringersi in una striscia invadente e strusciante fra le natiche, chiuse da un vezzoso nastro rosa, ma Battisti non c'entra, il pacco lo conosceva bene, era il suo culo!
Senza complimenti Lui sbottona i pantaloni e abbassa. Tira giù.
Non dice, parlano i fatti. Agisce sicuro, sa come fare. Poi la volta. E ancora abbassa da dietro... [i:az5r1wjh]uhhhoooohhhh[/i:az5r1wjh], che idillio. Li ferma alle ginocchia poi la invita a piegarsi.
La accompagna gentilmente, la guida. Se la accarezza, se la sente tutta, tuttotondo sotto le mani, a due a due fa il giro della sfera rivestita dal pizzo stretto
Carmencita, perché il suo culo forma un'anfora come la famosa moka, profumato e intenso, come il buon caffé che bisogna saper preparare per gustare a fondo, ancora davanti allo specchio rimembra le mutandine scendere a fatica, strette, lente giù giù lungo il mappamondo, le sue dita – mille polpastrelli – tenderle e tirare in basso fin sotto le natiche, strizzare il culo e.... [i:az5r1wjh]Ooohhhh,[/i:az5r1wjh] Lui esclama soddisfatto.
Carmencita riflessa nello specchio, riflette quegli istanti beatamente stupita.
Lui colpisce sulle culottes adorate, saggia la consistenza, bilancia, si bea del suono, tasta, se lo prende tutto, lo fa suo, lo scarta come un gianduiotto e... ciafff.
Passa le dita e la vista sotto, sopra, fra e tra la stoffa scura, il bordo, il contorno, lo spacco intravisto, pensato, provato, percorso con la fantasia ora con la mano, di taglio, nel mezzo chiuso, riparato dall'intimo ma già caldissimo, pronto al di più, al dopo, allo svelamento. E allora giù.
Carmencita sculacciata. Finalmente. A culo nudo.
È successo. E ora si ripassa le mani sulle sfere arrossate, le apre e le rilascia, dubbiosa.
L'immagine restituisce le pesche morbide richiudersi salde, custodire il segreto.
L'ugello salato che fa capolino nel riflesso dello specchio. Occhieggia nocciola. Goloso. Tirato. Attende una mossa, la sua prossima o quella che verrà dall'alto, dal basso, purché lo stimoli, lo carezzi, lo prema come ha fatto e sa fare Lui dal primo giorno che l'ha conosciuta.
Sospesa sulle ginocchia.
Dopo tutto, dopo la sculacciata. Sfiancata e soddisfatta, ma sazia a metà: di piacere e di calore, ne vuole ancora. Ne ha bisogno.
Lui che percorre il suo culo, in lungo e in largo. Apre e rilascia e l'intervallo tra le due è sempre più ampio, come la fenditura tra i globi. Una valle con la luna nel pozzo. La studia, ombre e antri carnali, ma lei non può vederlo.
Sente gli occhi fissi lì. E poi qualcos'altro.
Un polpastrello che scivola, gira in cerchio, mescola. Lui che sornione dice qualcosa a proposito della bomboniera rotta:
[i:az5r1wjh]«Ora la sostituirai tu, anzi il tuo bel culo!»[/i:az5r1wjh]
Poi l'invasione. La spinta e l'invito.
Un leggero fastidio dovuto alla sorpresa, non certo alla dimensione affusolata e dolce dell'intruso: zucchero e cuore di mandorla.
Fai un bel respiro profondo e rilassati, si sente sussurrare tra i ricci.
Un candido confetto ha varcato l'ingresso del suo procace sedere e attende il via libera.
Staziona sull'attenti, poi scivola oltre nel bollente retto.
Inizia a sciogliersi sulla via del piacere, ed ecco premere già l'altro. [i:az5r1wjh]Oooplà.[/i:az5r1wjh]
La rosa anale sussulta e schiude docile, sboccia finalmente, s'apre al piccolo grande piacere.
Lui l'ammaestra con perizia e pazienza e il risultato si vede: sospiri e tremiti a ogni stimolo del culo, a ogni voglia lì concentrata si scatena libido negli occhi e nelle mani di entrambi, nella frenesia di scoprirlo ancora, di abbassare la stoffa o nel sognare di farlo, di denudarlo. È godere di culo. Volgare è rinunciarvi a prescindere.
È oltre. Sono due mani, fiati e cuori sincronizzati sulla corda più vibrante, stretta e segreta del corpo di Venere.
Ora davanti a quello specchio che li ha visti, riflessi, moltiplicati, distorti, spiati, registrati e... [i:az5r1wjh]chissà cos'altro[/i:az5r1wjh], ripensa e si prepara al suo rientro. Provocazione. Istigazione a sculacciarla. In una parola attesa.
Meglio buttare la sua rivista di cinema preferita, il saggio sulle piramidi comprato all'ultima mostra oppure mettere la [i:az5r1wjh]guepiere[/i:az5r1wjh] rosa confetto o i pantaloni di lino bianco con sotto quella [i:az5r1wjh]culottes[/i:az5r1wjh] nera o ancora la mutandina colorata con i cartoon che disegna culo e pizzi in trasparenza?
E tutto ciò per cosa? [i:az5r1wjh]Ahhh, ma per quel magnifico calore![/i:az5r1wjh]
FINE.
Complimenti Keith,
molto bello e ad alto tasso erotico, aspettiamo altri racconti, saranno certamente graditi anche dagli altri membri del forum.
Buona domenica.
Grazie spankme, e buona domenica - sera - anche a te
ciao,
Keith
[img:1u84bc91]http://www.fantasygif.it/Smiles/Smiles/BRAVO126.gif[/img:1u84bc91] Complimenti!!!
Ecco qui, un racconto scritto bene (che non sarà obbligatorio in un sito non letterario, ma di sicuro non guasta!) e profondamente erotico senza essere volgare nè banale.
Una trama completa di premessa, causa ed effetto - e non le solite frasette - e situazioni verosimili che danno lo spunto per lo spanking.
E che dire poi del genuino ed appassionato "elogio del culo femminile"? Intanto ringrazio a nome di tutte le portatrici di un lato B consistente!
wow che bel racconto.. scritto benissimo, per niente scontato e appassionante
[url=http://img166.imageshack.us/i/complimenti925204tk9.gif/:2v8l2htj][img:2v8l2htj]http://img166.imageshack.us/img166/4215/complimenti925204tk9.gif[/img:2v8l2htj][/url:2v8l2htj]
Grazie mille anche a te MonellaDentro,
e un grazie extra per la simpatica gif delle monelle pom pom
ciao,
Keith
Che bel racconto Keith. Apprezzo soprattutto l'importanza data alle immagini - il riflesso nello specchio, le mosse di lei e di lui descritte come se fossero in un quadro o all'interno di un vecchio film - e l'atmosfera che hai saputo creare, da scrittore-esteta. Il racconto è molto erotico e stuzzica il lettore ma nello stesso tempo gli strappa un sorriso, sei riuscito a riportare l'aspetto giocoso della sculacciata (che personalmente adoro). Poi i particolari che hai definito reali nella premessa (la torta, il cavallino, i confetti, le stesse mutandine ecc...) rendono tutto più vivo. Ultima cosa: anch'io come Blue ti ringrazio a nome di tutte le portatrici di lato B consistente... Ultimissima: perché non hai più scritto?
Non l'avevo letto, ma concordo con Rosaspina, è scritto molto bene, mi piacciono i racconti ricchi di immagini, e comunque rimane scorrevole, piacevole
Hanno già detto tutto di questo racconto...
Bellissimo, delicato ed emozionante!
Ne è valsa la pena...
Mi unisco al coro di complimenti! Molto bello, potente ed evocativo. Mi piace il tuo stile!
Be' che posso dire se non grazie?
A cristallo, Timidina, Selina... ah, se non erro ne ho pubblicato un altro di racconto, sempre qui, nel forum, per chi avesse voglia di leggerlo.
ciao,
Keith
Ora lo cerco....
Nel lontano 2003, quasi 2004 (semicit.), su un forum ospitato da Forumfree, iniziò a formarsi e a svilupparsi il nucleo di una comunità di amanti del genere spanking. Tra alterne vicissitudini, quella comunità crebbe, si trasferì su questo sito e divenne in breve tempo il punto di riferimento in Italia.
Il forum arrivò ad avere decine di sezioni, alcune riservate alle spankee, con esperienze, dibattiti e racconti. Parallelamente vi era una chat IRC, nella quale faceva gli onori di casa (e a volte elargiva sculaccioni) l'indimenticato bot Orbilio.
Erano gli anni dei primi incontri dal vivo, a Milano e a Bologna, tra alcuni dei partecipanti più assidui.
Poi, come per ogni cosa bella, arrivò più o meno lentamente il declino e la fine. Le tecnologie cambiavano rapidamente, i forum lasciavano il posto ai social network, che portarono, col vento della novità, alla grande e inesorabile dispersione di persone, idee e passioni.
Il nostro forum, il nostro amato forum, ormai non più aggiornato (ma ancora molto visitato), cadde vittima di un grave problema tecnico che lo portò, per sempre, offline. Fortunatamente è sopravvissuto il backup del database, con tutti i contenuti intatti, ma la versione pesantemente personalizzata di phpBB non è recuperabile, a meno di sforzi immani. Ma se anche si potesse ripristinare, sarebbe talemnte obsoleto e pieno di problematiche di sicurezza che non potrebbe sopravvivere online più di qualche minuto.
Per ridare vita almeno al prezioso materiale raccolto in tanti anni è nato il museo, versione statica e ridotta del forum. Sono ovviamente rimaste escluse le sezioni private e di servizio del forum, non essendo per il momento possibile ripristinare un controllo degli accessi.
Luca